Istituto tecnico per geometri “A. D. Bramante”
Indirizzo Sperimentale (Progetto cinque)
Le deformazioni
nelle travi rettilinee inflesse
Andrea Distefani 5°Cs
a.s. 2007/2008
La linea elastica
Lo studio della linea elastica serve per poter determinare la deformazione di una trave, cioè conoscere il suo abbassamento punto per punto e individuarne il suo valore massimo.
È importante sapere di quanto si abbassa una trave perché, anche se è stata progettata in modo tale da resistere alle sollecitazioni a cui è sottoposta, potrebbe non sopportare la deformazione provocata e quindi giungere ugualmente a rottura.
Premessa
Sono state prese in considerazione travi piane ad asse rettilineo caricate da forze contenute nel piano di simmetria geometrica della trave e normali all’asse.
La linea elastica
Assunto come asse z l’asse della trave, disposto orizzontalmente ed orientato verso destra, e l’asse y, disposto verticalmente ed orientato verso il basso, si ha:
(fig.1)
dove v indica l’abbassamento relativo all’asse, che è lo stesso per tutti i punti di una medesima sezione.
Il diagramma delle v, a partire dall’asse z, si chiama linea elastica.
Quindi la linea elastica è la deformata dell’asse della trave.
La linea elastica
- Se si considerano le rotazioni antiorarie positive, nell’ipotesi dei piccoli spostamenti, si ha (fig.1):
(1) tg φ φ
≅ =
- Inoltre, le sezioni normali estreme di un concio elementare, di lunghezza dz, soggetto a due coppie equilibrate e positive, ruoteranno di un angolo dφ dato da:
(2) dφ (fig.2)
dove EJ sono costanti, E è il modulo di Young e J è il momento d’inerzia della sezione.
La linea elastica
La formula (1) deriva da una relazione geometrica, a differenza della formula (2), di cui di seguito è riportato come si è ricavata:
bisogna ricordare che dφ è anche l’angolo tra le tangenti all’asse della trave nei punti distanti dz fra loro, in cui è tagliato dalle due sezioni normali.
Il valore della deformazione della trave
si prende in esame il concio di lunghezza dz, indicando con CD la fibra neutra e con AB un’altra fibra distante di y da quella neutra; ipotizzando che le fibre abbiano uno spessore infinitesimo Δy.
(fig.3) La linea elastica
a. Determinare l’allungamento della fibra AB (fig.3)
Δl A’B’ – AB
=
Ponendo:
AB CD C’D’ Rdφ
= = =
dove R è il raggio di curvatura dell’asse geometrico deformato della trave e dφ è l’angolo in radianti di rotazione tra le due sezioni di estremità.
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Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: Le deformazioni nelle travi rettilinee inflesse
Autore: Andrea Distefani
Descrizione: studio della linea elastica e suo calcolo con equazione differenziale, applicazione pratica
Materie trattate: costruzioni, matematica
Area: tecnologica
Sommario
Lo studio della linea elastica serve per poter determinare la deformazione di una trave, cioè conoscere il suo abbassamento punto per punto e individuarne il suo valore massimo. È importante sapere di quanto si abbassa una trave perché, anche se è stata progettata in modo tale da resistere alle sollecitazioni a cui è sottoposta, potrebbe non sopportare la deformazione provocata e quindi giungere ugualmente a rottura.
Premessa
Sono state prese in considerazione travi piane ad asse rettilineo caricate da forze contenute nel piano di simmetria geometrica della trave e normali all'asse. Assunto come asse z l'asse della trave, disposto orizzontalmente ed orientato verso destra, e l'asse y, disposto verticalmente ed orientato verso il basso, si un sistema di riferimento (immagine) dove v indica l'abbassamento relativo all'asse, che è lo stesso per tutti i punti di una medesima sezione. Il diagramma delle v, a partire dall'asse z, si chiama linea elastica. Quindi la linea elastica è la deformata dell'asse della trave.