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I robot

Industriali a.s. 2008/09

Di Mengacci Riccardo

5B-Mc 1

Indice

  • 1 - Introduzione con la storia
  • 2 - Definizione di robot
  • 3 - Funzionamento e struttura di un robot industriale
  • 4 - Structure of a robot
  • 5 - Analisi del progetto e del relativo modellino
  • 6 - Organizzazione aziendale
  • 7 - Collegamento con le aziende PNEUMATEC s.r.l. e PNEUMAX s.p.a.

Materie trattate

  • Storia
  • Sistemi di automazione industriale (modellino e controllo)
  • Disegno Progettazione e Organizzazione industriale
  • Inglese
  • Diritto Mengacci Riccardo 5B-Mc
  • 2

1 Introduzione con la storia

A partire dalla fine della seconda rivoluzione industriale (1850 circa), il mondo conosce un forte sviluppo in tutti i settori lavorativi.

Verso l’inizio del 900, al termine della prima catastrofica guerra mondiale o di logoramento, l’Italia, in particolare, subì una forte modernizzazione in campo industriale, rifacendosi ai modelli occidentali degli Stati Uniti d’America.

Il settore più colpito fu quello automobilistico, che richiedeva come non mai una produzione di massa, ovvero una produzione di beni di consumo rivolta ad un mercato sempre più ampio di acquirenti. Per far sì che queste richieste venissero soddisfatte, si cercava un metodo che racchiudesse a sé una produzione maggiore di pezzi comuni fra loro in un tempo piccolo e che contemporaneamente mantenesse un certo livello qualitativo, tutto questo prese il nome di produzione di serie. Nacquero così le prime catene di montaggio, nella quale l’operaio era chiamato ad eseguire un lavoro sempre uguale e a ritmo del nastro trasportatore, che ne garantiva un prezzo molto ridotto.

La grande produzione di questo periodo, con modalità che perdurano fino al 1940, è tuttavia caratterizzata da una notevole rigidità e da grande impiego di manodopera.

Nel corso del secondo conflitto mondiale lo sforzo bellico impone alle nazioni in lotta un poderoso aumento delle capacità produttive al quale non tutte sanno o possono far fronte in modo adeguato, per di più a causa della guerra la manodopera produttiva scarseggiava, sono pertanto necessarie modalità totalmente diverse da quelle fino ad ora adottate.

La distruzione della flotta americana a Pearl Harbour e l’enorme dispiego di mezzi richiesto dalla guerra in Europa e nel Pacifico, costringono a introdurre per la prima volta le macchine automatiche.

Queste macchine sono in grado di compiere operazioni o successioni di operazioni autonomamente e con grande velocità, essendo esse progettate per realizzare un unico particolare; il loro automatismo viene realizzato meccanicamente grazie all’ausilio di camme, leve e fine corsa, o elettronicamente grazie a relè e temporizzatori. Questa produzione richiede grandi investimenti e lunghi tempi di avvicendamento, che in caso di cambiamento del tipo di prodotto, si annullerebbero poiché la macchina diverrebbe inutilizzabile.

La società che esce dal conflitto mondiale però è pronta a ricevere questa mole di prodotti che, al termine degli anni 70, arriva nelle case di tutti, anche di quelli meno abbienti, con tecnologie più o meno superflue come elettrodomestici o veicoli di trasporto a motore.

Negli anni 80 l’elettronica supera le grandi limitazioni alle quali era soggetta in precedenza, dando vita alle macchine utensili programmabili o più comunemente chiamate a controllo numerico (C.N.). Queste macchine vengono in seguito affiancate nelle linee di produzione dai primi robot industriali che, anch’essi programmabili, svolgono mansioni di interfacciamento e collegamento, sostituendo l’uomo in lavorazioni pericolose e ripetitive.

Si assiste così ad una grande novità, ovvero la flessibilità della programmazione di questi ultimi che si adegua perfettamente alle condizioni di lavoro, alle nuove linee di produzione e ai nuovi pezzi da lavorare.

Il processo produttivo che arriva fino ai giorni d’oggi va solo perfezionando queste tecniche senza alterarne il modo di produrre. Negli ultimi anni il lavoro delle macchine utensili viene coordinato con quello dei robot industriali mediante computer supervisori, che possono procedere autonomamente con pochissimi addetti lavoratori per lo più impegnati nella sorveglianza.

Antonelli G. - Burbassi R., Sistemi e automazione industriale, volume 3, Cappelli Editore, Bologna 2008

Mengacci Riccardo 5B-Mc

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2 Definizione di robot

Il termine robot e, successivamente, il termine robotica nascono nell’ambito della finzione letteraria. Infatti questo termine fu introdotto per la prima volta in un romanzo di Karel Capek, derivante dalla parola ceca <<robota>> sta a significare “lavoro pesante” o “lavoro forzato”. In seguito il termine viene utilizzato per definire vari dispositivi tecnologici che sono regolati da una disciplina, denominata robotica.

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Sintesi

Tesina - Premio maturità  2009

Titolo: I robot industrial

Autore: Mengacci Riccardo

Descrizione: Introduzione sui robot industriali, illustrazione progetto con dati di costruzione e programmazione.

Materie trattate: storia, D.P.O., sistemi ed automazione, inglese,diritto

Area: tecnologica

Sommario: dpo, disegni progetto sistemi, lista programma di controllo e collegamenti penumatici diritto, le societ di capitali inglese breve pezzo dei robot storia, dalla rivoluzione industriale ai robot industriali

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