Estratto del documento

I.T.A.S. B. Ricasoli Siena

Classe 5°A

Tesina argomentativa

A cura di:

Fabio Calcagni

Anno scolastico 2008/2009

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Storia

I totalitarismi

Introduzione (le origini della parola)

Uno stato che vuole esercitare il proprio “totale” controllo sulla società, soffocandone ogni autonomia, abolendo ogni libertà e pluralismo attraverso sia l'uso della violenza sia l'uso degli strumenti atti a produrre consenso, invadendone ogni campo, occupando anche la sfera privata dei cittadini, è uno Stato totalitario o totale.

L'aggettivo totale o totalitario viene elaborato nel lessico politico in Italia e in Germania dagli anni Venti in poi. Per la prima volta in Italia è Mussolini che nel discorso del 28 Ottobre 1925 sembra definire il nuovo regime: “Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato”.

Sarà poi in particolare il filosofo Giovanni Gentile, importante esponente della cultura fascista, a contribuire in modo determinante ad elaborare il concetto di “totalitario”, a imporre una concezione etica dello Stato e ad attribuire alla missione totalitaria dello Stato caratteri quasi religiosi.

La definizione di totalitarismo risale all’inizio degli anni cinquanta, quando apparve l’opera di Hannah Arendt “Le origini del totalitarismo”(1951). L’autrice connetteva le dittature appena sperimentate dalla

Metodo comparativo

civiltà europea con il famoso basato sul confronto punto per punto dei tre totalitarismi.

Secondo Hannah Arendt i totalitarismi sono stati possibili per il profondo cambiamento sociale e politico avvenuto agli inizi del 900’: Il processo di modernizzazione che nel corso del Novecento aveva trasformato le società europee in società di massa.

Industrializzazione e urbanizzazione, insieme a crescita demografica ed aumento della disoccupazione, avevano rotto gli antichi vincoli comunitari e le relazioni personali “faccia a faccia” dei paesi e dei villaggi; tanto che le esigenze civili e professionali dei singoli individui si erano separate fino alla reciproca ignoranza e indifferenza.

Questa enorme massa amorfa rappresenta la base di consenso di nuovi regimi autoritari, capaci di dominare le folle divise attraverso l’autorità carismatica di un capo.

Lo strumento per restituire loro unità e identità era costituito dal mito imperialistico della nazione, forte e potente nel contesto internazionale: un mito alimentato dal capo secondo i moduli tradizionali della cultura militaristica, senza bisogno della mediazione caratteristica della democrazia parlamentare.

Lo stato e i cittadini formavano una comunità la quale vedeva verso gli altri “I Diversi” che automaticamente erano nemici.

Il regime dittatoriale funzionava come un recupero artificiale di quelle identità di gruppo (organizzazioni paramilitari, stili di vita comuni, rituali di massa) che ormai erano state perdute, attraverso l’uso della “psicologia collettiva”.

I tratti comuni fra i totalitarismi

  • Presenza di un dittatore
  • Partito unico di massa
  • Ideologia assoluta
  • Concentrazione dei poteri economici nelle mani dello stato
  • Sfrenato uso della propaganda per produrre consensi
  • Uso delle squadre che eliminavano le opposizioni politiche

Tratti comuni fascismo e nazismo

  • Antisemitismo
  • Proprietà privata

Caratteristiche comunismo

  • Abolizione della proprietà privata

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Marx e le basi filosofiche del comunismo

Il filosofo Karl Marx (1818-1883)

Il futuro per Marx è la società comunista, una società perfetta, caratterizzata dall'assenza di proprietà privata e della lotta di classe, in cui ognuno lavori in modo adeguato alle proprie possibilità e riceva in modo adeguato ai propri bisogni.

E la storia tende proprio a questo modello: il proletariato sta aumentando sempre di più e i capitalisti stanno diminuendo: ci sarà un momento in cui le “forze di produzione”(proletari) saranno il 90% della società, mentre i “mezzi di produzione”(fabbriche) saranno in mano al 10% di essa.

Sarà una contraddizione esplosiva che terminerà con una rivoluzione. Inizialmente una “dittatura del proletariato” provvederà a espropriare i proprietari delle loro fabbriche e in seguito la dittatura sarà sostituita dal Comunismo.

Marx però non dà precise indicazioni su questo tipo di società, lascia il discorso in sospeso rifiutandosi di “prescrivere ricette per l'osteria dell'avvenire”. Di una cosa però Marx era sicuro fin dall'inizio: la rivoluzione sarebbe dovuta avvenire in un Paese economicamente e soprattutto industrialmente avanzato.

Stalin e la costituzione dello stato totalitario russo

Iosif Stalin Gori 21 dicembre 1878 – Mosca 5 marzo 1953

Nel 1924 Lenin muore e inizia così la lotta per la sua successione. I due personaggi più importanti all'interno del partito sono Trotzkij e Stalin.

Il primo, capo delle Armate Rosse, è un rivoluzionario, contrario alla NEP e favorevole a riprendere la costruzione di un'economia socialista; inoltre voleva cercare di estendere la rivoluzione anche ad altri Paesi per evitare che la Russia si trovasse isolata.

Il secondo dal '22 è segretario generale, cioè organizzatore nazionale del partito; è favorevole alla NEP e al libero mercato per appoggiare maggiormente la componente contadina del popolo russo, è favorevole al “socialismo in un solo Paese” e controlla la potente “burocrazia sovietica”.

Stalin riesce a prendere il controllo e immediatamente promuove una campagna di nuove iscrizioni al partito: il suo scopo è quello di rinnovarlo e ampliarlo.

Le nuove leve si presentano come “gente tranquilla” che cerca solo stabilità e sicurezza all'interno della realtà più potente in Russia e in cambio garantisce una indiscussa obbedienza: esattamente quello che il nuovo leader voleva.

Inoltre Stalin seleziona i nuovi quadri dirigenti tra persone a lui fidate sempre nel tentativo di creare un partito a lui fedele espellendo dal partito e liberandosi degli oppositori politici.

Inoltre Stalin fa promotore del “leninismo”: egli infatti si ritiene l'unico vero interprete nonché unico conoscitore dell'ormai defunto padre della Russia.

Il nuovo capo dei comunisti, proprio per ingigantire questo culto di Lenin, offre alla nazione russa una reliquia: il corpo mummificato di Lenin, conservato poi in un mausoleo nella piazza Rossa del Cremlino.

Il comunismo sta diventando sempre più simile ad una religione.

In seguito intraprende una politica economica che vede l'abbandono della NEP e la conseguente espulsione dal partito del suo ideatore.

Nelle campagne si procede con una collettivizzazione forzata e i contadini sono costretti ad entrare in aziende collettive.

Naturalmente molti contadini e soprattutto molti piccoli proprietari terrieri (i kulaki) non accettano questa imposizione e a causa delle loro rivolte

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iniziano ad essere considerati nemici del Comunismo e della patria. La maggior parte di loro viene così deportata nei Gulag, campi di lavoro forzato situati in regioni lontane e desertiche, dal piani clima inclemente.

Per quanto riguarda l'industrializzazione, vengono varati dei piani quinquennali con cui lo Stato pianifica la produzione e gli investimenti dandosi obiettivi precisi da rispettare e verificare dopo cinque anni.

Tutta la popolazione avrebbe dovuto quindi trasformarsi in un grande esercito impegnato a produrre sempre di più; ecco dunque un obiettivo tipico dei regimi totalitari: militarizzare tutti i lavoratori e fare della loro produttività l'indice della loro lealtà alla nazione.

Naturalmente i piani prevedevano una durissima disciplina nelle fabbriche, una riduzione dei salari, un durissimo lavoro, ma in molti casi si riscontrava un certo entusiasmo nei lavoratori, ancora convinti di costruire un mondo nuovo.

Nel 1934 al XVII congresso del partito, Stalin è ancora nominato segretario, nonostante un quarto dei congressisti avesse votato contro di lui.

Nel Dicembre dello stesso anno Kirov, un suo collaboratore, viene assassinato in modo misterioso e questo offre al leader del partito un capo di accusa contro i trotzkisti all'interno del partito: su 2000 deputati, circa 1200 sono uccisi.

L'obiettivo di liberarsi dell'opposizione era stato raggiunto.

Dal 1936 inizia il terrore delle “epurazioni”. Con l'utilizzo della NKVD, Stalin accusa e condanna al carcere, ai gulag o alla morte i maggiori esponenti della “destra” e della “sinistra.

Eliminati i quadri dirigenti del bolscevismo storico, il segretario del partito è il solo e incontrastato signore della Russia.

L'istruzione (che il regime diffonde diminuendo al 18% gli analfabeti) e la politica di incoraggiamento verso la cultura promuovono la formazione di un ceto di intellettuali, naturalmente i libri di storia vengono controllati e viene istituito un testo unico con solo i punti positivi del comunismo presentato come una continuazione del bolscevismo.

È questa nuova generazione va a riempire i vuoti lasciati dalle “purghe”.

Stalin infine sfrutta anche il cinema per diffondere la sua politica, poiché era un passatempo abbastanza popolare in Russia, anche se faceva assistere solo a film che celebrano gli sforzi dei lavoratori, la fatica dei minatori, il fervore degli operai tutti tesi a battere i record di produzione, che esaltano il genio del capo, la fedeltà, nonché, in guerra, il valore dell'Armata Rossa che blocca i nemici, resiste all'assalto delle truppe naziste e le sconfigge: più una lezione di patriottismo che un film.

Hitler e la costruzione dello stato totalitario tedesco

Adolf Hitler Braunau 20 aprile 1889 – Berlino, 30 aprile 1945

Nell'anno della grande crisi si presenta per la prima volta alle elezioni politiche Hitler col suo partito, ma riceve soltanto il 3,2% dei voti.

In seguito però la grande depressione determina in Germania un sempre più rapido deterioramento della situazione politica con un susseguirsi di deboli governi di coalizione, fino a quando la NSDAP di Hitler nel '33 non ottiene il 37% dei voti.

Ormai il partito hitleriano rappresenta una discreta quantità del Parlamento e non è più una realtà sottovalutabile: Hitler diventa così cancelliere e gli viene affidato l'incarico di formare il nuovo governo.

Alla fine del '33 la Repubblica di Weimar non esiste più.

Come ha fatto Hitler a guadagnare così tanto consenso nel giro di soli due anni?

Per prima cosa egli presentava un programma di enorme forza ed energia, nonché innovativo.

Nell'opera Mein Kampf, egli parla di una lotta cosmica e di una missione universale del popolo tedesco: quella di promuovere un'umanità superiore, di eliminare i popoli inferiori, deboli e impuri.

Hitler, infatti, occupandosi di eugenetica, la scienza che studia il miglioramento della razza umana, dichiara quella ariana come la migliore in Europa.

Inoltre la NSDAP si faceva portavoce del risentimento della popolazione tedesca nei confronti della Francia sia in seguito alla bruciante sconfitta della I guerra mondiale, sia all'imposizione del pagamento dei danni causati dalla guerra in Europa.

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Sintesi

Tesina - Premio maturità  2009

Titolo: I totalitarismi

Autore: Calcagni Fabio

Descrizione: una tesina che parte dalla storia, si ricollega a italiano e continua a collegarsi con la chimica e materie più attinenti e specifiche della mia scuola(istituto tecnico agrario)siena .

Materie trattate: Storia,italiano,chimica,agroecologia,ecologia Applicata,biologia,inglese

Area: umanistica

Sommario: storia i totalitarismi del '900 italiano Luigi Pirandello il Fu mattia Pascal, maschere, concetto vita/forma chimica Fritz Haber, la scoperta della sintesi dell'ammoniaca (NH3) agroecologia L'azoto importanza nell'agroecosistema e problemi derivanti da esso ecologia applicata le piogge acide biologia le fitopatie agevolate dagli eccessi di azoto nel terreno inglese ACID RAIN

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