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Lucia Lucciola
Classe 5^ A l.s.t.
Anno scolastico 2006/07
Indice:
Storia: Seconda guerra mondiale
Fisica: La bomba atomica
Matematica: Legge del decadimento radioattivo
Biologia: Le mutazioni genetiche
Scienze: Inquinamento atmosferico
Italiano: Eugenio Montale
Filosofia: Hegel e la guerra
Inglese: George Orwell "1984"
Il nome che ho deciso di dare alla mia tesina è l'era atomica, in quanto l'era atomica ha inizio con lo scoppio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki a conclusione del secondo conflitto mondiale.
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Il secondo conflitto mondiale
La crisi polacca e lo scoppio della guerra
Prima dell'inizio del secondo conflitto mondiale Hitler voleva impossessarsi della Danzica e del corridoio che consentiva alla Polonia lo sbocco sul mar Baltico. La Gran Bretagna difendeva le frontiere dello stato polacco di fronte a qualsiasi azione che avrebbe messo in pericolo l'indipendenza polacca. Mussolini prende esempio dalla Germania e vuole occupare l'Albania. Dato che Hitler metteva in preventivo lo scoppio di una guerra voleva rafforzare il suo sistema di alleanze e quindi il 22 maggio 1939 firma il patto d'acciaio tra Italia e Germania che si impegnavano a un reciproco aiuto militare in caso di guerra. Nel frattempo Polonia Francia e Gran Bretagna provano ad avviare delle trattative con l'URSS che però erano molto lente e difficili, dopo solo due giorni che l'URSS aveva sospeso le trattative l'URSS e la Germania firmarono un patto decennale di non aggressione tra i due paesi. Il primo settembre 1939 Hitler diede ordine di invadere la Polonia, subito dopo, il 3 settembre Gran Bretagna e Francia dichiarano guerra alla Germania.
L'irresistibile avanzata della Germania
L'Italia per via della non preparazione militare rimase inizialmente fuori dal conflitto; il 5 settembre il Giappone e gli Stati Uniti si dichiarano neutri. L'avanzata tedesca in Polonia fu rapida, a fine settembre l'occupazione di Varsavia e la spartizione con l'URSS, secondo il patto Russo-Tedesco, diedero modo di pensare che la guerra fosse conclusa. Torna la guerra di movimento resa assai rapida dall'uso di mezzi di trasporto e di combattimento veloci. Subito dopo la spartizione della Polonia seguì l'attacco sovietico alla Finlandia. Nel marzo 1940 viene raggiunta una pace tra URSS e Finlandia che diede all'URSS il controllo dei territori desiderati. Il 9 aprile 1940 ci fu una rapida occupazione tedesca della Danimarca e subito dopo, il 10 giugno 1940, occuparono anche la Norvegia.
Mentre a Ovest ha inizio "la strana guerra", per mesi francesi e inglesi rimangono fermi nella loro posizione dietro la linea Maginot e i tedeschi fermi dietro la contrapposta linea Siegfried, il 10 maggio 1940 la strana guerra terminò con i tedeschi che invadono Belgio e Olanda aggirando dall'alto la linea Maginot. Il 14 giugno 1940 i tedeschi entrano a Parigi dove il maresciallo Petain era favorevole all'immediata conclusione di un armistizio che divise la Francia in due parti. Il 22 giugno viene firmato l'armistizio da parte di Petain, la parte settentrionale comprende i due terzi della popolazione francese posta sotto diretta amministrazione tedesca, invece, nella zona meridionale il capo dello stato era Petain che istaura un governo fortemente autoritario; contro questa divisione della Francia, interviene Charles De Gaulle che lancia un messaggio a tutti i francesi a non arrendersi e di non ritenere definitiva la sconfitta e a proseguire con lui e a fianco degli inglesi, partendo dall'Africa Francese, a iniziare una guerra antinazista.
L'Italia in guerra. L'allargamento del conflitto
Il 10 giugno 1940 Mussolini annuncia l'entrata in guerra dell'Italia. Nell'estate del 1940 Chamberlain, primo ministro inglese, venne sostituito da Churchill che era convinto che lo scontro con la Germania si presentava come uno scontro di civiltà dove non era ammissibile nessun cedimento. Dopo la conquista di Francia, Belgio, Olanda, Danimarca, Norvegia, Polonia la Germania con l'appoggio di Italia, Spagna, Portogallo, Ungheria, Romania, Bulgaria controllava tutta l'Europa. L'irriducibilità degli inglesi indusse Hitler a un progetto di invasione dell'Inghilterra. Le prime incursioni si ebbero l'8 agosto 1940 e durarono fino alla fine di ottobre, furono rasi al suolo interi quartieri della capitale. La resistenza della popolazione inglese e la superiorità dell'aviazione, portano Hitler a rinunciare alla progettata invasione.
All'indomani dell'entrata in guerra dell'Italia il duce pensava che la guerra contro l'Inghilterra, per conquistare il bacino mediterraneo e i Balcani, sarebbe stata una guerra parallela, cioè una guerra condotta in modo autonomo dall'alleato tedesco. Dopo iniziali successi dell'Italia si incominciò a vedere una forte ripresa dell'Inghilterra perché era in possesso di strumentazioni nuove; 11 novembre la flotta italiana viene attaccata a Taranto e subisce grandi perdite. Sul fronte africano il principale obiettivo italiano era la conquista dell'Egitto. Nell'ottobre 1940 l'avanzata italiana fu fermata dagli inglesi. Il discorso di una guerra parallela per l'Italia assume maggiore rilievo con la decisione di invadere la Grecia per ottenere il controllo dei Balcani che rappresentava un altro obiettivo dell'espansione di Mussolini. La Grecia si rivelò per l'Italia un insuccesso. Gli italiani costretti alla difensiva furono salvati dall'intervento dei tedeschi e il 6 aprile 1941 Hitler decide di occupare la Jugoslavia e la Grecia. In Grecia e in Africa il disastroso andamento delle truppe italiane avevano reso determinante l'aiuto dei tedeschi.
La guerra diventa mondiale
La guerra aveva assunto un valore "totale" che andava al di là dei singoli ampliamenti territoriali ma ormai riguardava la futura organizzazione politica, sociale e morale dell'intero pianeta.
Nell'inverno tra il 1940/41 Hitler prese la decisione di attaccare l'URSS, questo attacco ebbe inizio il 22 giugno 1941. Questo attacco mise allo scoperto la disorganizzazione militare sovietica. Verso i primi di dicembre con l'inverno iniziato l'offensiva tedesca poteva dirsi conclusa, senza che l'URSS si fosse arresa. Alla fine del 1941 gli USA entrano in guerra. Nel novembre 1940 Roosevelt aveva vinto le elezioni e subito dopo ha fatto approvare una legge che consentiva di fornire aiuti militari senza pagamento immediato. Il 14 agosto 1941 si concretizzò l'intesa tra USA e Gran Bretagna con la carta atlantica. Gli Stati Uniti vengono colti di sorpresa dall'attacco del Giappone che il 7 dicembre 1941 con i propri aerei distrugge la flotta statunitense a Pearl Harbor. L'attacco agli USA fu subito seguito dalla dichiarazione di guerra all'Inghilterra. L'11 dicembre Italia e Germania entrano in guerra con gli USA.
Nuovo ordine mondiale e soluzione finale
Nel 1942 a Hitler pareva possibile avviare la realizzazione del "nuovo ordine". Il 20 gennaio 1942 i gerarchici nazisti decisero l'adozione di una soluzione finale, per il problema ebraico la soluzione era il rastrellamento e l'internamento nei campi di concentramento. L'opinione pubblica dei paesi in guerra prese coscienza molto lentamente di ciò che stava avvenendo.
1942-1943: La svolta nel conflitto
A metà del 1942 gli eserciti dell'asse compirono l'ultimo sforzo offensivo, a questa avanzata fecero seguito tre battute d'arresto che diedero una svolta alla guerra. La più importante fu la sconfitta dei tedeschi a Stalingrado. Con Stalingrado la seconda guerra mondiale registra una svolta positiva, perché si poteva pensare a una controffensiva verso l'Europa occupata dal nazismo e per il prestigio acquistato dall'URSS e dal suo capo Stalin. Nel 1942 l'VIII armata inglese attaccò le truppe italo-tedesche. Ci fu una ritirata da parte degli italo-tedeschi che persero la Libia che venne conquistata dagli inglesi. L'8 novembre 1942 forze americane sbarcano in Marocco e nel maggio 1943 raggiunsero l'intero controllo del Nord Africa. Gli americani erano favorevoli a concentrare lo sforzo militare in uno sbarco in Francia per aprire un nuovo fronte con la Germania.
La guerra in Italia e la Resistenza
In Italia il rapporto tra opinione pubblica e fascismo, andò delineandosi vedendo l'andamento dell'Italia in guerra. Gli italiani si resero conto che per molti motivi, come l'inconsistenza della strategia politica e l'inutilità dei sacrifici imposti sulla popolazione civile, questa era una guerra persa, individuando in Mussolini e nel fascismo gli ostacoli per arrivare a una pace con gli alleati. Ormai anche la monarchia e gli alti gradi dell'esercito la pensavano come l'opinione pubblica e pensavano che fosse necessario liberarsi di Mussolini e del fascismo.
Il 10 luglio 1943 gli alleati sbarcano in Sicilia e ormai la crisi del regime era alle porte. Nella notte tra il 24/25 luglio 1943 si riunì il gran consiglio del fascismo, durante il quale gli esponenti dell'opposizione fecero approvare un ordine del giorno nel quale si chiedeva di ridimensionare il ruolo di Mussolini, e l'affidamento alla corona dei poteri militari e politici. Vittorio Emanuele nel pomeriggio del 25 luglio riceve in visita Mussolini e gli comunica la decisione di sostituirlo con Badoglio alla guida di un governo composto da personalità della corona. Mussolini all'uscita venne arrestato e trasferito all'isola di Ponza. È così caduto il fascismo.
Badoglio annunciò di voler continuare la guerra accanto all'alleato tedesco, si consentiva così ai tedeschi di far affluire in Italia notevoli contingenti militari. Durante i "quarantacinque giorni", periodo che passò tra la caduta del fascismo e l'armistizio, giunsero in Italia sedici divisioni tedesche che assunsero il controllo militare del territorio italiano. L'8 settembre 1943 fu una data triste per l'Italia perché il messaggio di Badoglio non conteneva nessuna indicazione militare in caso di attacco da parte dei tedeschi. La principale preoccupazione di Badoglio e del re fu quella di mettersi in salvo, fuggendo da Roma; una decisione che lasciò la capitale nelle mani dei tedeschi.
L'Italia ora era divisa in due parti: le regioni meridionali già liberate dagli anglo-americani e si contrapponeva il resto della penisola, da Roma in su, controllata dai tedeschi. Il 12 settembre Mussolini fu liberato e nei giorni successivi annunciò, nel territorio occupato dai tedeschi, la nascita della repubblica sociale italiana. Questo nome stava ad indicare che Mussolini voleva tornare alle origini repubblicane e socialisteggianti del fascismo del 1919. In ottobre Badoglio dichiarò guerra alla Germania e venne accolto dagli anglo-americani come cobelligerante.
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Nel gennaio 1944 viene tenuto un congresso degli antifascisti a Bari, che aveva come obbiettivo di stabilire in Italia una vera vita democratica, si pensava che era necessaria l'abdicazione del re. Si stabilì che del mantenimento o no della monarchia si sarebbe discusso solo alla fine della guerra e con un referendum popolare.
Roma viene liberata il 4 giugno 1944. A Roma subito dopo la liberazione si ebbe il passaggio di poteri dal re Vittorio Emanuele al figlio Umberto e ci fu la formazione di un governo al quale parteciparono i sei partiti. La resistenza caratterizzò in Europa l'opposizione delle popolazioni civili contro l'occupazione tedesca e l'appoggio a essa prestato dai governi collaborazionisti. In Italia ci furono formazioni partigiane tornando ad organizzarsi nel centronord, raccogliendo soldati allo sbando e giovani che si rifiutavano di arruolarsi. La Resistenza assume in Italia un enorme significato morale e politico. Essa testimoniava la capacità degli italiani a riscattarsi dalla dittatura e di costruire un nuovo destino di libertà.
Il crollo della Germania e del Giappone
A Teheran dove si svolse una conferenza, dove presero parte Churchill e Roosevelt e anche Stalin si cominciò a parlare concretamente del futuro assetto dell'Europa. La Germania sarebbe stata divisa in più stati, per la Polonia si prevedeva un trasferimento di popoli e di territori, e si sarebbe ingrandita a occidente a spese della Germania. Teheran consacrò la posizione dell'URSS come potenza mondiale che avrebbe avuto un ruolo da protagonista nella futura risistemazione territoriale e politica dell'Europa.
Lo sbarco in Normandia avvenne il 6 giugno 1944 e fu la più gigantesca operazione militare mai vista nella storia. Dopo un intenso bombardamento notturno, gli alleati riuscirono a far sbarcare sulle coste francesi moltissimi uomini. Solo dopo un mese di combattimenti sulla costa gli alleati riuscirono a penetrare all'interno. Il 15 agosto avvenne un secondo sbarco sulle coste del sud della Francia per poter prendere i tedeschi sui due fronti. A entrambe le operazioni diedero un contributo significativo le forze della "Francia liberata" del generale De Gaulle. Il 25 agosto 1944 Parigi viene liberata e De Gaulle prese possesso della città a capo del nuovo governo provvisorio francese.
L'ostinazione di Hitler a resistere fino alla completa distruzione del proprio paese porta negli alti gradi dell'esercito tedesco l'idea di un attentato al Fuhrer, il 20 luglio 1944 fu compiuto questo attentato ma fallì provocando una catena di arresti di fucilazioni e di suicidi rafforzando in Hitler la volontà di resistenza. Gli americani pensavano a una graduale avanzata che portava alla liberazione del Belgio e dell'Olanda e all'occupazione della Germania. Tra settembre e ottobre 1944 i governi filotedeschi dell'Europa centro-orientale, Romania, Bulgaria, Ungheria conclusero un armistizio con gli alleati.
A Yalta dal 4 all'11 febbraio 1945, Stalin, Churchill e Roosevelt affrontano il problema della Polonia. L'accordo raggiunto a Yalta prevedeva la formazione di un governo composto da tutte le frazioni dell'opposizione antinazista rimandando la definizione dei reali rapporti di forza alla futura volontà degli elettori polacchi. A Yalta si parlò della Germania, per la quale si volle confermare l'ipotesi di una divisione in zona d'occupazione tra le potenze vincitrici e la completa smilitarizzazione. Furono anche poste le basi della nuova organizzazione delle Nazioni Unite, l'ONU.
Mentre gli anglo-americani erano impegnati a fronteggiare un'ultima controffensiva tedesca nelle Ardenne, l'esercito sovietico scatenò un'avanzata che abbatte le residue resistenze tedesche sul fronte orientale. Questi ultimi mesi furono caratterizzati da violenti bombardamenti sulle città tedesche per piegare definitivamente il morale delle popolazioni civili. A marzo gli anglo-americani entrarono in Germania e il 2 maggio i russi entrano a Berlino dove il 30 aprile Hitler si era suicidato. Si era anche conclusa la guerra in Italia: Mussolini in fuga verso la Svizzera fu arrestato da una colonna partigiana nei pressi del lago di Como e fucilato. Il 29 aprile il comando tedesco firma la capitolazione delle truppe in Italia e l'8 maggio l'ammiraglio Danitz firmò la resa senza condizioni della Germania che poneva fine alla guerra in Europa.
Rimaneva il problema in Giappone che era deciso a una resistenza accanita. Conquistate le Filippine e le isole Iwo Jina e Okinawa gli USA si ponevano il problema di dover proseguire la guerra con mezzi tradizionali, oppure, utilizzare una nuova potente arma, la bomba atomica. Il nuovo presidente americano Truman si assunse la responsabilità di autorizzare l'impiego della bomba per piegare la resistenza giapponese.
Bombardamento su Hiroshima e Nagasaki
Scelta degli obbiettivi
Nel corso di una riunione tenutasi a Los Alamos tra il 10 e l'11 maggio 1945, vennero suggeriti obiettivi. Nella decisione finale, dovevano essere tenuti in maggior conto gli effetti psicologici che l'utilizzo della bomba atomica doveva avere sul governo giapponese, piuttosto che i vantaggi militari.
Alla fine la scelta cadde su Kyoto, noto centro intellettuale del Giappone. Il Segretario alla Guerra decise di eliminare Kyoto dalla lista, data la sua notevole importanza culturale. Il 25 luglio 1945 il generale Carl Spaatz ricevette l'ordine di impiegare la bomba su una delle seguenti città: Hiroshima, Kokura, Niigata o Nagasaki, dato che le condizioni meteorologiche consigliavano di impiegare la bomba dopo il 3 agosto.
Hiroshima e Nagasaki durante il conflitto
Hiroshima era una città di grande importanza militare e industriale. Vi erano alcune basi militari nelle vicinanze. Hiroshima era una base minore, dedita al rifornimento e all'appoggio per le forze armate. La città era soprattutto un centro per le comunicazioni, per lo stoccaggio delle merci, e un punto di smistamento delle truppe. La priorità per lo sgancio della bomba fu infine data proprio a Hiroshima a fronte della segnalazione che essa era l'unico, tra gli obiettivi, che non avesse al suo interno e nei dintorni campi per i prigionieri di guerra.
La città di Nagasaki era uno dei maggiori porti del Giappone meridionale, di grande importanza bellica a causa delle sue diversificate attività industriali, che spaziavano nella produzione di munizioni, navi, equipaggiamenti militari e altri materiali bellici. Fino allo sgancio della bomba atomica Nagasaki non era mai stata sottoposta a bombardamenti su larga scala. Il 1 agosto 1945, tuttavia, un certo numero di bombe ad alto potenziale era stato sganciato sulla città, più precisamente sui cantieri navali e sul porto, nella parte meridionale, e sulla "Fabbrica d'Acciaio e d'Armi Mitsubishi", mentre sei bombe caddero sull'"Ospedale e Scuola medica di Nagasaki", e altre tre nelle immediate vicinanze di quest'ultima struttura. Anche se i danni procurati da questo bombardamento furono assai modesti, tuttavia crebbe in città la preoccupazione tra la popolazione, e molti decisero di abbandonare il paese per rifugiarsi in campagna, riducendo in tal modo il numero di abitanti presenti al momento dell'attacco nucleare.
La seconda guerra mondiale e la bomba atomica
La seconda guerra mondiale si conclude con lo scoppio della bomba atomica, si parla quindi della bomba atomica e della legge del decadimento radioattivo come funzione esponenziale, si parla dei problemi che lo scoppio ha provocato nell'atmosfera e nell'uomo.
Materie trattate
- Italiano
- Storia
- Matematica
- Filosofia
- Fisica
- Biologia
- Scienze
- Inglese