Estratto del documento

Indice

Introduzione

2

L’evoluzione del lavoro dalla preistoria ad oggi

3

Diritto del lavoro

5 Il diritto al lavoro nella Costituzione

Il rapporto di lavoro

I sindacati

How to look for a job

8

The curriculum vitae

Application letter

Le contrat de travail

9

L’amministrazione del personale

11

La retribuzione

Problematiche nel mondo del lavoro

15

Lo sfruttamento minorile nella storia:

La seconda rivoluzione industriale

Lo sfruttamento minorile nella letteratura:

Giovanni Verga e Rosso Malpelo

Introduzione

Ho scelto il tema “lavoro” come oggetto della mia tesina poiché è uno dei principi fondamentali fissati dalla Costituzione italiana, infatti come da art. 1 “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Inoltre, sin dai tempi antichi, l’attività lavorativa è la principale fonte di sostentamento e di orgoglio dell’uomo.

Buona parte delle nostre giornate è occupata dal lavoro, che, per questo motivo, ricopre un’importanza cruciale nella vita. Il lavoro non è un semplice modo per trascorrere il tempo, guadagnare il denaro per vivere o realizzarsi. È la condizione che ci permette di esprimere noi stessi, metterci in relazione con gli altri, contribuire al funzionamento e al miglioramento di ogni cosa che ci circonda.

Lavorare deve significare fare qualcosa di buono per sé, ma soprattutto per gli altri ed è certamente una delle azioni che ci permette di vivere a pieno la nostra vita sociale. Si suol dire che “il lavoro nobilita l’uomo” e credo che sia vero. L’opinione di chi ritiene che sia solo fatica, sacrificio o stress è il frutto di un lavoro che non si è potuto scegliere o che non si ama.

In questa tesina ho cercato di spiegare come si è sviluppato il mondo lavorativo dalla preistoria ad oggi; sviluppo che ha avuto il suo culmine con l’avvento delle rivoluzioni industriali e, in seguito, della tecnologia. Argomento di cui si discute è, anche, il diritto del lavoro, poiché, come accennato inizialmente, in Italia il lavoro è ampiamente tutelato dalla Costituzione e dall’operato dei sindacati attraverso diritti e prestazioni previdenziali.

Come inizia una carriera lavorativa? Innanzitutto mostrando abilità e referenze attraverso il Curriculum Vitae accompagnato da una lettera di presentazione, in seguito, se il datore avrà avuto una buona impressione dai documenti presentatigli, ci sarà la firma del contratto di lavoro.

Ho spiegato, inoltre, i vari rapporti con il personale, dalla retribuzione mensile al TFR, liquidato alla fine di un rapporto lavorativo. Come conclusione per questa tesina ho voluto affrontare alcune delle problematiche che infliggono il mondo del lavoro, ossia disoccupazione e sfruttamento minorile. Di quest’ultimo, ho poi approfondito con la novella di Verga, “Rosso Malpelo”, nota per la sua esplicita denuncia contro il lavoro minorile. 2

L’evoluzione del lavoro dalla preistoria ad oggi

La storia dell’uomo è fondata sul lavoro, infatti, già nell’antichità gli esseri umani svolgevano isolatamente tutte le attività dirette a soddisfare i loro bisogni. Con l’evoluzione della specie, venne introdotta una prima forma di divisione e organizzazione del lavoro: l’uomo si dedicava alle attività della caccia e della pesca, mentre alla donna veniva riservato l’esercizio di elementari attività agricole.

Nell’età classica, l’attività lavorativa era ritenuta poco decorosa per gli uomini liberi e veniva affidata alle classi subalterne e agli schiavi; anche durante il periodo dell’impero romano tutte le attività esecutive erano affidate alla plebe e agli schiavi, mentre rimanevano di competenza dei patrizi (la classe nobile) la gestione della politica ed il comando dell’esercito.

Durante il medioevo i vincoli feudali erano ancora forti e imposero una netta divisione di classi e forme di servitù della gleba. Solo con l’età comunale (1000 d.C. circa), i lavoratori affermarono la loro posizione, favorendo, in tal modo, il passaggio alla liberalizzazione del mercato e della produzione.

Sul concetto del lavoro, poi, ha influito notevolmente quel fenomeno storico noto come Rivoluzione industriale, nato verso la metà del 1700 in Inghilterra e diffusosi successivamente in tutta Europa. Con il 3 termine rivoluzione industriale non si vuole indicare semplicemente la scoperta e l’invenzione di nuovi macchinari.

Più precisamente, tale periodo storico è riconducibile ad una diversa visione del concetto di lavoro organizzato, segnato dal passaggio dal lavoro artigiano, ossia compiuto dal singolo soggetto, al lavoro effettuato su vasta scala, ossia a livello industriale.

Un’ulteriore svolta si ha verso la fine dell’Ottocento, periodo in cui si avviano verso l’industrializzazione molti paesi europei che ne erano ancora rimasti fuori, come l’Italia, il Belgio, e la Svezia. Con la seconda rivoluzione industriale, inoltre, si sviluppa nelle industrie la catena di montaggio e la produzione industriale fu affidata a fabbriche e ad aziende sempre più grandi.

Quelle più forti cominciarono ad assorbire le più deboli all’interno di vaste concentrazioni industriali, i trust. Si tratta di accordi tra imprese dello stesso tipo o concatenate, allo scopo di fissare i prezzi e dividersi le quote di mercato. Inoltre, imprese che operavano nello stesso ramo produttivo strinsero accordi (i cartelli) per eliminare gli effetti negativi della concorrenza.

Le maggiori industrie, che tendevano a controllare in esclusiva interi settori dell’attività produttiva, furono dette monopoli. Dopo la rivoluzione agraria, molti contadini e artigiani, che avevano dovuto cambiare lavoro, trovarono nuova occupazione nelle acciaierie, nelle miniere e nelle costruzioni edili, diventando cioè operai.

Alla fine dell’Ottocento, circa due terzi della popolazione che lavorava nelle grandi città erano impiegati nelle industrie; ciò portò alla formazione del proletariato urbano. Gli operai, costretti a lavorare in fabbrica per 10-14 ore al giorno per un misero salario, si autorappresentavano come un mondo a parte, separato e opposto rispetto a quello borghese, in una contrapposizione non solo economica e organizzativa, ma anche simbolica, culturale e associativa.

Grazie a questa compatta omogeneità, fra gli anni Settanta dell’Ottocento e la Prima guerra mondiale, la loro mobilitazione sfociò nella formazione e nella diffusione di sindacati, partiti, cooperative di produzione e di consumo, un imponente complesso organizzativo che fece del movimento operaio uno dei principali protagonisti della vita sociale, economica e politica contemporanea.

I sindacati furono riconosciuti per legge in diversi Paesi europei, ma la culla del sindacalismo moderno fu in Inghilterra. Qui, già fra il 1867 e il 1875, i sindacati avevano ottenuto uno status giuridico e privilegi eccezionali.

I primi partiti operai apparvero a partire dagli anni Settanta in Austria, Danimarca, Portogallo, Belgio, Spagna, Svizzera, Francia e Italia. Erano però strutture ancora deboli e precarie; conobbero una grande fase di sviluppo intorno al 1890 e in buon numero i socialisti entrarono per la Prima volta nei parlamenti di vari Paesi europei.

Prende inoltre avvio la larga diffusione dell’acciaio e lo sviluppo delle industrie chimiche ed elettriche. Un grande ruolo nello sviluppo delle industrie fu esercitato anche dallo Stato e dalle banche che con finanziamenti e prestiti danno sostegno alle industrie nascenti.

Verso la fine del secolo si ha però una grande depressione a causa della sovrapproduzione delle merci. Ciò porta allo sviluppo dell’imperialismo come ricerca di nuovi mercati per disfarsi della merce in eccesso.

I movimenti operai europei vengono influenzati dalle teorie di Marx, secondo cui il lavoro è merce che il singolo offre in cambio di un salario. L’uomo che lavora è parte di una “classe” di soggetti privi di poteri decisionali, possessori della sola capacità contributiva e della propria prole.

In tutta Europa nascono partiti e movimenti di ispirazione socialista, sempre divisi al loro interno fra rivoluzionari e moderati. In questo periodo si sviluppano anche i primi movimenti femministi, poiché soprattutto le donne borghesi, dotate di buona cultura iniziano a rivendicare propri diritti, come il diritto al voto e all’istruzione e la tutela della maternità.

Attualmente, il lavoro è in fase di rapido cambiamento, si pensi ad esempio alla rapidità con cui le tecnologie portano mutamenti radicali del pensiero e del linguaggio, e quindi della cultura.

Nel nuovo mercato globale si conferma la precarietà e l’omogeneità dei lavoratori e del lavoro, con la riduzione progressiva della divisione tra impiego manuale e impiego intellettuale (che, di fatto, annulla le differenze legate al titolo di studio).

In Italia, come anche in molti altri Paesi, i lavoratori percepiscono l’impossibilità di rivendicare miglioramenti nelle proprie condizioni lavorative. Per questo molto spesso accettano compromessi che finiscono per annullare la loro coscienza di sé, dei loro diritti.

Al fine di evitare ciò, il lavoratore è disciplinato e tutelato da norme giuridiche che costituiscono un settore particolare del diritto del lavoro.

Diritto del lavoro

Il diritto al lavoro nella Costituzione

Gli articoli della Costituzione italiana che disciplinano la materia lavoro sono:

Articolo 1 “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.”

Articolo 4 “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

Articolo 36 retribuzione

“Il lavoratore ha diritto ad una proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia una esistenza libera e dignitosa”.

Articolo 37 donna lavoratrice

La ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione”.

Articolo 38 “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”.

Articolo 39 “L’organizzazione sindacale è libera”.

Articolo 40 “Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”.

Il rapporto di lavoro

Vi sono tre grandi classificazioni in cui è diviso il lavoro:

Autonomo [artt. 2222-2238]: il lavoratore non ha i vincoli che ha invece il lavoratore subordinato, come vedremo al prossimo punto. Non deve quindi rispettare alcun orario di lavoro, gli strumenti sono di sua proprietà, insomma non deve sottostare alle regole di un datore di lavoro.

Egli però, ha uno svantaggio: non riceve una retribuzione mensile garantita, bensì il suo guadagno è dato dalla somma dei vari incassi avuti dopo aver effettuato una prestazione lavorativa, per questa ragione non ha entrate sicure.

Subordinato [artt. 2094-2122]: il lavoratore è legato all’azienda subordinatamente ad un’altra persona, cioè deve sottostare alle regole di un datore di lavoro (prestazione lavorativa, orario e manutenzione degli strumenti). Egli ha diritto ad una retribuzione mensile, che il datore di lavoro gli garantisce.

Parasubordinato: il lavoratore è legato ad un’azienda solo per portare a termine un determinato progetto. Una volta terminato il progetto e dunque il suo compito, ritorna ad essere un lavoratore autonomo.

I nuovi lavori

Il lavoratore meglio tutelato è il lavoratore subordinato assunto a tempo indeterminato: in questo modo al dipendente è garantito uno stipendio sicuro e la possibilità di promozioni all’interno dell’azienda.

Con il mutare delle condizioni economiche delle imprese, il posto fisso è venuto meno, sostituito dalla tendenza ad assumere meno e solo periodi brevi.

Si è giunti, così, a nuove forme di lavoro:

  • Lavoro a progetto: il lavoratore viene assunto per la realizzazione di uno o più progetti specifici: il rapporto termina quando il progetto viene realizzato;
  • Lavoro intermittente (job on call): il lavoratore si mette a disposizione del datore di lavoro per svolgere prestazioni di carattere discontinuo, percependo il compenso solo per i periodi di effettivo lavoro;
  • Part time: nel lavoro a tempo parziale l’orario lavorativo è ridotto rispetto ai normali rapporti subordinati;
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Sintesi

Introduzione lavoro e sue origini tesina

Ho scelto il tema lavoro come oggetto della mia tesina, poiché è uno dei principi fondamentali fissati dalla Costituzione italiana, infatti, come da art. 1: "L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro". Inoltre sin dai tempi antichi l’attività lavorativa è la principale fonte di sostentamento e di orgoglio dell’uomo. Buona parte delle nostre giornate è occupata dal lavoro, che, per questo motivo, ricopre un’importanza cruciale nella vita. Il lavoro non è un semplice modo per trascorrere il tempo, guadagnare il denaro per vivere o realizzarsi. È la condizione che ci permette di esprimere noi stessi, metterci in relazione con gli altri, contribuire al funzionamento e al miglioramento di ogni cosa che ci circonda. Lavorare deve significare fare qualcosa di buono per sé, ma soprattutto per gli altri ed è certamente una delle azioni che ci permette di vivere a pieno la nostra vita sociale. Si suol dire che “il lavoro nobilita l’uomo” e credo che sia vero. L’opinione di chi ritiene che sia solo fatica, sacrificio o stress è il frutto di un lavoro che non si è potuto scegliere o che non si ama.

In questa tesina di maturità ho cercato di spiegare come si è sviluppato il mondo lavorativo dalla preistoria ad oggi; sviluppo che ha avuto il suo culmine con l’avvento delle rivoluzioni industriali e, in seguito, della tecnologia. Argomento di cui si discute è anche il diritto del lavoro, poiché in Italia il lavoro è ampiamente tutelato dalla Costituzione e dall’operato dei sindacati attraverso diritti e prestazioni previdenziali.

Come inizia una carriera lavorativa? Innanzitutto mostrando abilità e referenze attraverso il Curriculum Vitae accompagnato da una lettera di presentazione, in seguito, se il datore di lavoro avrà avuto una buona impressione dai documenti presentatigli, ci sarà la firma del contratto di lavoro. Ho spiegato, inoltre, i vari rapporti con il personale, dalla retribuzione mensile al TFR, liquidato alla fine di un rapporto lavorativo. Come conclusione per questa tesina ho voluto affrontare alcune delle problematiche che affliggono il mondo del lavoro, ossia disoccupazione e sfruttamento minorile. Di quest’ultimo, ho poi approfondito nella tesina la novella di Giovanni Verga, "Rosso Malpelo", nota per la sua esplicita denuncia contro il lavoro minorile.

Collegamenti

Lavoro e sue origini tesina

  • Storia - Storia del lavoro.
  • Diritto - Diritto del lavoro.
  • Inglese - Curriculum Vitae e Cover Letter.
  • Francese - Il contratto di lavoro.
  • Economia - L'amministrazione del personale.
  • Italiano - Giovanni Verga, Rosso Malpelo.
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