A cura di
Andrea Valsecchi
Civico istituto Tecnico per Geometri
Via Papa Gregorio XIV, 1
Milano
Classe 5 A
Anno scolastico 2006 – 2007
I primi ponti sospesi di Thomas Telford, l’innovazione tecnologica a partire dalla seconda rivoluzione industriale
Tipologia dei moderni ponti in acciaio e normative giuridiche in relazione alle costruzioni in territorio comunale
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Thomas Telford (1757-1834) fu architetto e ingegnere civile. Ebbe un’infanzia povera (il padre morì l’anno in cui nacque Thomas). All’età di 14 anni, divenne apprendista di uno scalpellino. Egli lavorò per qualche tempo a Edimburgo e nel 1782 andò a Londra dove conobbe gli architetti Robert Adam e Sir William Chambers. Due anni dopo trovò lavoro a Portsmouth nel cantiere navale e da autodidatta usò il suo talento nel disegno e nella progettazione di edifici. Nel 1787 divenne supervisore dei lavori pubblici a Shropshire e questo lo rese responsabile della costruzione dei ponti: il primo dei 40 costruiti nello Shropshire fu quello sul fiume Severn che collegava la strada Londra - Holyhead. Questo ponte fu il primo ponte in ferro progettato da Telford che usava testare i materiali che servivano alla costruzione.
Nel 1793 fu chiamato per controllare la progettazione e la costruzione del Canale Ellesmere che collegava gli ironworks e le miniere di carbone. Il canale Ellesmere fu completato nel 1805 e data la sua competenza, Telford fu consultato su numerosi altri progetti. Questi hanno incluso gli impianti di rifornimento idrico per Liverpool, i miglioramenti ai docklands di Londra e la ricostruzione del ponte di Londra (1800). In Scozia, Thomas Telford costruì un sistema completo di canali da costa a costa, rendendola la regione col miglior sistema di trasporti integrati.
A Thomas Telford fu assegnato l’incarico di migliorare l’itinerario da Londra a Holyhead e uno dei miglioramenti chiave era la progettazione del ponte a sospensione sopra lo Stretto di Menai. La progettazione del ponte doveva permettere la navigazione di navi alte circa 30 metri sotto la piattaforma nel momento dell’alta marea.
La costruzione del ponte iniziò nel 1819: era costituito da un impalcato di ferro e legno, sostenuto, medianti tiranti rigidi metallici, da barre articolate e disposte secondo una curva funicolare, detta catenaria. Ciascuna catena, (delle 16) era sospesa in testa ai piloni in calcare ancorati ai lati dello Stretto.
Nel tratto intermedio, tra i piloni delle opposte sponde, le catene erano dette di “sospensione”, mentre nei due tratti esterni erano denominate “di ritenuta”.
Per evitare la ruggine ogni cavo veniva prima impregnato di olio di lino. Il Ponte fu inaugurato il 30 gennaio 1826. Questo ponte non fu il primo ponte a sospensione, ma fu il più grande costruito fino ad allora ed è considerato il primo ponte a sospensione al mondo.
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In questi anni si affinò una seconda tipologia di ponti in alternativa a questo, pur mantenendo lo stesso schema architettonico, prevedeva invece di catene lunghi fasci di filo di ferro paralleli, detti, secondo la loro disposizione, cavi di sospensione o di ritenuta.
L’adozione dell’uno o dell’altro sistema dipendeva dall’economia e dalla solidità, ovvero dallo stato di progresso che ciascuna nazione aveva raggiunto nel campo della metallurgia, da questioni legate alle tecniche di produzione, dai tempi e dagli oneri di trasporto, di costruzione e di manutenzione, dalla sicurezza e durata nel tempo che essi erano in grado di assicurare. In Gran Bretagna si preferì molto più spesso quella” a catene”. In Francia fu adottata prevalentemente la tipologia dei ponti sospesi a fili di ferro. In Italia furono adottate entrambe le tipologie, ma in alcuni Stati prevalse quella “britannica” in altri quella “francese”. In Toscana ad esempio furono realizzate strutture sospese “a fil di ferro, ma gli stessi ingegneri furono obbligati, in Campania ad utilizzare il sistema a “barre” per la costruzione di un ponte sospeso sul fiume Sele, poiché, come sostenevano gli ingegneri del Corpo borbonico di ponti e Strade, “sino a quando non saranno costruite delle filiere, la scarsezza e l’alto prezzo del ferro filato eleverebbe purtroppo la spesa di simili opere e perciò bisogna avvalersi delle barre”…Molti tecnici d’oltralpe furono direttamente coinvolti nella progettazione di ponti sospesi in Italia, contribuendo in tal modo a diffondere queste nuove tecnologie costruttive. A partire dal 1820 in tutta Europa il problema del superamento di grandi luci aveva trovato soluzione stabile nel ponte sospeso, almeno per il traffico leggero. Si trattava di strutture molto deformabili, i cui impalcati di legno, privi di una significativa rigidezza flessionale in rapporto alla luce, richiedevano continua sorveglianza e manutenzione. La loro deformabilità però era incompatibile con il traffico ferroviario e dal 1850 questo influenzò la tecnica della costruzione metallica.
I primi ponti sospesi di Thomas Telford, l'innovazione tecnologica a partire dalla seconda rivoluzione industriale
Tipologia dei moderni ponti in acciaio e normative giuridiche in relazione alle costruzioni in territorio comunale.
Materie trattate: Costruzioni, storia, diritto, storia dell'architettura