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Fisica Il progresso: in senso generico, atto del progredire, avanzamento di qualsiasi genere, evoluzione, con l'andar
Informatica del tempo. Per lo più include l'idea di un avvicinamento alla meta stabilita o anche di uno sviluppo, di un
Bibliografia accrescimento graduale e continuo (talvolta in senso negativo).
Più comunemente, accostamento progressivo verso migliori condizioni, perfezionamento graduale, sviluppo
verso forme più complete e soddisfacenti: progresso intellettuale, sociale, industriale, progresso della ricerca
scientifica, della tecnica.
Con valore assoluto: evoluzione della società verso condizioni di vita e di civiltà sempre più avanzate ed adatte
a soddisfare i bisogni fondamentali dell'uomo, attraverso la diffusione della cultura, l'applicazione pratica della
scienza, il miglioramento delle condizioni morali e sociali.
In senso storico, il progresso, concetto secondo cui l'umanità si sviluppa e si muove sempre verso stadi più
alti, in un procedere ascendente da gradi inferiori a gradi più elevati.
Pur nelle sue alternanze il progresso è e rimane per gran parte dell'umanità l'esito più sicuro dell'azione
intelligente dell'uomo.
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Educazione Caratteristiche generali della letteratura del realismo
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Bibliografia Il Naturalismo
Il Verismo
Il Positivismo
Curiosità: Statue Parlanti
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Home Caratteristiche generali della letteratura del realismo Il Naturalismo Il Verismo Il Positivismo
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Storia Aspetti generali e caratteristiche della letteratura
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Fisica del Realismo
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Informatica Cominciamo con il definire il realismo come la tendenza di tutti quegli aspetti artistici letterari in cui predomina una
Bibliografia forte componente oggettiva. Il Realismo lo possiamo collocare nella seconda metà dell'Ottocento fino all'incirca alla
fine del secolo. In questo periodo vi è una totale fiducia della scienza, niente più sentimento e sentimentalismo, tipici
nel Romanticismo. La ragione dell'uomo e la scienza all'apice di ogni attività, anche artistica letteraria. Nascono infatti
nuove scienze sperimentali che vengono impiegate in ogni settore, in particolare in quello industriale. Non è un caso
che intorno al 1870 si affermò la seconda Rivoluzione Industriale. Non è un caso che Antonio Pacinotti progettò
l'Anello che da lui prese il nome: meccanismo in grado di funzionare come generatore di corrente elettrica continua
ma anche come motore elettrico e che negli stessi anni si realizzarono altre importanti scoperte e invenzioni.
La prima opera letteraria di impronta realista, ovviamente in prosa (perché rappresentazione oggettiva), è "Madame
Bovary" di Flaubert (1857), la storia di una donna la quale sposa un medico di provincia, Charles Bovary, con cui
trascorse una vita monotona, per ovviare alla quale e alla propria insoddisfazione precipita in una situazione che la
porterà ad avvelenarsi. Il romanzo realista doveva essere oggettivo e impersonale, addirittura dietro di esso vi era
uno studio approfondito e spassionato. Flaubert prima di scrivere della morte della donna effettua uno studio sui tipi
di veleni e le varie conseguenze. Appartengono al realismo due correnti letterarie sviluppatesi in due diverse nazioni:
in Francia il Realismo viene radicalizzato nel Naturalismo; in Italia viene chiamato Verismo. I precursori del
Naturalismo furono Balzac, il già menzionato Flaubert, più tardi l'esponente di punta Maupassant.
Il caposcuola teorico del Naturalismo fu il medico Emile Zola con la dottrina del "Romanzo sperimentale". In Zola
possiamo percepire il determinismo in cui è presente il canone dell'impersonalità: <<lo scienziato non si deve
arrabbiare con l'Azoto>>. È palese che di fronte alla descrizione di una reazione chimica, lo scrittore non poteva di
certo impietosirsi; analogamente Zola sosteneva proprio che il racconto doveva essere una cartella medica.
Con Zola si sviluppò un'ideologia scientista largamente diffusa e applicata alle narrative con il divulgarsi di nozioni
quali l'evoluzione, il metodo sperimentale.
Il massimo esponente del verismo italiano fu il prosatore Giovanni Verga. Egli ebbe, come del resto sembrava andare
"di moda" all'epoca, una conversione letteraria nel 1874 pubblicando "Nedda". Verga aderì al Realismo di Capuana
(teorico verismo italiano), effettuò questo cambiamento di stile perché gli era capitato di leggere un giornale di bordo.
Gli era sembrato così essenziale, rigoroso, oggettivo, così "sgrammaticato" che decise di scrivere a sua volta così.
Verga non scrisse versi, scrisse invece due raccolte di novelle; opere per il teatro e realizzò due romanzi ("I
Malavoglia", "Mastro don Gesualdo") e un terzo che non terminò ("La duchessa di Leiva") che dovevano far parte di un
ciclo di sei romanzi: il ciclo dei "Vinti". Verga trae i suoi protagonisti dalla sua terra di origine, la Sicilia, e spesso
appaiono personaggi "primitivi": un esempio è la povera contadina Nedda. La visione del mondo del Verga è che tutti
gli uomini sono dei vinti. Le caratteristiche del Verismo del Verga erano ben precise: descrizione di una vicenda
umana (realmente accaduta o verosimile) che doveva servire da documento. Il procedimento è scientifico nella
narrazione dell'ambiente sociale e naturale in cui il fatto è accaduto: "far parlare le cose", impedire che l'autore si
serva dei fatti come pretesto per esprimere se stesso, e quindi impersonalità dello scrittore. Successivamente il
linguaggio deve essere immediato, spontaneo senza retorica, né formalismi. Nella narrativa del Verismo predomina il
regionalismo, cioè l'interesse per i ceti più umili di quell'ambiente che lo scrittore intende privilegiare.
Realismo, Naturalismo e Verismo hanno come denominatore comune la prosa, non ci sono quindi componimenti
poetici in versi. Io non sto qui a vaticinare il perché, ma una volta un professore mi augurò di trovare le risposte della
vita nella Poesia. Realismo (arte)
Quadri romanticismo
Indirizzo stilistico che mira alla massima aderenza tra rappresentazione artistica e realtà oggettiva; l'opera d'arte
deve apparire, secondo le intenzioni dell'autore, come fedele riproduzione del mondo reale, in consonanza con la
percezione considerata più consueta e comune.
In senso storico-critico, tuttavia, il termine "realismo" è propriamente attribuito al movimento artistico nato in
Francia intorno alla metà del XIX secolo, come reazione all'approccio fortemente soggettivo e idealistico del
romanticismo.
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Gustave Courbet, L'atelier, 1854-55
Nella tela «L'atelier» Gustave Courbet realizza un'allegoria del suo mestiere di pittore. Nel suo grande studio egli
rappresenta innanzitutto se stesso, seduto su una sedia, intento a ultimare un quadro di paesaggio. Intorno a sé
realizza una trentina di figure che non sono personaggi reali, ma presenze allegoriche. In posizione a lui più vicina vi
è una donna, a simboleggiare la «nuda» verità, ed un bambino, simbolo dell'innocenza. A destra, alle spalle del
pittore, numerose figure rappresentano il suo pubblico fatto di committenti, di letterati e filosofi di cui lui era amico
(tra gli altri vi si riconosce Baudelaire e Proudhon). Sulla sinistra un gruppo più eterogeneo rappresenta quella realtà
(fatta di persone povere ed umili) alla quale Courbet si ispira. Il quadro, la cui decifrazione non si ferma alle poche
cose qui dette, va quindi letto come un manifesto visivo della poetica realista di Courbet. Esso fu realizzato tra il
1854 e il 1855 per essere presentato al Salon di Parigi: la giuria tuttavia lo rifiutò con la motivazione che il quadro
era volgare.
Silvestro Lega, Il canto dello stornello, 1867
Il quadro è una delle tele più belle realizzate in tutto l'Ottocento italiano. Prova di grande virtuosismo tecnico, la tela
rappresenta con fotografica analiticità un momento quotidiano di grande semplicità. Le tre donne intente a cantare
mentre una di loro suona il piano è un esempio dei più classici di quel lirismo intimo comune a gran parte della
produzione artistica italiana del secolo. Lega pone la scena in controluce di fronte ad una finestra aperta. Da quella
finestra entra non solo luce ma anche il respiro profondo di un'atmosfera pulita che sa di campi coltivati e colline
lontane, sensazione che mai prima un quadro aveva trasmesso con tanta intensità.
Silvestro Lega, L'educazione al lavoro, 1863
«L'educazione al lavoro» è una tela di grande fascino non tanto per il momento di corrispondenza di affetti materni
che rappresenta, ma per la capacità di rappresentare uno spazio dotato di autonoma personalità. La luce che entra
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dalla finestra aperta, soluzione che adotterà in seguito anche per il «Canto dello stornello», crea un'atmosfera di
silenzio intimo che dà maggior sapore alla scena rappresentata. Per questa tela, ma anche per altre di pittori quali
Odoardo Borrani o Telemaco Signorini, in cui la scena è rappresentata in un interno con una finestra posta sulla sinistra
viene spontaneo un confronto con il pittore olandese Jan Vermeer, e con sorpresa si ritrovano analoghe atmosfere di
serietà lavorative quotidiane.
Silvestro Lega, Il pergolato, 1868
Piccolo capolavoro di poesia intimistica, questo quadro, tra i più famosi di Lega, sintetizza le diverse scelte stilistiche
e poetiche dell'artista. Notiamo innanzitutto il soggetto: è una rappresentazione di un realismo quasi fotografico che
coglie una realtà molto ordinaria e comune. Lo spazio prospettico presenta una metà più profonda, quella a sinistra,
in cui si colloca un pergolato che crea un angolo fresco ed accogliente, ed una metà meno profonda nella parte
anteriore, ma che si apre in lontananza verso una ariosa campagna. Dalla metà di destra proviene una donna con un
vassoio in mano su cui porta un bricco di caffè. Nell'altra metà sono collocate tre giovani donne sedute ed una
bambina. Sono protette dal fresco del pergolato e stanno conversando in maniera tranquilla e rilassata. Tutta la scena
è pervasa da una calma e da un silenzio evidenti.
Il realismo di Lega è accentuato dalla sua virtuosistica capacità di riuscire a rappresentare con una fedeltà immediata
anche i particolari più banali della scena. Ciò che però dà una nota stilistica del tutto originale è la sua tavolozza
molto chiara e brillante, utilizzata sempre con la tecnica della macchia. I colori hanno una luminosità che ben
rappresentano il piacere più evidente del momento rappresentato: il contrasto tra luce ed ombra. La luce è la vera
protagonista, l'ombra del pergolato serve proprio ad enfatizzare la luce che circonda la scena. Questa luce così forte
costringe il pittore a scegliere una tecnica che accentua ulteriormente il realismo e, insieme, la liricità della scena: il
controluce. Le figure, infatti, sono tutte viste nel loro lato in ombra. Questa tecnica, che rimanda inevitabilmente a
Millet, serve qui ad enfatizzare il senso di piacere interiore che l'ombra crea nello spazio rappresentato.
La rappresentazione di un momento di vita quotidiana semplice ed ordinaria serve a Lega per cogliere quell'attimo
fuggente di piaceri semplici della vita piccolo borghese, vissuta in città, piccole o grandi, che conservano ancora un
rapporto felice con lo spazio della campagna. L'Ottocento italiano è tutto in questo quadro: la sua vita, i suoi tempi,
le sue sensazioni, la sua luce.
Gustave Courbet, Gli spaccapietre
Questa tela, già esposta al museo di Dresda, è andata distrutta durante la seconda guerra mondiale. Ce ne resta solo
una documentazione fotografica. Essa, tuttavia, è una delle opere che meglio sintetizza la scelta sia poetica sia
stilistica di Courbet.
I due personaggi raffigurati sono due lavoratori dediti ad un lavoro rude e pesante. Lavorano in una cava di pietra
spaccando la roccia con la sola forza fisica. Dei due uno è più anziano, è piegato su un ginocchio per spaccare i massi
e Courbet lo raffigura di profilo. L'altro, più giovane, è intento a trasportare le pietre e viene raffigurato di spalle. Fa
da sfondo alla scena il fianco di una montagna che occupa tutto l'orizzonte. Si intravede solo un po' di cielo in alto a
destra. Le due figure sembrano inserite quasi nel fianco del monte. Il lavoro impone loro di vedere solo le pietre
senza neppur poter alzare lo sguardo al cielo. Hanno volti inespressivi. Il lavoro che fanno è povero ed è una povertà
non solo materiale ma anche interiore. Tutta la scena esprime una condizione di abbrutimento psicologico oltre che
materiale.
Courbet è cinico e crudo nel rappresentare questa scena. Non gli dà alcuna intonazione lirica per esprimere la nobiltà
di un lavoro che, seppure modesto, è comunque un momento di nobilitazione. Denuncia, invece, con un linguaggio
obiettivo la reale situazione sociale dei lavoratori. Questo contenuto di polemica sociale era ovviamente poco
accettabile dall'ordinario pubblico dell'arte, fatta soprattutto di persone ricche che, quindi, mal sopportavano la
rappresentazione della povertà che era, implicitamente, un atto di accusa nei loro confronti. I poveri sono tali per
consentire ai ricchi di essere ricchi: questo, in sintesi, l'atto di accusa dei quadri di Courbet.
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Giovanni Fattori, Pianura con cavalli e soldati
La tela ha un taglio orizzontale molto accentuato, nella quale la rappresentazione della pianura prende un respiro
ampio e dilatato. Sono le grandi pianure della Maremma che Fattori, livornese di nascita, ben conosceva. In questo
spazio così piano e silenzioso ritornano le figure che più amava Fattori: i cavalli e i soldati. Anche qui la loro presenza,
in tempi di pace, appare come una presenza di metafisica malinconia, simboli di un incedere costante che è quasi
metafora di condizione esistenziale.
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Educazione In Francia dalla fusione delle idee del Positivismo
Fisica e del realismo si sviluppa ed afferma il
Informatica Naturalismo, il cui esponente principale è Émile
Bibliografia Zola.
Egli puntava sul romanzo non più come
invenzione fantastica, ma come strumento di
indagine sull'uomo e sul suo ambiente,
attraverso l'osservazione diretta dei fatti narrati.
Il romanzo che ne esce è definito "sperimentale"
l'aggettivo tuttavia non indica, come nelle
successive avanguardie una ricerca di novità
("sperimentalismo"), ma l'uso di una scrittura
che studia la realtà attraverso il metodo
scientifico.
"L'artista deve essere impersonale, deve agire con la stessa freddezza del chirurgo, ritagliando pezzi di vita senza
pretendere di giudicare il bene e il male". Più egli scomparirà dietro le cose che narra abbandonando i suoi
presupposti morali per far posto alla verità anche se brutta, più l'opera d'arte acquisterà una vita autonoma, dando
l'illusione di essere indipendente anche da chi l'ha creata. Possiamo quindi affermare che il Naturalismo è
caratterizzato da:
- Concretezza nella scelta dei temi;
- Popolarità della forma;
- Spostamento dell'attenzione dal passato storico alla società presente.
In Inghilterra si hanno in questo periodo opere in prosa che ritraggono la quotidianità di una società pragmatica e
borghese e con l'avvento della civiltà industriale viene sollecitata l'attenzione per i problemi delle classi più umili.
Tutto ciò è racchiuso nelle opere di Charles Dickens amante della semplicità e dell'umorismo.
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Educazione È un movimento letterario e artistico italiano che ispirandosi al Naturalismo francese e al Positivismo teorizza una
Fisica rigorosa fedeltà alla realtà effettiva (al «vero») delle situazioni, dei fatti, degli ambienti, dei personaggi e una
Informatica corrispondenza con il sentire e il parlare dei soggetti che vengono rappresentati.
Bibliografia
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Tesina di maturità ipertestuale e multidisciplinare sul tema del progresso
In senso generico, atto del progredire, avanzamento di qualsiasi genere, evoluzione, con l'andar del tempo. Per lo più include l'idea di un avvicinamento alla meta stabilita o anche di uno sviluppo, di un accrescimento graduale e continuo (talvolta in senso negativo).
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