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L’importanza del latino: influssi e apporti culturali dal mondo antico 1

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Introduzione

  • Motivazioni della scelta di trattare tale argomento
  • Contenuto

L’importanza del latino

  • Dal latino all’italiano
  • La scientificità del latino
  • Quintiliano e i primi due libri dell’“Institutio oratoria”: la base della pedagogia moderna
  • L’influsso latino nell’ambito giuridico
  • Le opere latine come modelli nella letteratura italiana

Introduzione B

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Vannini Gloria V

I Liceo scientifico

n questa tesina tratterò di un argomento insolito: l’importanza del latino.

T.Parentucelli

Le motivazioni che mi hanno orientata a questa scelta sono diverse: la passione per tale lingua, coltivata nel mio percorso di studi liceali, l’intenzione di proseguire il mio percorso scolastico nel campo umanistico e il desiderio di fare apprezzare il latino anche a coloro che non si sono mai avvicinati o appassionati alla materia nonostante “De gustibus non est disputandum”.

A.S. 2010/2011

Proprio per questa ragione il mio intento è mostrare l’incredibile importanza della lingua latina, spesso sottovalutata, andando ad analizzare quegli aspetti a cui il più delle volte non viene dato troppo rilievo.

Essendo l’argomento di straordinaria capacità, ho dovuto scegliere solo alcuni influssi del latino sul mondo moderno.

Essi sono: il latino come lingua madre dell’italiano, la scientificità del latino, la modernità della pedagogia di Quintiliano, l’influsso latino in ambito giuridico e infine il latino nella letteratura italiana.

Dal latino all’italiano

Il latino acquistò grande importanza con l’espansione dello stato romano e in quanto lingua ufficiale dell’impero si radicò in gran parte dell’Europa e dell’Africa settentrionale.

Tutte le lingue romanze discendono dal latino volgare, ma parole di origine latina si trovano spesso anche in molte lingue moderne di altri ceppi: questo perché anche dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, per più di un millennio il latino fu, nel mondo occidentale, la lingua franca della cultura, della scienza e dei rapporti internazionali, e come tale influì sulle varie lingue locali.

La lingua latina si è sviluppata grazie anche al contributo di tutte le lingue dei popoli con cui è entrata in contatto durante l’epoca romana, e in particolare con gli idiomi italici, con quello etrusco e con quelli parlati nel Mediterraneo orientale (soprattutto il greco).

Del latino arcaico (fino al III secolo a.C.) rimangono tracce in alcune citazioni degli autori e soprattutto in iscrizioni, che insieme alla comparazione con altre lingue affini consentono una sua ricostruzione assai parziale.

Restano solo frammenti anche dei testi letterari più antichi, quelli di Livio Andronico, Nevio e Ennio, tutti risalenti al III secolo a.C., databili quindi circa cinque secoli dopo la mitologica fondazione di Roma (secondo Varrone avvenuta nel 753 a.C.).

L’unica eccezione sono le commedie di Plauto, che costituiscono dunque la principale fonte per lo studio della lingua arcaica.

Col II secolo a.C. la letteratura latina si sviluppò, e soprattutto con l’opera di Marco Porcio Catone il Censore nacque una prosa letteraria latina.

La lingua aveva, però, ancora una certa rudezza, e non era priva di influssi dialettali.

Pertanto, l’uso del termine “latino arcaico” è esteso al 75 a.C. circa.

Fu nel I secolo a.C., con l’estensione della cittadinanza romana agli Italici e i cambiamenti sociali che ne derivarono, che a Roma sorse la preoccupazione per la purezza della lingua.

Anche sotto lo stimolo della speculazione linguistica greca, si avviò un processo di regolarizzazione della lingua.

In questi tempi fiorirono letterati come Cicerone, che fu oratore e filosofo, oltre che politico, o come Catullo e i poetae novi, che rivoluzionarono la lingua poetica.

La scrittura non era ignota neppure ai condottieri come Cesare, ammiratissimo per il suo stile terso.

Nella generazione successiva, sotto il principato di Augusto, fiorirono i maggiori poeti di Roma: Orazio, che primeggiò nella satira e nella lirica, Virgilio, che si distinse nel genere bucolico, nella poesia didascalica e nell’epica, Ovidio, maestro del metro elegiaco, e Tito Livio nella storiografia.

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Sintesi

Latino

Quintiliano, storia della lingua latina

Italiano

Dante Alighieri; Francesco Petrarca; Giosuè Carducci

Fisica

Isaac Newton

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