Magia - tesina

Tesina di maturità che consiste in un percorso di quattro materie(latino, inglese, filosofia e fisica) tutte accomunate dalla magia.

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Liceo Scientifico Statale ‘’G. Galilei’’ – Ciriè
Anno Scolastico 2010/2011


Tesina d’esame


La Magia

Saviti Edoardo
Classe 5^D


Introduzione
La magia è un argomento che mi ha affascinato sin da bambino, ma è diventata una delle mie più grandi passioni dal momento in cui vidi al cinema il primo film della saga di Harry Potter. Nel corso dell’anno scolastico ho potuto trovare molti riferimenti alla magia in uomini di scienza, scrittori moderni, antichi autori latini e filosofi dell’Ottocento ed ho colto l’occasione per renderla argomento della mia tesina.
Con il termine ‘’Magia’’ si indica un’ ipotetica tecnica che ha come scopo l’influenza degli eventi, il controllo dei fenomeni fisici e dell'essere umano; a tale fine può servirsi di gesti, rituali o formule verbali particolari. Ciò che è magico rappresenta tutto quello che non è scientificamente spiegabile. Basti pensare che cosa sarebbe capitato 2000 anni fa a una persona che avesse guidato una normalissima automobile: non sapendo spiegare quel fenomeno con le conoscenze di allora, tutti avrebbero pensato ad una magia. Allo stesso modo i nostri antenati ci avrebbero presi per delle divinità in grado di manipolare il giorno e la notte se ci avessero visti con in mano una torcia. Dalla maggior parte delle persone la magia viene considerata un mondo a parte rispetto alla scienza, l’unica spiegazione plausibile di fenomeni altrimenti non comprensibili.


La magia, nonostante i suoi anni, ancora oggi affascina enormemente tutto il mondo, forse perché è una caratteristica propria dell’uomo, quella di avere la necessità di credere in ciò che è inspiegabile e soprannaturale.


Latino
A Roma i vocaboli magus e magia, derivati dalla lingua greca, appaiono in uso solo a partire dalla metà del I secolo a.C., quando le pratiche magiche cominciano ad essere considerate un reato da perseguire severamente. Con il termine magus, in questo periodo, si intende un sacerdote della religione persiana, specialista soprattutto della divinazione. Nell’età augustea, invece, si affermò sempre più il concetto di magus come esperto di riti magici, capace di modificare le leggi naturali o di sottomettere a proprio vantaggio la volontà degli dei, quando non, addirittura, di dedicarsi a pratiche di negromanzia e al sacrificio di animali o di bambini. Si potrebbe pensare, ad esempio, alla maga Canidia, citata da Orazio(Epodi V), che insieme con altre fattucchiere tenta di riconquistare l’amante perduto sacrificando un bambino.
In realtà, come dimostrano le leggi delle XII Tavole, fin dall’antichità a Roma, si praticavano riti magici, che venivano indicati con il termine di mala carmina, mentre l’azione del nuocere a qualcuno con questi malefici era detta incantare, verbo che significava originariamente ‘’recitare una formula magica’’, ‘’fare incantesimi su qualcosa’’, e da cui derivano, in italiano, il verbo ‘’incantare’’ e il sostantivo ‘’incantesimo’’.
Tali pratiche venivano perseguite dalla legge non per il fatto in sé, ma perché arrecavano un danno alla proprietà privata, al singolo individuo o, addirittura, alla collettività. Il problema era talmente sentito che Lucio Cornelio Silla, nell’81 a.C., fece approvare una lex Cornelia de sicariis et veneficis, diretta contro tutti i delitti che attentavano, in qualsiasi modo, alla vita dei cittadini: in essa il termine veneficus indicava chi era dedito non solo a pratiche di avvelenamento, ma anche a riti magici tesi a nuocere a persone o cose.
La magia in Apuleio
Apuleio nacque intorno al 125 d.C. a Madauro, nella Numidia; egli apparteneva ad una famiglia benestante , anche se non ricchissima, che gli permise di avere una raffinata educazione letteraria e filosofica.
L’unico avvenimento ben conosciuto della sua vita è noto tramite il De magia, la sola orazione giudiziaria di epoca imperiale giunta sino a noi: da essa si ricava che, durante uno dei suoi viaggi, Apuleio si era fermato per qualche tempo ad Oea, dove aveva finito per sposare Pudentilla , una ricca vedova più vecchia di lui. Alcuni parenti d’acquisto della donna, però, intentarono un processo contro Apuleio, accusandolo di aver fatto ricorso alle arti magiche per costringere Pudentilla ad acconsentire alle nozze dopo 14 anni di vedovanza, allo scopo i carpirne il patrimonio. Il processo, celebrato tra il 158-159, vide quasi certamente la vittoria di Apuleio, che riuscì a ridicolizzare abilmente i suoi avversari minimizzando le accuse, ma al contempo riconoscendo di essere dedito alla magia, intesa come una sorta di mistica filosofica di ascendenza platonica.
Apuleio, infatti, ammette implicitamente di essere un esperto in materia quando definisce con precisione la magia e, pur sorvolando sul tema degli incantesimi, ne individua gli antecedenti storici:
‘’Mago in lingua persiana è ciò che da noi è il sacerdote. E che delitto alla fine è essere sacerdote e ritualmente conoscere e sapere e mettere in pratica le leggi delle cerimonie sacre, le regole del culto e i precetti religiosi? Questa è almeno l’interpretazione che dà Platone della magia[…]si scelgono tra i Persiani i quattro ritenuti i migliori in età conveniente: il più saggio, il più giusto, il più temperante e il più coraggioso. Di essi uno gli insegna la magia di Zoroastro, figlio di Oromazo e questa magia è il culto degli dei; avete dunque inteso, voi, i quali temerariamente accusate la magia che essa è arte accetta agli dei immortali.’’

Apuleio afferma persino di credere in quella che noi chiameremmo trance ipnotica, limitandosi a negare i fatti imputatigli, come di aver incantato e fatto svenire un ragazzo o di possedere uno scheletro in miniatura da utilizzare per oscuri riti; questa statuetta viene presentata al giudice ed al pubblico, che la conoscevano solo dalla descrizione fattane dall’accusa: anziché di un pauroso scheletro, si tratta di una bella e curata raffigurazione di Mercurio giovinetto, con tutti gli attributi tradizionali del dio. E l’accusa di magia svanisce ancora una volta, non essendo un delitto onorare ed adorare il dio Mercurio.
E’ Apuleio ad operare una distinzione fra il mago vero e proprio, molto più simile al filosofo, che cerca attraverso le sue pratiche di avvicinarsi alla divinità, e lo stregone, cioè un individuo che si serve delle sue conoscenze e dei suoi poteri, più presunti che reali, per causare il male in cambio di lauti compensi.


Le metamorfosi
Le Metamorfosi, probabilmente opera tarda di Apuleio, successiva al De Magia, raccontano in 11 libri la straordinaria vicenda di Lucio, giovane di ottima famiglia, che per eccessiva curiosità verso le pratiche magiche viene trasformato in asino e deve affrontare ogni sorta di avventure, di cui è, suo malgrado, testimone e talvolta involontario protagonista, prima di poter assumere di nuovo la forma umana nell’ultimo libro grazie all’intervento salvifico della dea Iside. Al libro XI è dedicato il disvelamento della morale dell’intero romanzo, una morale religiosa, mistica e misterica, che rende il giovane Lucio, alla fine del suo processo di crescita e di ‘’ metamorfosi’’ interiore, un convinto adepto della dea cui deve la sua salvezza. Il numero dei libri, 11, stanno ad indicare i giorni di iniziazione al culto della dea Iside e l’undicesimo giorno rappresenta l’occasione in cui Lucio potrà riacquistare la forma umana, oltre che il giorno in cui raggiungerà una maturazione interiore.
La magia in lucano
La fama di Lucano è legata al poema epico tramandato con il titolo Bellum Civile , noto anche come Pharsalia, che prende il nome dalla battaglia di Farsalo, il momento decisivo dello scontro tra Cesare e Pompeo, nel 48 a.C..
L’opera si sarebbe dovuta dividere in 12 libri, ma si interrompe con il decimo libro. Il tema della magia, in questo caso magia nera, viene affrontato da Lucano nel libro VI , dedicato alla strega Eritto e ai riti di necromanzia; l’episodio rappresenta l’esatto opposto di ciò che viene narrato nel sesto libro dell’Eneide, in cui Enea scende agli Inferi per ricevere da Anchise la profezia della futura grandezza di Roma. In Lucano, il posto della Sibilla è preso dall’orrida strega Eritto: sono i morti a tornare sulla terra e la predizione annuncia terribili sciagure.
Nell’episodio, il figlio di Pompeo, Sesto si reca a consultare la strega tessala Eritto per sapere quale esito avrà lo scontro tra Cesare e Pompeo. Costei ricorre alla necromanzia, una pratica della magia nera che pretende di conoscere il futuro richiamando momentaneamente in vita una persona morta violentemente. Tutto l’episodio è pervaso da un esasperato gusto per il macabro, per l’orrido e il surreale: si tratta della rappresentazione di un mondo rovesciato, in cui il buio si è sostituito alla luce, gli dei inferi agli dei celesti, l’odio all’amore, la morte alla vita.
‘’Eritto, per prima cosa, riempie il petto del morto con sangue caldo – infondendolo attraverso nuove ferite da lei stessa inferte - , pulisce le parti interne dalla putredine e vi aggiunge spuma in abbondanza. A questa mistura mescola insieme tutto quel che la natura produce con parti sinistri: non mancano bava di cani affetti da idrofobia, viscere di lince, vertebre di iena feroce[…], dopo che ebbe mescolato a tutte queste cose ingredienti velenosi sia di poco conto che rinomati[…] ella pronuncia, con l’incantesimo tessalico, gli altri scongiuri e le sue parole giungono fin nel Tartaro[…]. Non appena ha pronunciato queste parole, alza il capo e la bocca piena di bava e scorge ritta in piedi l’anima del corpo disteso a terra, che paventa le membra senza vita e gli odiati sbarramenti dell’antico carcere: essa è terrorizzata al pensiero di tornare nel petto ferito, nelle viscere e negli altri organi, squarciati da colpi mortali.’’

La lunga preghiera della maga è divisa in due parti: nella prima, estranea al linguaggio degli uomini, la strega parla le lingue della natura, ossia quelle degli animali notturni e pericolosi, e quelle delle forze distruttrici. Nella seconda parte ci si rivolge alle divinità degli inferi: Dite, Stige, Persefone, concludendo con le figure mitologiche di Cerbero e di Caronte.
Quella che Lucano descrive, in sostanza, è una nekyomantèia, una tra le più interessanti necromanzie della letteratura. Viene presentato un rito che mette il nostro mondo in rapporto con gli inferi, attraverso due mediazioni: la strega, che viene dal mondo dei vivi, e l’anima del soldato, caduto sul campo di battaglia, e costretto a risalire dall’oltretomba per riferire il suo sapere ai mortali.


English
J.K.Rowling and the magic of Harry Potter
Biography
J.K. Rowling was born in Yate, near Bristol, in the south-west of England, in 1965; she is a British writer. Her parents, Peter James Rowling and Anne Volant Rowling, teens in London at the time, met by chance on a train that departed from King’s Cross station aimed at Arbroath in Scotland. The family moved to Winterbourne when Joanne was four, she attended St Michael primary school; here, the headmaster of the school will be the inspiration for the Headmaster of Hogwarts Albus Dumbledore, in the future series of Harry Potter. During his childhood , Joanne demonstrates a significant and strong imagination, becoming the author of numerous short stories: at six years she wrote the story of Rabbit, a rabbit suffering from measles, while at twelve years she wrote a novel that was about seven cursed diamonds. She attended high school at Wyedean Comprehensive and then studied at Exeter University, where she earned a French and Classic degree. She spent one year in Paris for her studies; as a postgraduate she moved to London and worked as a researcher at Amnesty International among other jobs.
In 1990, while she was on a four-hour-delayed train trip from Manchester to London, the idea for a story of a young boy attending a school of wizardry "came fully formed" into her mind. She told that she didn’t know where the idea exactly came from , it started with Harry and then all the other characters and situations came into her head as a flood. The inspiration for Hermione, for example, came from herself, the girl is a caricature of Rowling when she was eleven, or the flying Ford Anglia of the second book of Harry Potter is inspired to the real car of one of Rowling’s friends during her adolescence. However, in December of the same year, Joanne’s mother died for multiple sclerosis; she said that she was writing Harry Potter at the moment her mother died, she never told her about her book. Rowling said this death heavily affected her writing, she introduced much more detail about Harry's loss( his parents were killed by the dark wizard Lord Voldemort, so he became orphan) in the first book, because she knew about how it felt.

The theme of Magic and Latin:
In Harry Potter magic is the central theme of the story and it is depicted as a natural force that can be used to override the usual laws of nature, many fictional magical
creatures exist in the series like Fanny, the phoenix that can revive from his ashes , and objects can be enhanced with magical property. The small percentage of humans who are able to perform magic are called witches and wizards, in contrast to the non-magical Muggles.
In humans, magic is an inborn attribute, it is the norm in the children of magical couples and it is less common in families of Muggles. Magic is done with the use of a supporting tool, a wand, with it, spells can be cast. But for have a good spell, they must be used verbally, most of them ,in fact, came from Latin words. The ancient language was studied by Rowling during University, she earned classic degree, this fact influenced a lot the story of Harry Potter, some spells like ACCIO come from Latin , it means ‘I summon’, ‘ I call’, and it used to summon a desired object to the spell-caster, CONFUNDO ( to confuse) is used to cause confusion in a victim’s mind, or CRUCIO (I crucify) which refers to the ancient Roman form of torture, in fact it inflicts intense, torturous pain on the victim.
Not only spells are influenced by Latin, but also names of important characters in the books: the name of Minerva McGranitt, professor of transfiguration, come from the goddess of wisdom; Albus, the name of the headmaster of Hogwarts, means ‘white’ in Latin , or to indicate the Minister of Games Ludo Bagman it used the word ‘ludo’ that means ‘to play’ in Latin, a perfect combination.
Finally , also the famous motto of the school o Hogwarts is in Latin : ‘Draco Durmiens Nunquam Titillandus’ that means :’ The sleeping dragon is never to tease’.

It is also important to say that the success of Harry Potter represented the occasion for many students, in particular in America, to discover a language considered dead by the most . The first book of Harry Potter was also translated in a modern Latin with the title of ‘ Harrius Potter et Philosophi Lapius.
It is currently used as text to assist school for young people.

There is no future without past…

Filosofia
L’idealismo magico
Novalis, il cui vero nome era Friedrich von Hardenberg, nacque nel 1772 e morì, appena ventinovenne, nel 1801, a causa di tubercolosi. Fu considerato la voce poetica più pura del Romanticismo.

La casa di Novalis a Weißenfels, dov'è morto nel 1801.
Il pensiero di Novalis , che si esprime soprattutto nei Frammenti, ha il suo fulcro di novità nel cosiddetto ‘’Idealismo magico’’, influenzato da Fichte (è da lui che Novalis desume la componente di idealismo cui allude l’etichetta “idealismo magico”). Il punto di partenza che Novalis mutua da Fichte è l’idea che il mondo sia il prodotto inconsapevole della struttura trascendentale di tutti i soggetti umani; in particolare, a colpirlo è la nozione di “immaginazione produttiva”: operando inconsciamente in ogni soggetto, essa si prolunga nell’immaginazione produttiva dell’artista.
Fichte notava che il non-Io (cioè il mondo esterno) è, in ultima analisi, l’Io stesso: sulla sua scia, Novalis, alla domanda “che cos’è la natura?”, risponde che essa è “un indice sistematico, enciclopedico dello spirito, un piano dello spirito”. Con ciò, egli intende dire che essa è inconsapevole limitazione dell’Io stesso. In questo senso, per Novalis la natura è spirito solidificato, attività pratica rappresa, “il passato dell’Io”, ovvero ciò che l’Io cessa sempre e di nuovo di essere in virtù del suo essere attività pratica.
Dall’identità di natura e spirito, segue che conoscere il mondo equivale a conoscere se stessi, cosicché “capiremo il mondo quando capiremo noi stessi”, familiarizzare con la natura significa familiarizzare con noi stessi.
L’Idealismo viene detto ‘’magico’’ perché evidenzia la capacità della creazione della natura da parte dell’Io; esso la crea senza saperlo e ne resta incantato – qui sta l’elemento magico -, credendo che essa sussista indipendentemente. L’idealismo magico è la nuova concezione che vede nell’inconscia attività dell’Io che genera il non-io la vera magia.
La nuova concezione idealistica della realtà è dunque la vera concezione magica, perché mostra come tutto derivi dallo spirito e quindi come lo spirito domini su tutto e sia potere sovrano assoluto. "Io = non-io: tesi suprema di ogni scienza": ecco il principio che sta alla base dell'"Idealismo magico". Si comprende, pertanto, la massima che compendia il significato del romanzo I discepoli di Sais: "Arrise ad uno di sollevare il velo della dea di Sais. E bene, che vide? Vide - meraviglia delle meraviglie - se stesso".
La filosofia è magia; ma ancor più lo è l'arte. La poesia coglie veramente l'assoluto: "La poesia è il reale veramente assoluto. Questo è il nocciolo della mia filosofia".
Su questo concetto si fonda il romanzo (incompiuto) Enrico di Ofterdingen in cui sogno e realtà si mescolano, così come la prosa e la poesia. Si tratta di un romanzo di formazione o pedagogico, in cui il protagonista si forma attraverso varie esperienze e incontri, e in cui il sostrato magico del reale, la fiaba, il sogno e la poesia risultano essere la verità.

Fisica
La magia, intesa anche come illusione, è argomento del film

Film ‘’The Prestige’’

Londra, fine Ottocento. Durante il periodo vittoriano due giovani di talento imparano l’arte dell’illusionismo aiutando il loro mentore, ingegnere e inventore di trucchi per gli spettacoli Mr.Cutter. Angier è bello, ricco e sposato con Julia, che partecipa ai numeri, concepisce l’illusione come l’arte di affascinare il pubblico; Borden è più introverso e cerebrale, e investe tutte le sue energie sulla sua abilità di prestigiatore.
Una sera Julia muore annegata per un incidente di scena ed Angier ne attribuisce la colpa a Borden. Da quel momento i due illusionisti intraprenderanno un percorso di sfide ed inganni, per battersi nel trucco del trasporto umano che per Angier diverrà un’ossessione e lo porterà alla morte.
Il film ‘’The Prestige’’ vanta la presenza di David Bowie, che interpreta niente meno che Nikola Tesla, uomo che ha inventato il ventesimo secolo e che soccombeva alla sua fama di genio straordinario : anche lui vittima di una rivalità nata sul lavoro( con il collega Thomas Edison), anche lui ostaggio di un’ossessione( la corrente alternata) che lo portò a sacrificare tutto( morì povero e solo).

NiKola tesla

Nikola Tesla è stato un fisico, ingegnere e inventore di origini serbe, nato a Smiljan (oggi in Croazia) nel 1856 naturalizzato statunitense nel 1891; morì a New York nel 1943.Nel corso della sua vita ha firmato oltre 700 brevetti e ha contribuito a definire la moderna società high-tech. Ha scoperto la rotazione dei campi magnetici, che sono alla base di tutti i macchinari che usano corrente alternata.
Nel suo laboratorio di Colorado Springs, che appare nel film, Tesla ha condotto un serie di incredibili esperimenti e pare stesse affrontando temi come il viaggio nel tempo, i raggi della morte e la comunicazione interstellare.
Molto spettacolare è la scena in cui cammina tra i fulmini generati dalla bobina di Tesla tenendo in mano una lampadina: in questa scena dimostrerà come il corpo umano, dopo essere stato elettrizzato, sia in grado di condurre elettricità, accendendo la lampadina.

La bobina di Tesla


In “The Prestige” il personaggio di Tesla unisce scienza e magia quando accetta di
inventare una macchina( un’enorme bobina che produca elettricità) che permetta a Angier un trucco che gli faccia superare Borden.
Tesla era quasi uno sciamano della scienza e spesso i maghi di fine ottocento erano aiutati da veri esperti di scienza che preparavano le illusioni.

Il campo magnetico

Il campo magnetico è un campo di forze solenoidale generato nello spazio dal moto di una carica elettrica o da un campo elettrico variabile nel tempo, che insieme al campo elettrico costituisce il campo elettromagnetico.
In una regione dello spazio è presente un campo magnetico se un ago magnetico posto in quella regione è soggetto a un’azione meccanica.
Essendo caratterizzato da una direzione e da un verso, oltre che da un’intensità, il campo magnetico è un campo vettoriale. In ogni punto è descritto, cioè, da un vettore, indicato con B e chiamato induzione magnetica.


L’insieme delle linee di
campo dovute ad un magnete.

Il campo magnetico può essere generato come già detto, da un movimento di cariche, una situazione più specifica è quella del filo conduttore percorso da corrente.
Disposto un filo conduttore di lunghezza l perpendicolarmente alle linee di campo di un campo magnetico, se il filo risente di una forza di modulo F quando è percorso da una corrente di intensità i , il vettore B nella regione in cui si trova il filo ha modulo:

B=F/il

La sua unità di misura è il tesla (T), così chiamato in memoria dell’ingegnere serbo Nikola Tesla. 1T=1N/(A•m)
Un campo magnetico uniforme ha un’intensità di 1 T se un conduttore rettilineo di lunghezza 1m, percorso dalla corrente di 1 A, è soggetto alla forza di 1N quando è perpendicolare al campo.

Bibliografia/Sitografia

Latino
• E.Malaspina, P.Pagliani, R.Alosi, A.Buonopane, R.Ampio, A.Balbo, Antico Presente, Storia e testi della letteratura latina, Petrini, Milano, 2010, pp 196-198, pp 396-418
• www.wikipedia.it
• www.filosofico.net

Inglese
• J.K.Rowling, Serie di Harry Potter, Salani, Trento, 1999-2009
• www.fantasymagazine.it
• www.bol.it

Filosofia
• Reale G., Antiseri D., Storia della Filosofia 3, Dal romanticismo ai giorni nostri, Editrice La Scuola, Brescia, 2010
• www.antoniobellanca.it

Fisica
• Film ‘’The Prestige’’ (2006) di Christopher Nolan
• Caforio A., Ferilli A., Il senso della Fisica 3, Le Monnier Scuola, Varese, 2010, pp 170-179
• www.wikipedia.it


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