Istituto tecnico aeronautico
“Antonio Locatelli”
di Bergamo
Tesi di maturità a.s. 2006 / 2007
Brambilla Ryan
A cura di: Prefazione
Presentando in primo luogo un’ambientazione storica, riguardante il periodo della
“corsa agli armamenti e della conquista allo spazio”, sono passato poi all’analisi del
funzionamento del sistema “GPS”.
Il GPS è stato preso in esame per quanto riguarda la navigazione aerea e la
circolazione aerea con la “navigazione d’area (R/NAV)”. Altri aspetti analizzati
prendono in esame l’uso dei “satelliti meteorologici” nella meteorologia ed il rispettivo
“calcolo dell’altezza di un satellite geostazionario”, con similitudine del movimento di
un aeromobile, per quanto riguarda la “richiamata” in aerotecnica.
Quindi è stata effettuata l’analisi del sistema di comunicazione tra la terra ed i satelliti,
nell’ambito dell’elettronica nonché delle “Onde Elettromagnetiche”.
Dalla comunicazione tecnica tra la terra ed i satelliti artificiali è stato posto una
analogia alla comunicazione tra l’uomo e la luna facendo riferimento al Leopardi in
“Canto Notturno di un Pastore Errante dell’Asia alla Luna”.
Staccandosi dall’argomento satelliti come strumentazione utile nell’ambito della
navigazione aerea e considerando invece i satelliti definiti “spia”, in quanto in grado di
captare e visualizzare ogni cosa sulla superficie terrestre, ho preso in considerazione il
parallelismo del grande fratello che cita George Orwell in
“Millenovecentoottantaquattro”.
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Indice
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- Corsa agli armamenti e conquista dello spazio (Storia) 4
- GPS - Global Positioning System (Navigazione aerea) 6
- Cenni storici
- Struttura del GPS
- Determinazione della posizione
- R/NAV - Navigazione d’area (Circolazione aerea) 12
- Rotte R/NAV
- Separazioni R/NAV
- Satelliti meteorologici (Meteorologia) 15
- Satelliti geostazionari
- Satelliti polari
- Osservazioni effettuabili dallo spazio
- Meteosat
- Nefoanalisi da satellite
- Altezza di un satellite geostazionario (Aerotecnica) 21
- Richiamata (Aerotecnica) 22
- Onde elettromagnetiche (Elettro-radio-radar tecnica) 24
- Onde superficiali
- Onde riflesse dal suolo
- Onde dirette
- Onde ionosferiche
- Onde satellitari
- Orwell (Inglese) 31
- Life and Works
- Nineteen Eighty-Four
- Giacomo Leopardi (Italiano) 34
- Vita e opere
- Canto Notturno Di Un Pastore Errante Dell’Asia Alla Luna
- Bibliografia 41
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Corsa agli armamenti e conquista dello spazio
La cosiddetta corsa agli armamenti tra Stati Uniti e Unione sovietica è stata preceduta
dall’avvento dell’era nucleare.
La prima bomba atomica venne creata in seguito ad un progetto segreto statunitense,
iniziato durante la Seconda Guerra Mondiale. Si pensò ad un’arma capace di
annientare il nemico Nazista, vista la crescente paura che Hitler potesse sopraffare gli
Alleati. I primi ordigni nucleari mai utilizzati nella
Storia furono sganciati su due città giapponesi
proprio durante la fine della seconda Guerra
Mondiale. La prima bomba esplose il 6 agosto
del 1945 su di Hiroshima e la seconda tre
giorni dopo su Nagasaki. I morti provocati
nell’istante dell’esplosione furono circa
160.000.
Da allora Stati Uniti e Unione Sovietica incrementarono la ricerca e lo sviluppo
scientifico al servizio degli armamenti.
Nel 1949 gli Stati Uniti e la maggior parte delle nazioni dell’Europa occidentale si
unirono per formare la N.A.T.O. (North Atlantic Treaty Organization), ovvero
un’alleanza difensiva in modo da opporsi alla minaccia sovietica durante quella che
venne definita guerra fredda, ovvero un conflitto tattico senza un vero scontro sul
campo, fatto di corse agli armamenti e minacce fortunatamente mai portate a
termine. La grande novità della costituzione della N.A.T.O. fu il definitivo abbandono
del rifiuto da parte degli U.S.A. di partecipare agli affari internazionali.
Nel 1952 avvenne il collaudo della prima bomba H statunitense, con conseguente
preoccupazione per gli effetti della ricaduta radioattiva.
L’Unione Sovietica non attese oltre: l’anno seguente esplose la sua prima bomba a
fusione, un ordigno nuovo che permetteva di essere trasportato a bordo di un
bombardiere intercontinentale a lungo raggio.
Oltre alla conquista per il nucleare questo periodo viene caratterizzato dalla corsa allo
spazio. Il 4 ottobre 1957 l’Unione Sovietica effettua il primo lancio di un satellite, lo
Sputnik I.
Gli Stati Uniti rispondono lanciando, l’Explorer I il 31 gennaio 1958.
Questo porta ad ampliare la ricerca, da entrambe le parti, verso la realizzazione dei
missili balistici intercontinentali.
Continua però l’incessante sviluppo del nucleare: l’URSS fa esplodere la bomba H più
potente mai costruita, circa tremila volte più distruttiva rispetto alla bomba sganciata
su Hiroshima, ed allo stesso tempo vengono posizionati i primi missili balistici da
entrambe le superpotenze, razzi capaci addirittura di volare dagli U.S.A. all’URSS.
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Quando l’Unione Sovietica nel 1962 installa dei missili a Cuba su richiesta di Fidel
Castro, gli Stati Uniti, attraverso un blocco navale che preludeva ad un conflitto
atomico, riescono a bloccare l’operazione.
Nel 1963 c’è il primo trattato sulle armi nucleari che impone alle due potenze di
effettuare i test atomici solamente nel sottosuolo.
Nel 1968 c’è il trattato di non proliferazione, che cerca di limitare la diffusione di armi
nucleari al di fuori dei cinque paesi che le possiedono (U.S.A., URSS, Francia, Gran
Bretagna, Cina). Fondamentale in questi anni è il
raggiungimento da parte dagli USA
del suolo lunare, con la missione
Apollo11. Il 20 luglio 1969 gli
astronauti Neil Armstrong ed il
colonnello Edwin Aldrin, sono i primi
uomini a toccare la superficie lunare,
momento storico enfatizzato dalla
storica frase: “That’s one small step
for man, one giant leap for mankind”
ovvero “Un piccolo passo per l’uomo,
un grande balzo per l’umanità”,
dimostrando l’importanza dello
sviluppo americano a livello mondiale.
Allo stesso tempo vengono studiati i primi sistemi per la protezione dei missili
statunitensi da eventuali attacchi sovietici, tra cui i missili MX e sottomarini più
potenti.
Durante la corsa agli armamenti c’è stata una diversificazione delle armi nucleari
strategiche, in base alle scelte militari riguardanti i sistemi di lancio dei missili.
L’Unione Sovietica si è infatti affidata prevalentemente ai missili basati a terra, mentre
gli Stati Uniti hanno fatto affidamento su un arsenale notevolmente più diversificato,
con una particolare importanza assunta dai bombardieri strategici.
Gli U.S.A. dispongono inoltre di un maggior numero di testate nucleari, mentre l’URSS
si affida a una maggiore potenza installata (cioè le testate sono più potenti). Questo
perché il livello tecnologico più alto raggiunto dalla potenza occidentale ha permesso
di aumentare notevolmente la precisione dei missili, i quali necessitano dunque di
testate più piccole. Dall’altra parte le testate nucleari devono essere di dimensioni e
potenza maggiori, per aver la certezza di distruggere il bersaglio con missili meno
precisi.
Attualmente, anche se ufficialmente lo sfondo della corsa agli armamenti e la guerra
fredda possono dirsi ufficialmente conclusi, in sé presentano diverse problematiche
riguardanti i due schieramenti. È infatti di pochi mesi fa la notizia della volontà degli
Stati Uniti di procedere con la realizzazione di uno scudo spaziale, il quale è stato
definito solo uno strumento di difesa e non di attacco. Una scelta che è vista per parte
Russa come un possibile ritorno della corsa agli armamenti, una rinascita di vecchie
ostilità che spaventa non solo gli stati direttamente interessati, ma tutto il mondo.
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GPS - Global Positioning System
La sigla GPS (Global Positioning System) è l’abbreviativo di NAVSTAR GPS (Navigation
Satellite And Ranging Global Position System), ovvero un sistema relativamente
recente in grado di determinare la posizione in termini di longitudine, latitudine ed
eventualmente quota, di un utilizzatore. Il rilevamento avviene tramite l’uso di una
costellazione di 24 satelliti, ripartiti su 6 orbite intorno alla terra ad una quota di circa
h m s
20.200 Km con un periodo di 11 58 04.
Cenni storici
Il primo satellite artificiale messo in orbita risale al 4
ottobre 1957, quando l’Unione Sovietica ha lanciato lo
Sputnik I, seguito un mese dopo dallo Sputnik II, il quale
trasportava addirittura un essere vivente, la famosa
cagnolina Laika.
Colti alla sprovvista, gli Americani accelerarono notevolmente il programma spaziale e
riuscirono a lanciare il primo satellite statunitense il 31 gennaio 1958, l’Explorer I.
In questo modo ebbe inizio la conquista dello spazio che segnò l’inizio di una nuova
era anche per i sistemi di radionavigazione.
L’idea di poter determinare la propria posizione tramite l’uso dei satelliti e quindi la
successiva creazione del GPS ebbe inizio quasi per caso quando al laboratorio di fisica
della John Hopkins University scoprirono che i segnali ricevuti dall’emissione dei
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satelliti subivano una variazione di frequenza a causa dell’effetto Doppler, determinato
dalla velocità relativa tra il satellite e la terra, riuscendo così a determinare l’effettiva
posizione del satellite; fu proprio grazie a questa scoperta che Frank T. McClure, dello
stesso laboratorio, che pensò alla possibilità di determinare la posizione di un
utilizzatore a terra avendo come nota la posizione del satellite.
Il primo sistema di radionavigazione statunitense con satelliti artificiali fu il TRANSIT,
operativo dal 1964 ma riservato a scopi militari sino al 1967, quando venne
liberalizzato ad uso commerciale, anche se con l’imposizione di un errore riducendone
quindi la precisione.
Mentre gli Stati Uniti lavoravano per perfezionare il Transit, nell’Unione Sovietica
veniva utilizzato il TSIKADA, sistema analogo anche se lievemente inferiore a livello di
prestazioni.
Questi sistemi di radionavigazione inizialmente venivano utilizzati per la localizzazione
di sottomarini ed imbarcazioni dato che richiedevano solo l’identificazione della
posizione e non della quota.
Solo nel 1993 gli Stati Uniti giunsero al completamento del sistema GPS, ma il servizio
venne reso disponibile solo nel maggio 2000, con il decreto del presidente Bill Clinton
che lo liberalizzò e ridusse quella che era la precedente implementazione d’errore.
Per quanto riguarda invece la situazione europea solo nel 2002 ha avuto inizio la
progettazione e creazione del sistema Galileo, simile al GPS ma con una maggior
precisione e miglior copertura. Inoltre il sistema europeo evita il rischio che in tempi di
guerra o pericolo gli Stati Uniti lo possano spegnere, così come è successo per il GPS
l’11 settembre 2001, in seguito agli attentati terroristici su suolo americano.
Struttura del GPS
Il sistema GPS statunitense, così come qualunque tipo di sistema satellitare, si
compone di tre distinti segmenti, a ciascuno dei quali viene attribuito un compito
specifico:
- Segmento di controllo, consiste in una rete di monitoraggio e di mezzi di controllo.
- Segmento spaziale, formato dai satelliti orbitanti intorno alla terra.
- Segmento utenza, basato sugli utilizzatori presenti.
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Segmento di controllo
Il sistema GPS prevede una serie di stazioni a terra con lo scopo di controllare lo stato
operativo della costellazione e di fornire le effemeridi, ovvero delle tabelle contenenti
la posizione del satellite stesso ad una determinata ora.
Il centro di controllo principale (Master Control Monitor Station) è situato presso la
Falcon AFB a Colorado Springs; inoltre sulla terra sono dislocate altre quattro stazioni
di monitoraggio rispettivamente posizionate nelle Hawaii, nell’isola di Ascension, nella
base di Diego Garcia e nell’atollo di Kwajalein.
Il ruolo delle stazioni di monitoraggio è quello di verificare continuamente la posizione
dei satelliti e trasmetterle alla MCMS.
A sua volta la MCMS ha il compito di verificare ed eventualmente correggere l’orario
del satellite, basato su orologi atomici, seguire il moto orbitale dei satelliti, aggiornare
i dati contenuti nelle memorie di bordo e secondariamente, quando necessario,
modificare la posizione del satellite tramite l’uso di thruster, propulsori, ed
eventualmente in caso di malfunzionamento sostituire il satellite con uno di riserva,
presente già nello spazio.
Segmento spaziale
È quella porzione di strumentazione adibita al GPS che si trova nello spazio ed è
composta essenzialmente da 24 satelliti orbitanti intorno alla terra, su 6 orbite
differenti inclinate di 55° rispetto all’equatore; inoltre sono disponibili 6 satelliti di
riserva in caso di malfunzionamento di quelli in uso, oppure in caso di necessità di
maggior precisione in certe aree del pianeta. I satelliti attualmente orbitanti coprono il
Pianeta come in figura. Pagina 8
Ogni satellite è equipaggiato con quattro orologi atomici ad alte prestazioni, computer
di controllo, sistema di controllo d’assetto ed un sistema di trasmissione radio ad onde
ultracorte e quindi ad altissima frequenza (UHF).
Il numero di satelliti visibili è compreso fra sette e nove per circa il 90% del tempo e
soltanto in rarissimi casi può scendere sotto cinque.
Segmento utenza
Questa risulta essere la parte finale del sistema GPS, è basato sul ricevitore in
possesso dell’utilizzatore.
Il ricevitore è composta da un’antenna che riceve i segnali emanati dai satelliti, infatti
tale sistema di radionavigazione non necessita l’emissione di segnale da parte
dell’utilizzatore ma solo ed esclusivamente la ricezione del segnale satellitare,
evitando così che altri possano determinare la posizione di chi ne sta usufruendo, al
contrario di quanto avveniva in sistemi precedenti quali ad esempio il radar.
Per quanto riguarda l’applicazione del GPS, oltre che all’uso per la navigazione, si è
arrivati addirittura a rappresentare la posizione dell’utilizzatore su di mappe,
supportate da software appositi, in grado di guidare l’utilizzatore lungo un percorso
prestabilito, basti pensare ai comuni navigatori satellitari per auto disponibili persino
per cellulari.
Il compito del ricevitore è quello di identificare almeno quattro satelliti visibili,
decodificare i segnali emessi, misurare i ritardi dei tempi d’arrivo dei segnali ricevuti
calcolarne la distanza e quindi identificare la posizione. Pagina 9
Determinazione della posizione
Il ricevitore GPS ha il compito di determinare la posizione dell’utilizzatore.
Il ricevitore capta il segnale da un satellite. Nel segnale sono presenti diverse
informazioni tra cui: la posizione del satellite e l’ora esatta di invio del segnale. Proprio
grazie a questi parametri è possibile per il ricevitore individuare le coordinate del
satellite.
Il compito del ricevitore è quello di calcolare la differenza di tempo tra l’ora di arrivo
t t
) e l’ora a cui il segnale è stato inviato ( ); in questo modo,
del segnale ( a i
moltiplicando il risultato per la velocità di propagazione del segnale, quindi la velocità
della luce ( c ), si ottiene una misura in termini di distanza, compresa tra il satellite e
l’utilizzatore; è però da considerare il fatto che l’onda trasmessa non percorre un
percorso rettilineo a causa della rifrazione atmosferica e quindi bisogna tenere conto
Δt , dato che viene fornito dal satellite nella trasmissione del
anche di un ritardo ri
segnale e quindi risulta essere noto. In formula:
R = c ( t – t ) – c Δt
i a i ri
Distanza dal satellite Distanza del ritardo
Bisogna però considerare che questa formula sarebbe applicabile solo nel caso in cui
gli orologi del ricevitore e del satellite fossero sincronizzati perfettamente (se ci fosse
una differenza anche solo di un millesimo di secondo, percorso alle velocità della luce,
equivarrebbe ad un rilevamento errato di 300 Km). Non essendo tecnicamente
possibile una precisione così alta, si considera la distanza misurata come una pseudo
R’ ).
– distanza ( i R’ = c ( t’ – t’ )
i a i
Essendo: t’ = t + Δt e t’ = t + Δt
a a u i i i
Dove Δt e Δt rappresentano rispettivamente gli errori degli orologi dell’utente e del
u i
satellite.
Bisogna quindi calcolare anche l’errore dovuto alla differenza tra l’orario utilizzato e
quello che bisognerebbe utilizzare, quindi alla formula precedente bisogna aggiungere il
prodotto della velocità della luce per la differenza degli errori degli orologi
dell’utilizzatore e del satellite, il quale errore del satellite risulta essere noto e
trasmesso da quest’ultimo, quindi:
R’ = R + c Δt + c ( Δt - Δt )
i i ri u i
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Riferendo quindi la posizione del satellite e dell’utilizzatore ad una terna cartesiana x ,
y, e z di tipo ECEF (Earth Centered Earth Fixed) ovvero riferita agli assi terrestri
dove z risulta essere l’asse che dal centro della terra, passante per il polo nord, si
estende al di sopra di quest’ultimo, x nel piano equatoriale diretto lungo il meridiano
di Greenwich e l’asse y perpendicolare agli assi x e z, la precedente formula può
essere scritta nel seguente modo:
2 2 2
R’ = ( x – x ) + ( y – y ) + ( z – z ) + c Δt + c ( Δt - Δt )
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Una narrazione dei satelliti per la navigazione e non solo
Materie trattate: italiano, storia, inglese, navigazione aerea, circolazione aerea, elettroradar, meteorologia, aerotecnica.