Impegno civile, dire no quando tutti dicono sì
Giovanni Napoli
Excursus storico
Excursus storico sulle diverse tecniche utilizzate da alcuni intellettuali per criticare tutte le varie sfaccettature del potere, in maniera diretta o indiretta, e le ripercussioni sulle loro vite.
Noi pure siamo tra quelli che credono in una letteratura che sia presenza attiva nella storia, in una lettura come educazione, di grado e di qualità insostituibile.
Ed è proprio a quel tipo d'uomo o di donna che noi pensiamo, a quei protagonisti attivi della storia, alle nuove classi dirigenti che si formano nell'azione, a contatto con la pratica delle cose.
La letteratura deve rivolgersi a quegli uomini, deve insegnar loro, e può servire solo in una cosa: aiutandoli a essere sempre più intelligenti, sensibili, moralmente forti.
(Italo Calvino, Il midollo del leone)
Collegamenti interdisciplinari
- Latino: Tacito (Agricola, Morte di Agricola);
- Divina Commedia: XVII Canto Paradiso (vv. 124-135);
- Francese: Émile Zola (J'accuse);
- Spagnolo: Federico García Lorca (Poeta en Nueva York);
- Inglese: George Orwell (Animal Farm, degenerazione del modello comunista di Stalin);
- Storia: Gandhi e la protesta non violenta;
- Italiano: Pier Paolo Pasolini (Il Romanzo delle stragi);
- Arte: Maurizio Cattelan (L.O.V.E., conosciuta anche come “Il dito”).
Tacito
“Sciant, quibus moris est inclita mirari, posse etiam sub malis principibus magnos viros esse, obsequiumque ac modestiam, si industria ac viro adsint, eo laudis excedere, quo plerique per abrupta, sed in nullum rei publicae usum ambitiosa morte inclaruerunt.”
(Tacito, Agricola 42, 3-4)
Scultura dedicata a Gneo Publio Agricola, suocero di Tacito, al quale lo scrittore vissuto sotto l'impero di Domiziano dedicò l'omonima laudatio funebris.
Attraverso questo panegirico Tacito accusa il principato di Domiziano e propone le qualità che doveva possedere un uomo per vivere onestamente durante quegli anni bui.
Émile Zola
“Puisqu'ils ont osé, j'oserai aussi, moi. La vérité, je la dirai, car j'ai promis de la dire, si la justice, régulièrement saisie, ne la faisait pas, pleine et entière. Mon devoir est de parler, je ne veux pas être complice. Mes nuits seraient hantées par le spectre de l'innocent qui expie là-bas, dans la plus affreuse des tortures, un crime qu'il n'a pas commis.”
Publié le 13 janvier 1898 en première page du