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Perché la scelta del “disegno”?
Navigavo fra le pagine dell’enciclopedia virtuale “Wikipedia”, alla ricerca di un’idea originale per la mia tesina, quando gli occhi mi sono caduti sulla voce “disegno”; è stato come far affiorare, a livello conscio, la consapevolezza del mio amore e del mio interesse per il disegno che covavo ormai da anni come brace sotto la cenere.
Premetto che posseggo una certa esperienza in campo artistico, che coltivo, con grande amore e passione, sin da bambino, eppure mai avrei immaginato che un giorno sarebbe diventato l’argomento della tesina del mio esame di Stato.
Wikipedia dava del disegno pressappoco questa definizione: “è il processo di tracciare dei segni su una superficie tramite l’applicazione di una pressione o il trascinamento di un apposito strumento sulla superficie … Gli strumenti usuali sono le matite in grafite o colorate, la penna ad inchiostro, pennelli fini, pastelli a cera o carboncini, mentre i supporti sono tipicamente carta e cartoncino, ma anche molti altri”.
Non contento della definizione datami, clicco nuovamente alla ricerca di una ulteriore definizione, che fosse più profonda, ma la parola successiva aveva già cancellato la ragione del mio qui presente lavoro.
Quella definizione, però, mi ritornava continuamente in mente e constatavo con rammarico che ne rendeva in generale il concetto, soprattutto se lo si considerava in riferimento al disegno tecnico, ma che comunque gli mancava un elemento imprescindibile che fa del disegno la rappresentazione, ma soprattutto l’interpretazione, del nostro vivere quotidiano: il cuore!
Il cuore, credo sia la vera essenza che da sempre accompagna ogni manifestazione culturale artistica, che si palesa attraverso l’immaginazione, nata dal connubio fra mente e cuore, fra ragione e sentimento, sempre più rarefatti nell’uomo moderno.
La scelta del disegno, dunque, nasce come forma di riscatto nei confronti di quest’ultimo (il disegno), che vedrà la sua realizzazione nel percorso che mi accingo a mostrarvi: “L’ombra: idee per immagini”.
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Perché la scelta dell’ombra?
Fin da piccolo mi ha sempre incuriosito quella “macchia nera” che mi seguiva ovunque andassi. Tale condizione a volte mi metteva in imbarazzo, e pertanto ho cercato più volte di disfarmene, ovviamente senza alcun successo.
Mi resi conto allora che non avrei mai potuto scindere la mia dal mio corpo, il mio buio ombra dalla mia luce, il mio inconscio dalla mia coscienza.
E forse, come me, partendo da questa “banale” esperienza quotidiana, grandi autori del ’900, come Pirandello, Montale, Freud, Jung, hanno visto nell’ombra qualcosa di più che “un’area scura proiettata su una superficie da un corpo”.
E sulla scia di questi grandi nomi, ma soprattutto partendo dal concetto di ombra, che ha influito su quella che è la pittura metafisica, voglio anch’io, nei miei limiti e soprattutto attraverso le mie illustrazioni, dare un contributo alla comprensione di tale concetto.
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La pittura metafisica: inizio di un percorso
La pittura metafisica è una corrente pittorica del XX secolo che vuole rappresentare ciò che è oltre l’apparenza fisica della realtà, al di là dell’esperienza dei sensi (la mano in alto a sinistra, che posiziona il sole, indica il superamento di tale limite).
Il termine “metafisica” venne coniato dal filosofo Andronico da Rodi per trattare le “cause prime” della realtà collocate “dopo” (metà) quelle che trattano le “cose naturali” (physicà).
Essa vede in Giorgio de Chirico il suo fondatore, che la qualificò in primo luogo per l’effetto di spaesamento e sorpresa generato nello spettatore, dovuto alle immagini irreali (la mano-conchiglia) e alle atmosfere fantastiche delle composizioni.
Il mio “esperimento metafisico” sarà infatti incomprensibile se non viene ben spiegato.
Altra caratteristica è l’organizzazione dello spazio, nitidissimo e semplificato, attorno ad oggetti (la sfera in basso a sinistra) e presenze solitarie (l’ombra nera in primo piano e l’omino bianco sullo sfondo in alto a destra).
Un ruolo notevole viene assunto dalla figura del manichino, simbolo dell’uomo-automa, dell’uomo senza volto.
Da qui la scelta e l’innovazione della donna-ombra, anch’essa priva di espressione facciale.
Ma l’ombra nella metafisica assume un ruolo più importante.
Essa viene usata per esprimere il concetto che sta alla base della corrente pittorica, ovvero rappresentare qualcosa che va oltre la realtà.
Ciò, nella mia rappresentazione, è espresso dall’ombra “quadrata” proiettata dalla “sfera”.
Da qui la scelta di far partire il mio percorso proprio dalla pittura Metafisica: l’ombra di cui parlerò non sarà mai quella che è solita seguirci ovunque imitando alla perfezione i nostri movimenti, ma sarà indipendente da quest’ultimi.
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Pirandello: “La poetica dell’Umorismo” e “Il fu Mattia Pascal”
L’ombra assume un ruolo importante nella produzione dello scrittore italiano del ’900 più famoso del mondo: Pirandello.
L’ombra viene strettamente collegata al tema del doppio e in particolare al contrasto tra “forma e vita” che investe la “Poetica dell’Umorismo”.
Pirandello oscilla sempre fra una visione storica dell’Umorismo e una eterna, la quale tende a svelare quella contraddizione che vede gli uomini costruirsi una serie di autoinganni e di illusioni per dare un significato al mondo e all’esistenza privi di senso.
Tali autoinganni costituiscono la forma.
Essa è fatta di valori, ideali, convenzioni sociali, leggi che nel disegno formano l’ombra dell’uomo.
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Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: L'ombra: idee per immagini
Autore: Caporale Francesco
Descrizione: Ogni disegno fa riferimento alle varie sfaccettature dell'argomento della tesina: l'ombra. I disegni sono da me realizzati tranne quelli in riferimento ai primi due punti (perché la scelta del disegno; perché la scelta dell'ombra); è importante precisa.
[b>Materie trattate: Arte, Italiano, Filosofia, Latino, Inglese, Storia, Geografia Astronomica
Area: umanistica
Sommario
- Arte: la corrente metafisica, De Chirico: la figura dell'uomo-automa, sostituita dalla donna-ombra, entrambi privi di espressione facciale.
- Italiano: Pirandello e la poetica dell'Umorismo: l'ombra in relazione al contrasto tra forma e vita che investe soprattutto il romanzo "Il fu Mattia Pascal".
- Italiano: Montale, "Non chiederci la parola" da "Ossi di seppia": l'uomo che non si cura della sua ombra, ovvero della sua collocazione nella realtà.
- Filosofia: l'introspezione psicoanalitica di Freud opposta a quella etica di Seneca. Entrambi, come ostetrici, fanno partorire la parte più nascosta dell'uomo. Ecco spiegato il disegno.
- Filosofia: Nietzsche, "Il viandante e la sua ombra" da "Umano, troppo umano": l'ombra come dialogo con sé stessi.
- Inglese: Oscar Wilde, "Il ritratto di Dorian Gray": l'ombra come specchio dell'anima.
- Inglese: Stevenson, "Doctor Jekyll and Mr. Hyde": l'ombra come realtà nascosta; essa è strettamente collegata al tema del doppio.
- Storia: il Nazismo, Hitler e la propaganda: l'ombra come burattinaia di un sogno.
- Geografia Astronomica: l'eclissi di sole: l'ombra come fenomeno naturale.