Ma io non voglio andare fra i matti!
Il mondo dell’assurdo, dal mondo di Alice al teatro di Beckett. Lorenzo Scotto pagina 2 di 8
Ma io non voglio andare fra i matti!
Tesina di quinta liceo:
"Ma io non voglio andare fra i matti", osservò Alice.
"Bè, non hai altra scelta", disse il Gatto "Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta."
"Come lo sai che sono matta?" Disse Alice.
"Per forza," disse il Gatto: "altrimenti non saresti venuta qui."
Meraviglie nel mondo di Alice
Un’opera che basa la sua struttura narrativa sul non senso è il romanzo “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll, scrittore inglese dell’epoca vittoriana che, assieme a Lear, fondò proprio la corrente della letteratura non-sense.
Lewis Carroll: un autore che ha fatto epoca
Nell’assolato pomeriggio di venerdì 4 luglio 1862 due reverendi che insegnavano a Oxford, Charles Dodgson e Robinson Duckworth, portarono tre bambine (Lorina, Alice ed Edith Liddell) a fare una gita in barca sul Tamigi.
Non era la prima volta, ma fu diversa da tutte. Le sorelline erano particolarmente irrequiete, e pretesero che venisse loro raccontata una storia insensata. Dodgson improvvisò, come era solito fare, e la favola fu tanto attraente che Alice gli chiese di metterla per iscritto.
Finì che Dodgson nel 1865 pubblicò una versione riveduta e corretta della storia, con il titolo Le Avventure di Alice nel paese delle meraviglie sotto lo pseudonimo di Lewis Carroll: un’inversione plurima, sia linguistica che posizionale, dei suoi nomi (Charles Ludwige). Vide così la luce uno dei più singolari libri della letteratura, a cui si aggiunse nel 1871 un seguito: Attraverso lo specchio, e ciò che Alice vi trovò.
La storia di Alice è diventata la più nota e amata della letteratura infantile inglese, esercitando una forte attrazione anche su lettori adulti, grazie al peculiare gusto del gioco logico e verbale usato da Carroll. The
Nel 1876 Carroll pubblicò una terza grande e intraducibile opera, haunting of the snark, “La caccia alla snaulo", anch’essa dedicata ad una bambina: benché in apparenza sembri una buffa poesia nonsense, nasconde possibilità di interpretazione simbolica che hanno affascinato la critica moderna. Assai minore popolarità è invece toccata a "Silvye e Bruno" (1889), criticato da più parti per via del tono moraleggiante che vi aleggia.
Prima delle sue pubblicazioni di fantasia, Carroll aveva comunque fatto uscire, con il suo vero nome, alcune opere di matematica, passione mai trascurata.
Non-sense: qual è il senso?
La letteratura nonsense, sia poesia che prosa, si basa sull'equilibrio tra ordine e caos, tra senso compiuto e suscita ilarità proprio perché non ha senso.
Il non-sense si può intendere in due modi complementari:
- Un uso apparentemente sensato di parole insensate;
- Un uso apparentemente insensato di parole sensate
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Nel suo saggio Piergiorgio Odifreddi ci dà un perfetto esempio di questi modi. "Tanto per fare un esempio a proposito, - osserva Odifreddi - nel Stile capitolo IX di Alice la Duchessa sentenzia: “bada al senso, e i suoni baderanno a se stessi”. L'apparenza è perfettamente sensata, anche troppo: “le parole vengono automaticamente, se si ha qualcosa da dire".
Italiano: Lewis Carroll (Alice nel paese delle meraviglie)
Inglese: Samuel Beckett (Happy days; Waiting for Godot)