L’estetismo
In questa tesi si cercherà di affrontare il tema dell’estetismo progredito nel corso della storia.
Si partirà dall’analisi del significato che tale parola assunse con Gabriele D’Annunzio nel Decadentismo (corrente nella quale trova la sua massima espressione), per discutere poi su cosa esprima il termine al giorno d’oggi.
Si prenderà in considerazione l’influenza dei mass-media sulle scelte dell’uomo che, “bombardato” in continuazione da pubblicità, è giunto a trasformare il significato di “estetismo”, concependolo ora come bisogno di esprimere se stessi scegliendo ciò che “socialmente” aggrada di più.
Analizzando la natura della pubblicità e del diritto che molto più spesso al giorno d’oggi impone sanzioni sempre più consistenti a pratiche commerciali scorrette, giungeremo a constatare l’effetto che tali informazioni, forniteci dai mezzi di comunicazione di massa, esercitano sull’odontoiatria.
Esaminando i canoni di bellezza forniti dai media e i reali canoni estetici per la creazione di una protesi soddisfacente, si approfondiranno i materiali estetici di realizzazione, tenendo in considerazione un metodo alternativo per avere “denti più bianchi” per i non portatori di protesi, come lo sbiancamento.
Conclusione: sarà necessario consultare il parere di un medico specializzato, prima di prendere importanti decisioni su cambiamenti estetici sulla propria persona, che si tratti del colore della protesi o altro, in quanto decisioni sbagliate prese con lo spunto dei mass-media potrebbero rivelarsi, a seconda del caso, devastanti per l’aspetto estetico del soggetto.
Nel caso di una protesi non adatta al contesto del viso, essa tenderebbe a rendere il sorriso un elemento disarmonico.
Gabriele D’Annunzio
Gabriele D’Annunzio, nato a Pescara nel 1863 e morto a Gardone Riviera nel 1938, è un poeta che occupò una posizione centrale nella letteratura e nella vita politica dell’Italia dal 1914 fino al momento della sua morte. Fu un personaggio pubblico eccentrico ed eclettico, come tuttora testimoniano gli interni della sua residenza al Vittoriale.
Discusso, amato od odiato, oltre a quella letteraria, ebbe anche una notevole carriera politica. Rifiutata la cattedra di letteratura italiana che era stata di Giovanni Pascoli, partecipò come volontario alla Prima guerra mondiale con alcune azioni dimostrative navali ed aeree e il volo su Vienna (un gesto considerato ancora ai giorni d’oggi una grande impresa aeronautica).
La Prima guerra mondiale
Nel 1915 ritornò in Italia, conducendo da subito una intensa propaganda interventista. L’Italia del 1915 era infatti una nazione frammentata in due schieramenti nettamente opposti tra loro: i neutralisti e gli interventisti.
Gli interventisti come D’Annunzio erano coloro che volevano entrare in guerra a fianco o contro l’Austria, per poter ottenere in cambio Trentino, Friuli Venezia Giulia e l’Istria senza Fiume; i neutralisti, invece, erano rappresentati dalla maggior parte della popolazione e dei membri parlamentari e proponevano il non-intervento da parte dell’Italia nella Prima guerra mondiale, in cambio delle terre sopracitate, mancanti per l’unificazione della nazione.
Il governo italiano cerca trattative con l’Austria, ma questa si oppone ad ogni tipo di approcci italiani, con promesse con il “contagocce”. Così nel 1915 il nostro governo prende contatti con l’Intesa e, attraverso il Patto segreto di Londra, l’Italia si impegna ad allearsi con essa dietro promessa di Trentino, Friuli e Istria senza Fiume.
Più tardi il Parlamento vota i pieni poteri al governo, che con 407 voti a favore e 74 contrari, vota l’intervento dell’Italia nel conflitto della Prima guerra mondiale.
D’Annunzio, dopo tale avvenimento, si arruola volontario e, nel gennaio del 1916, costretto a un atterraggio d’emergenza, subisce una lesione all’altezza della tempia e dell’arcata sopraccigliare, sbattendo contro la mitragliatrice del suo aereo. Non curò la ferita per un mese, perdendo un occhio. Dopo una breve convalescenza, tornò in guerra continuando a partecipare ad azioni belliche aeree e di terra.
L’occupazione di Fiume
Nel 1919 organizzò un clamoroso colpo di mano paramilitare, guidando una spedizione di “legionari” all’occupazione della città di Fiume, che le potenze alleate vincitrici non avevano assegnato all’Italia. Con questo gesto D’Annunzio raggiunse l’apice del processo di edificazione del proprio mito personale “immaginifico” e politico.
L’11 e 12 settembre 1919, la crisi di Fiume. La città, occupata dalle truppe alleate, aveva chiesto d’essere annessa all’Italia. D’Annunzio con una colonna di volontari occupa Fiume e vi instaura il comando del “Quarnaro liberato”. Il 12 novembre 1920 viene stipulato il Trattato di Rapallo: Fiume diventa città libera, Zara passa all’Italia.
Ma D’Annunzio non accettò l’accordo e il governo italiano fece sgomberare i legionari con la forza.
Il dopoguerra e il fascismo
Al volgere della guerra, D’Annunzio si fa portatore di un vasto malcontento, insistendo sul tema della “vittoria mutilata” e chiedendo, in sintonia con una serie di voci della società e della politica italiana, il rinnovamento della classe dirigente in Italia.
Questo vasto malcontento trovò ben presto il suo portavoce e capo carismatico in un volto nuovo della politica italiana: Benito Mussolini.
Questo personaggio politico, dotato di notevole influenza, forzerà la mano delle istituzioni, si servirà di atti di squadrismo e d’intimidazione politica, che poi culmineranno il 28 ottobre del 1922, con la Marcia su Roma, dove otterrà così l’incarico di costituire il Governo.
Mussolini inizia nel 1925 con opere di smantellamento delle strutture istituzionali, con la formazione di un regime a partito unico, basato sull’unione tra istituzioni politiche dello Stato e istituzioni fasciste.
Mussolini mantiene in vita la monarchia e lo Statuto Albertino (il quale però riveste un ruolo formale).
Egli opera un radicale ridimensionamento del potere legislativo del Parlamento che rettifica solo le iniziative del governo:
- Tutti i partiti politici (tranne il fascismo) sono sciolti, le loro pubblicazioni vietate e i loro esponenti privati della carica parlamentare.
- Si istituisce un organismo giudiziario particolare, il tribunale speciale per la difesa dello Stato, sottratto al controllo della magistratura e composto di militari e membri della milizia, per giudicare i reati contro la sicurezza dello Stato.
- Si abolisce il diritto di sciopero e i sindacati sono ridotti al silenzio.
- Le amministrazioni comunali cessano di essere elettive e sono sottoposte al controllo di un podestà, sostitutivo del sindaco, di nomina governativa.
- Non vi sono più consultazioni elettorali perché la legge del 1928 prevede che i votanti accettino o respingano una lista di 400 candidati, designati dal partito fascista (non viene garantita la segretezza di voto). Egli è titolare di più ministeri: degli Interni, degli Esteri e della Guerra.
Siamo di fronte ora alla dittatura del Duce.
Al suo partito Mussolini dà il compito di inquadrare il popolo in organizzazioni di massa che devono creare attorno al regime l’adesione dei vari settori della popolazione.
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Estetismo - tesina
Si partirà dall’analisi del significato che tale parola assunse con Gabriele D’Annunzio nel Decadentismo (corrente nella quale trova la sua massima espressione), per discutere poi su cosa esprima il termine al giorno d’oggi.
Si prenderà in considerazione l’influenza dei mass-media sulle scelte dell’uomo che, “bombardato” in continuazione da pubblicità, è giunto a trasformare il significato di “estetismo”, concependolo ora come bisogno di esprimere se stessi scegliendo ciò che “socialmente” aggrada di più.
Analizzando la natura della pubblicità e del diritto che molto più spesso al giorno d’oggi impone sanzioni sempre più consistenti a pratiche commerciali scorrette, giungeremo a constatare l’effetto che tali informazioni forniteci dai mezzi di comunicazione di massa esercitano sull’odontoiatria.
Esaminando i canoni di bellezza forniti dai media e i reali canoni estetici per la creazione di una protesi soddisfacente, si approfondiranno i materiali estetici di realizzazione, tenendo in considerazione un metodo alternativo per avere “denti più bianchi” per i non portatori di protesi, come lo sbiancamento.
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