Referendum
La parola referendum indica comunemente lo strumento attraverso cui il corpo elettorale viene consultato direttamente su temi specifici; si tratta dunque di uno strumento di democrazia diretta che consente cioè agli elettori di fornire il proprio parere o la propria decisione su un tema specifico oggetto di discussione.
Descrizione
In Italia il referendum abrogativo è previsto dall'art. 75 della Costituzione. Nella Costituzione italiana il referendum è normalmente riservato all'abrogazione di leggi ordinarie. Solo in caso di modifiche alla Costituzione può essere indetto un referendum costituzionale (art. 138 Cost.), di natura invece confermativa. In ambedue i casi il referendum appare orientato a proteggere l'ordinamento dello Stato più che a stimolare l'innovazione legislativa.
Le richieste di referendum sono soggette ad un duplice controllo, il primo, di tipo meramente tecnico, da parte dell'Ufficio centrale per il referendum, organo istituito dalla Legge n. 352/1970. Al controllo svolto dall'Ufficio centrale fa quindi seguito il giudizio circa l'ammissibilità delle richieste, spettante alla Corte costituzionale così come disposto dalla L. Cost. n. 1/1953, ruolo questo che va quindi ad aggiungersi a quelli già previsti all'art. 134 Cost.
Svolgimento
La richiesta di referendum può essere effettuata:
- Da 5 consigli regionali;
- Da 500.000 elettori.
Nel secondo caso, i promotori del referendum devono presentare la richiesta presso la Corte di cassazione e hanno tre mesi di tempo per raccogliere le 500.000 firme.
Se questa fase viene conclusa con successo subentrano due tipi di controllo:
- La Corte di cassazione controlla il numero e la regolarità delle firme;
- Nel caso che tale controllo dia esito positivo la richiesta di referendum passa alla Corte costituzionale che deve valutarne l'ammissibilità secondo la Costituzione.
Una volta superato il controllo della Corte costituzionale il Presidente della Repubblica indice il referendum fissandone la data (il referendum deve essere indetto in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno).
Alla votazione partecipano tutti i cittadini che sono elettori per la Camera dei deputati.
Perché la votazione referendaria sia valida bisogna che partecipi alla votazione almeno la maggioranza degli aventi diritto al voto.
Classificazioni dei referendum
I referendum si possono distinguere in base al tipo di scopo:
- Propositivi: per proporre una nuova legge (vincola il legislatore ad emanare una legge coerente con l'espressione popolare); è presente ad esempio nell'ordinamento di San Marino o svizzero.
- Consultivi: per sentire il parere popolare circa una determinata questione politica (mera richiesta di parere legalmente non vincolante quanto alla decisione successiva).
- Confermativi: per richiedere il consenso popolare perché una legge o una norma costituzionale possa entrare in vigore.
- Abrogativi: per abrogare una legge esistente, rimuovendola dall'ordinamento.
- Deliberativi: mediante i quali i cittadini deliberano secondo il principio della sovranità popolare (Comune e Provincia, che deliberano “regolamenti” che sono atti aventi valore di legge).
- Legislativi, mediante i quali s'introducono leggi locali o statali.
I referendum “propositivi”, “deliberativi” e “legislativi” non sono previsti né dalla Costituzione italiana, né dagli Statuti degli enti locali.
Da alcuni anni tanto la regione autonoma della Valle d'Aosta, quanto la provincia autonoma di Bolzano hanno introdotto nei loro statuti il referendum propositivo.
Riguardo al tipo di leggi a cui riferisce il referendum, esso può essere:
- Ordinario, se attiene alla legislazione ordinaria;
- Costituzionale, se riguarda la Costituzione.
La sovranità popolare
Il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all'art. 1 della Costituzione della Repubblica italiana.
L'esito referendario, espressione di questa sovranità, è una fonte del diritto primaria che vincola i legislatori al rispetto della volontà del popolo.
Forme e limiti di questa sovranità sono regolati dalla Costituzione e dalle successive norme che stabiliscono le procedure referendarie e le materie che non sono sottoponibili a referendum.
In presenza di nuova legge che non rispetti l'esito referendario, i soggetti autorizzati (magistrati, politici, associazioni di cittadini) possono ricorrere alla Corte costituzionale per ottenere l'abrogazione della legge.
La ratifica di trattati internazionali e, in particolare, l'adesione a organizzazioni internazionali e sovranazionali sono compiti del Parlamento, non sottoponibili a consultazione referendaria. Nella maggioranza dei Paesi europei invece devono essere sottoposti a consultazione popolare, poiché l'adesione comporta una cessione e limitazione della sovranità.
Secondo la giurisprudenza costituzionale italiana, il referendum abrogativo non è ammissibile in caso di norme collegate ad impegni comunitari, quali regolamenti dell'Unione europea.
Referendum anni di piombo
| Data | Titolo | Affluenza | Quorum raggiunto | Sì | No | Risultato | Descrizione |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 12 e 13 maggio 1974 | Divorzio | 87,7% | raggiunto | 40,7% | 59,3% | No | Abrogazione della legge Fortuna-Baslini, con la quale era stato introdotto in Italia il divorzio. |
| 11 e 12 giugno 1978 | Ordine pubblico | 81,2% | raggiunto | 23,5% | 76,5% | No | Abrogazione della Legge Reale (norme restrittive in tema di ordine pubblico). |
| 11 e 12 giugno 1978 | Finanziamento pubblico dei partiti | 81,2% | raggiunto | 43,6% | 56,4% | No | Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (primo tentativo). |
| 17 e 18 maggio 1981 | Ordine pubblico | 79,4% | raggiunto | 14,9% | 85,1% | No | Abrogazione della legge Cossiga, che era stata concepita per affrontare l'emergenza terrorismo negli anni settanta. |
| 17 e 18 maggio 1981 | Ergastolo | 79,4% | raggiunto | 22,6% | 77,4% | No | Abolizione della pena dell'ergastolo. |
| 17 e 18 maggio 1981 | Porto d'Armi | 79,4% | raggiunto | 14,1% | 85,9% | No | Abolizione delle norme sulla concessione del porto d'armi. |
| 17 e 18 maggio 1981 | Interruzione della gravidanza (proposta radicale) | 79,4% | raggiunto | 11,6% | 88,4% | No | Abrogazione di alcune norme della legge 194 sull'aborto per renderne più libero il ricorso. Promosso dai Radicali. |
| 17 e 18 maggio 1981 | Interruzione gravidanza (proposta Movimento per la vita) | 79,4% | raggiunto | 32,0% | 68,0% | No | Abrogazione di alcune norme della legge 194 sull'aborto per restringerne i casi di liceità. Di segno opposto al quesito precedente. Promosso dal Movimento per la vita. |
“Per alcuni questi sono anni di “Terrorismo di sinistra”, per altri di “Stragismo di destra”, per altri di “Stragismo di stato”, altri ritengono che al riguardo “Esista una sola verità giudiziaria parziale, confusa e spesso contraddittoria.” Sandro Provvisionato
Per anni di piombo si intende in Italia quel periodo, che comprende gli anni settanta e il principio degli anni ’80, in cui si verificò un'estremizzazione della politica che si tradusse in violenza di piazza, in lotta armata e terrorismo. Il termine anni di piombo deriva dal titolo di un film di Margarethe Von Trotta uscito nel 1981 che trattava l'esperienza analoga vissuta dalla Germania occidentale.
Il periodo storico
L'inizio è individuato con quella che genericamente è chiamata contestazione del Sessantotto.
Il primo scontro si ebbe il 1° marzo 1968 durante la Battaglia di Valle Giulia. Il primo morto è considerato Antonio Annarumma, ucciso il 19 novembre 1969 a Milano, mentre il primo atto della strategia della tensione che caratterizzò quegli anni fu la strage di piazza Fontana avvenuta il 12 dicembre 1969 a Milano.
Nell'immaginario collettivo molti associano questo periodo alle imprese di alcune organizzazioni extraparlamentari di sinistra, come Lotta continua o il Movimento Studentesco o altre, realmente terroristiche, come Prima Linea e le Brigate Rosse, ma in quel periodo operarono anche molti gruppi di estrema destra come i NAR, Ordine Nero e Terza Posizione (Terrorismo nero).
La società italiana
L'economia italiana era cresciuta rapidamente ed il miglioramento del tenore di vita era percettibile. La mortalità infantile si era fortemente ridotta e l'analfabetismo era praticamente scomparso. L'Italia cominciava ad essere una nazione con una lingua capita dalla Sicilia fino alle Alpi.
In quegli anni si stava anche formando una crescita culturale, spesso egemonizzata dalla sinistra, secondo la dottrina sviluppata da Antonio Gramsci, con effetti favorevoli in occasione delle consultazioni elettorali che fecero crescere il Partito Comunista Italiano.
Dopo le proteste studentesche arrivarono le lotte dei lavoratori per i rinnovi contrattuali, con forti contrasti dei posti di lavoro e nelle fabbriche. Era il cosiddetto “autunno caldo”.
Il 12 dicembre 1969 avvengono in Italia nell'arco di 53 minuti 5 attentati. Il più grave è la strage di piazza Fontana: a Milano nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura ci furono sedici morti e ottantotto feriti.
Cominciano gli anni di piombo. Gli opposti estremismi
Le stragi contribuiscono a far precipitare il clima già agitato. Il livello dello scontro inizia ad alzarsi quando vengono accusate persone innocenti, che appaiono scelte come capri espiatori.
Si parla di strage di stato e negli ambienti più estremi si passa alla clandestinità e alla lotta armata.
Nascono a sinistra i Gruppi d'azione partigiana, Nuclei armati proletari, Prima Linea, i Comitati Comunisti Rivoluzionari, i Proletari Armati per il Comunismo e le Brigate Rosse.
A destra i Nuclei armati rivoluzionari, Ordine Nuovo, Ordine Nero, Terza Posizione e Avanguardia Nazionale.
Il livello dello scontro inizia ad alzarsi in quella che verrà definita la strategia della tensione.
Si genera un clima di insicurezza.
- Diritto: il referendum
- Storia: gli anni di piombo
- Italiano: Pier Paolo Pasolini
- Scienza delle finanze: il sistema tributario italiano
- Informatica: la rete internet e l'E-commerce
- Ragioneria: la tassazione dell'E-commerce
- Inglese: l'E-commerce