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Tesina Liceo Scientifico-Tecnologico

07/10/22, 21:46 Tesina Liceo Scientifico-Tecnologico

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Introduzione

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Introduzione

L’Ottocento è stato indubbiamente un secolo di grande innovazione nell’ambito scientifico e tecnico. Nella mia tesina ho trattato solo alcune delle numerose scoperte che hanno permesso all’uomo di compiere notevoli passi avanti e migliorare sensibilmente le proprie condizioni di vita.

Con le equazioni di Maxwell, ad esempio, si compì il passaggio dalla fisica classica a quella moderna, mentre nell’ambito della chimica vennero realizzati dispositivi, le pile e le batterie, in grado di generare una corrente continua la cui intensità rimane costante nel tempo.

La pila di Daniell venne utilizzata per alimentare il telegrafo, primo mezzo di comunicazione che eliminava le distanze. Nell’ambito della biologia, l’introduzione della teoria evoluzionistica di Darwin mise in crisi definitivamente quella della creazione divina.

Tali innovazioni tecnico-scientifiche ebbero origine soprattutto in Inghilterra dove, dalla fine del Settecento, si assisteva alla Rivoluzione Industriale: questo fenomeno non aveva solo trasformato radicalmente il modo di produzione ma aveva avuto delle importanti conseguenze sociali che inizialmente potevano far pensare ad un incessante progresso dell’umanità.

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Le classi sociali più elevate ne avevano infatti tratto notevoli benefici economici, anche se i lavoratori precipitavano pericolosamente nella miseria più profonda.

Le condizioni di vita degli operai peggiorarono a seguito dell’inurbamento di masse di contadini in cerca di impiego, fenomeno che abbassava il costo della manodopera e riduceva i salari.

Intere famiglie di operai vivevano in case dormitorio prive di servizi igienici e in condizioni di precarietà economica; ampiamente sfruttato era anche il lavoro minorile, per cui molti adolescenti non usufruivano del diritto all’istruzione e crescevano deboli e malati.

Di fronte alla situazione sociale descritta si può parlare di effettivo progresso?

Lentamente gli operai presero coscienza di essere l’anello fondamentale della produzione e, di conseguenza, cercarono di partecipare più attivamente alla vita politica: proprio in questo momento iniziarono le lotte con cui gli operai volevano ottenere un maggior peso politico e volevano migliorare le condizioni di vita dei lavoratori.

A tal proposito i primi provvedimenti presi in diversi paesi europei, Italia compresa, contro il lavoro minorile risalgono proprio alla metà dell’Ottocento ma condussero a risultati solamente parziali: fino al 1902 in Italia potevano lavorare bambini dell’età di nove anni.

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L’analisi del contesto storico ottocentesco sottolinea dunque l’esistenza di numerose contraddizioni che mettono in crisi l’idea di progresso; la lettura di alcune opere letterarie mi ha portato a considerazioni analoghe nell’ambito della cultura europea e della letteratura italiana.

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Dei Sepolcri (1807)

07/10/22, 21:57 Dei Sepolcri (1807)

Dei Sepolcri (1807)

Il carme Dei Sepolcri, composto nel 1806, svolge il tema della tomba che si legava a un motivo polemico d’attualità: un editto napoleonico, esteso all’Italia nel 1806, aveva imposto che i cimiteri sorgessero fuori dei centri abitati e che sulle tombe fossero poste lapidi semplici e uguali per tutti.

In realtà c’era un motivo igienico alla base dell’editto e anche un motivo politico derivante dal principio di uguaglianza fra tutti i cittadini, sancito dalla Rivoluzione francese.

In ogni caso, il fatto aveva suscitato infuocate polemiche e i cattolici, come il Pindemonte, difendevano il culto dei defunti, e quindi l’istituzione della sepoltura, dal punto di vista religioso.

Foscolo, ateo e materialista, in un primo tempo si era pronunciato a favore della legge, ma poi meditò sul tema della morte e mutò parzialmente parere riconoscendo che le tombe, se non sono utili ai morti, giovano ai vivi.

Si convinse, dunque, che ogni illusione di sopravvivenza dopo la morte è impossibile e che il culto dei defunti non ha alcun fondamento se si basa sulla convinzione di una dimensione ultraterrena.

Ma, cionondimeno, volle recuperare il significato terreno della morte sostenendo che l’unica sopravvivenza possibile è su questa terra, nel ricordo e nel legame ideale di continuità che si stabilisce grazie alla “corrispondenza di amorosi sensi”, definita “divina”, con i vivi, perché vince la morte e consente una sopravvivenza ideale.

Le tombe, testimonianza delle imprese gloriose e come tali ritenute sacre, hanno finito per divenire, nel corso dei secoli, oggetto di culto religioso.

Nacque, così, il culto delle tombe che l’amor di patria e l’affetto dei congiunti hanno tramandato per secoli.

Per il Foscolo, inoltre, la poesia ha il compito di eternare il ricordo dei Grandi, per cui le tombe degli uomini illustri accendono l’animo dei forti e li spronano a compiere nobili imprese.

Si può affermare, pertanto, che la meditazione sulla morte diventa un inno alla vita e acquista il significato di messaggio sociale e politico risorgimentale.

Metro: endecasillabi sciolti.

<< DEORUM MANIUM IURA SANCTA SUNTO >> * Parafrasi

---------

¦¦

Testo e parafrasi

All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne ¦¦ Il sonno della morte è forse meno duro

¦¦ all’ombra dei cipressi o in un sepolcro confortato dal pianto dei superstiti?

confortate di pianto è forse il sonno ¦¦

¦¦ Quando non sarò più vivo (Quando il sole non alimenterà più per me la vita del mondo animale e vegetale),

della morte men duro? Ove più il Sole ¦¦ quando non potrò più godere dei doni della natura,

per me alla terra non fecondi questa ¦¦

¦¦

5 bella d’erbe famiglia e d’animali, ¦¦

¦¦

6 e quando vaghe di lusinghe innanzi ¦¦ e quando le ore del futuro

¦¦

a me non danzeran l’ore future, ¦¦ non danzeranno più dinnanzi a me

¦¦ piene di allettanti promesse,

8 né da te, dolce amico, udrò più il verso ¦¦ quando, o caro Pindemonte, non ascolterò più i tuoi versi e la malinconica musicalità che li caratterizza,

e la mesta armonia che lo governa, ¦¦

¦¦

10 né più nel cor mi parlerà lo spirto ¦¦ e quando non parleranno più al mio cuore l’ispirazione

¦¦

11 delle vergini Muse e dell’amore, ¦¦ della poesia e la voce dell’amore,

¦¦

unico spirto a mia vita raminga, ¦¦ unico sollievo nella mia vita errabonda,

¦¦

qual fia ristoro a’ dì perduti un sasso ¦¦ quale giovamento potrà costituire per me, per la mia vita distrutta,

¦¦

che distingua le mie dalle infinite ¦¦ una lapide che distingua le mie

¦¦

15 ossa che in terra e in mar semina morte? ¦¦ dalle infinite ossa che la morte dissemina sulla terra e nel mare?

Vero è ben, Pindemonte! Anche la Speme, ¦¦ È purtroppo vero, o Pindemonte!

¦¦ Perfino la speranza,

17 ultima Dea, fugge i sepolcri; e involve ¦¦ ultima dea, fugge dai sepolcri;

¦¦

tutte cose l’oblio nella sua notte; ¦¦ e l’oblio avvolge nella sua oscurità tutte le cose;

¦¦

19 e una forza operosa le affatica ¦¦ e la forza operosa e incessante

¦¦

20 di moto in moto; e l’uomo e le sue tombe ¦¦ della natura le trascina nel vortice del suo moto perenne; e il tempo

¦¦

e l’estreme sembianze e le reliquie ¦¦ trasforma l’uomo, il suo sepolcro,

della terra e del ciel traveste il tempo. ¦¦ il suo ultimo aspetto e i resti della terra e del cielo.

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¦¦ il suo ultimo aspetto e i

¦¦ resti della terra e del cielo.

23 Ma perché pria del tempo a sé il mortale ¦¦ Ma perché prima del tempo, l’uomo

¦¦

24 invidierà l’illusion che spento ¦¦ dovrà privarsi dell’illusione che,

¦¦

25 pur lo sofferma al limitar di Dite? ¦¦ nonostante sia morto, ancora lo trattiene temporaneamente sulla soglia dell’aldilà?

Non vive ei forse anche sotterra, quando ¦¦ Non vive egli forse anche sotto terra, quando

¦¦

gli sarà muta l’armonia del giorno, ¦¦ gli sarà muta l’armonia del giorno,

¦¦

se può destarla con soavi cure ¦¦ se può risvegliare tale armonia nella mente dei suoi, attraverso la cura amorevole del sepolcro?

¦¦

nella mente de’ suoi? Celeste è questa ¦¦ Divina è questa

¦¦

30 corrispondenza d’amorosi sensi, ¦¦ corrispondenza di sentimenti generati dall’amore,

¦¦

31 celeste dote è negli umani; e spesso ¦¦ divino dono riservato agli uomini;

¦¦

per lei si vive con l’amico estinto ¦¦ e spesso attraverso questa corrispondenza affettiva si continua a vivere

¦¦

33 e l’estinto con noi, se pia la terra ¦¦ con l’amico estinto e il defunto con noi, a patto che la terra

¦¦

che lo raccolse infante e lo nutriva, ¦¦ natia gli offra un ultimo

¦¦

35 nel suo grembo materno ultimo asilo ¦¦ rifugio nel suo grembo

¦¦

porgendo, sacre le reliquie renda ¦¦ e preservi i suoi sacri resti

¦¦

dall’insultar de’ nembi e dal profano ¦¦ dall’infuriare delle tempeste e dal

¦¦

piede del vulgo, e serbi un sasso il nome, ¦¦ piede profanatore del volgo, e una lapide conservi il nome

e di fiori odorata arbore amica ¦¦ e un albero amico

¦¦

40 le ceneri di molli ombre consoli. ¦¦ consoli le ceneri con tenere ombre e con fiori profumati.

Sol chi non lascia eredità d’affetti ¦¦ Solo chi non lascia eredità di valori ideali e di affetti sinceri non si rallegra al pensiero di avere una tomba;

¦¦

poca gioia ha dell’urna; e se pur mira ¦¦ se pure si prefigura la sua sorte dopo i funerali,

dopo l’esequie, errar vede il suo spirto, ¦¦ vede vagare il suo spirito,

¦¦

44 fra ’l compianto de’ templi Acherontei, ¦¦ fra le pene dolorose dell’Inferno,

¦¦

45 o ricovrarsi sotto le grandi ale ¦¦ oppure rifugiarsi sotto le grandi ali

¦¦

del perdono d’Iddio: ma la sua polve ¦¦ del perdono di Dio, ma lascia fra le

¦¦

lascia alle ortiche di deserta gleba ¦¦ ortiche i suoi resti in una terra

¦¦

ove né donna innamorata preghi, ¦¦ deserta, dove né una donna innamorata preghi

¦¦

né passeggier solingo oda il sospiro ¦¦ né un viandante solitario oda

¦¦

50 che dal tumulo a noi manda Natura. ¦¦ il sospiro che la Natura ci trasmette attraverso la tomba.

51 Pur nuova legge impone oggi i sepolcri ¦¦ Eppure una nuova legge impone oggi che i sepolcri siano posti

¦¦

fuor de’ guardi pietosi, e il nome a’ morti ¦¦ fuori dalle città, lontani dalle cure pietose, e sottrae il nome ai morti.

¦¦

contende. E senza tomba giace il tuo ¦¦ E senza tomba, o Talia, musa della poesia epico-satirica, giace il tuo

¦¦

sacerdote, o Talia, che a te cantando ¦¦ sacerdote, Parini, che, cantando le tue

¦¦

55 nel suo povero tetto educò un lauro ¦¦ lodi, coltivò un albero di alloro nella sua povera casa

¦¦

con lungo amore; e t’appendea corone; ¦¦ e ti incoronava con i suoi versi;

¦¦

¦¦

e tu gli ornavi del tuo riso i canti ¦¦ e tu abbellivi con il tuo riso ironico i suoi canti che sferzavano

¦¦

che il lombardo pungean Sardanapalo, ¦¦ il nobile lombardo, Sardanapalo, ultimo re degli Assiri, famoso per la sua pigrizia e mollezza, cui è gradito

¦¦

cui solo è dolce il muggito de’ buoi ¦¦ solo il muggito dei buoi delle stalle

¦¦

60 che dagli antri abduani e dal Ticino ¦¦ dell’Adda e del Ticino che lo rendono

lo fan d’ozi beato e di vivande. ¦¦ appagato di ozio e di vivande, interessi volgarmente materiali.

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07/10/22, 21:57 Dei Sepolcri (1807)

O bella Musa, ove sei tu? Non sento ¦¦ O bella musa, dove sei tu? Non sento

¦¦

63 spirar l’ambrosia, indizio del tuo Nume, ¦¦ il profumo dell’ambrosia, segno della

¦¦

fra queste piante ov’io siedo e sospiro ¦¦ tua presenza, fra queste piante dove

¦¦

65 il mio tetto materno. E tu venivi ¦¦ io siedo e penso alla mia patria (Venezia e la madre). E tu venivi

¦¦

e sorridevi a lui sotto quel tiglio ¦¦ e sorridevi a lui, Parini, sotto

¦¦

ch’or con dimesse frondi va fremendo ¦¦ quel tiglio, che ora con i rami dimessi freme di dolore

¦¦

perché non copre, o Dea, l’urna del vecchio ¦¦ perché non ricopre, o Dea, la tomba

¦¦ del vecchio, a cui offriva con

cui già di calma era cortese e d’ombre. ¦¦ dolcezza serenità e ombra.

¦¦

70 Forse tu fra plebei tumuli guardi ¦¦ Forse tu, fra le tombe plebee osservi

¦¦

vagolando, ove dorma il sacro capo ¦¦ vagando qua e là, ove riposi il sacro

¦¦

del tuo Parini? A lui non ombre pose ¦¦ capo del tuo Parini? A lui la città

¦¦

73 tra le sue mura la città, lasciva ¦¦ corrotta, allettatrice di poeti privi

¦¦

d’evirati cantori allettatrice, ¦¦ di virilità, non offrì ombra fra le sue

¦¦

75 non pietra, non parola; e forse l’ossa ¦¦ mura, né una lapide, né un’epigrafe; e forse il ladro,

¦¦

col mozzo capo gl’insanguina il latro ¦¦ condannato al patibolo per i suoi delitti, gli insanguina le ossa

che lasciò sul patibolo i delitti. ¦¦ con il suo capo mozzo.

¦¦

78 Senti raspar fra le macerie e i bronchi ¦¦ Senti la cagna randagia raspare tra i ruderi e gli sterpi ululando e vagando

¦¦

la derelitta cagna ramingando ¦¦

¦¦

80 su le fosse, e famelica ululando; ¦¦ affamata sulle fosse;

¦¦

e uscir del teschio, ove fuggia la Luna, ¦¦ e l’upupa uscire dal teschio dove si era nascosta per sfuggire il chiarore

¦¦

82 l’upupa, e svolazzar su per le croci ¦¦ della luna e svolazzare sulle croci

¦¦

sparse per la funerea campagna, ¦¦ sparse nel cimitero

¦¦

e l’immonda accusar col luttuoso ¦¦ e l’uccello immondo rimproverare

¦¦

85 singulto i rai di che son pie le stelle ¦¦ con un singhiozzo funesto i raggi

¦¦ con i quali le stelle mostrano

86 alle obbliate sepolture. Indarno ¦¦ pietà per le tombe dimenticate.

¦¦

sul tuo poeta, o Dea, preghi rugiade ¦¦ Invano, o Dea, invochi dalla squallida notte un po’ di rugiada per

¦¦ il tuo poeta.

dalla squallida notte. Ahi! su gli estinti ¦¦ Ahi! Sulle tombe dei defunti non nasce un fiore che

¦¦

non sorge fiore, ove non sia d’umane ¦¦ non sia alimentato dall’amore e

¦¦

90 lodi onorato e d’amoroso pianto. ¦¦ dalla devozione dei sopravvissuti.

¦¦ Dal giorno in cui l’istituzione

91 Dal dì che nozze e tribunali ed are ¦¦ dei matrimoni, della giustizia e

¦¦ della religione concessero agli

dier alle umane belve esser pietose ¦¦ uomini,

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Sintesi

Tesina di maturità ipertestuale e multidisciplinare presentata all'esame per ITIS.

L'Ottocento è stato indubbiamente un secolo di grande innovazione nell'ambito scientifico e tecnico. Nella mia tesina ho trattato solo alcune delle numerose scoperte che hanno permesso all'uomo di compiere notevoli passi avanti e migliorare sensibilmente le proprie condizioni di vita. Con le equazioni di Maxwell, ad esempio, si compì il passaggio dalla fisica classica a quella moderna, mentre nell'ambito della chimica vennero realizzati dispositivi (le pile e le batterie) in grado di generare una corrente continua la cui intensità rimane costante nel tempo. La pila di Daniell venne utilizzata per alimentare il telegrafo, primo mezzo di comunicazione che eliminava le distanze. Nell'ambito della biologia, l'introduzione della teoria evoluzionistica di Darwin mise in crisi definitivamente quella della creazione divina.

Tali innovazioni tecnico-scientifiche ebbero origine soprattutto in Inghilterra, dove, dalla fine del Settecento, si assisteva alla Rivoluzione Industriale: questo fenomeno non aveva solo trasformato radicalmente il modo di produzione, ma aveva avuto delle importanti conseguenze sociali che inizialmente potevano far pensare ad un incessante progresso dell'umanità. Le classi sociali più elevate ne avevano infatti tratto notevoli benefici economici, anche se i lavoratori precipitavano pericolosamente nella miseria più profonda. Le condizioni di vita degli operai peggiorarono a seguito dell'inurbamento di masse di contadini in cerca di impiego, fenomeno che abbassava il costo della manodopera e riduceva i salari. Intere famiglie di operai vivevano in case dormitorio prive di servizi igienici e in condizioni di precarietà economica; ampiamente sfruttato era anche il lavoro minorile, per cui molti adolescenti non usufruivano del diritto all'istruzione e crescevano deboli e malati. Di fronte alla situazione sociale descritta si può parlare di effettivo progresso?

Lentamente gli operai presero coscienza di essere l'anello fondamentale della produzione e, di conseguenza, cercarono di partecipare più attivamente alla vita politica: proprio in questo momento iniziarono le lotte con cui gli operai volevano ottenere un maggior peso politico e volevano migliorare le condizioni di vita dei lavoratori.

A tal proposito, i primi provvedimenti presi in diversi paesi europei (Italia compresa) contro il lavoro minorile risalgono proprio alla metà dell'Ottocento, ma condussero a risultati solamente parziali: fino al 1902 in Italia potevano lavorare bambini dell'età di nove anni. L'analisi del contesto storico ottocentesco sottolinea dunque l'esistenza di numerose contraddizioni che mettono in crisi l'idea di progresso; la lettura di alcune opere letterarie mi ha portato a considerazioni analoghe nell'ambito della cultura europea e della letteratura italiana.

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