Pantone Eliseo V G 2007/2008
Sommario
- Storia: Seconda Rivoluzione Industriale
- Invenzione del telefono.
- Italiano: Pirandello
- Incomunicabilità tra gli uomini.
- Vita, poetica e opere.
- Diritto: Le creazioni dell’ingegno
- Le invenzioni.
- I diritti d’autore.
- Inglese: Joseph Conrad
- Life and Works.
- English Colonialism.
- Telecomunicazioni: Trasmissione dati digitali
- Tipi di codifica.
- Teoria dell’informazione.
- Sistemi: Filtraggio digitale
- FIR (risposta impulsiva finita).
- IIR (risposta impulsiva infinita).
- Elettronica: Conversione analogico/digitale
- Filtraggio del segnale.
- Campionamento.
- Quantizzazione.
Bibliografia
- Storia e ricerca – Carlo Cartiglia.
- Il sistema letterario – Salvatore Guglielmino / Hermann Grosser.
- Diritto ed economia industriale – Simone Crocetti / Luigi Fici.
- Il mondo delle telecomunicazioni - Francesco Buffa.
- Sistemi 3 – A. De Santis / M. Cacciaglia / C. Maggese.
- Wikipedia, l’enciclopedia libera.
La Seconda Rivoluzione Industriale
Dal 1870 l’economia europea si trasforma, si passa dallo stadio del cavallo a quello della ferrovia, dell’automobile, dell’aereo. L’industria si afferma come settore preminente.
Culla della Rivoluzione Industriale è l’Inghilterra, e da lì successivamente si diffonde nel resto d’Europa, in America e in Asia. Il mondo industrializzato subisce un cambiamento sostanziale, grazie all’impiego delle macchine e all’utilizzo di nuove fonti energetiche inanimate (combustibili fossili).
In questo periodo progredisce la conoscenza del pianeta, l’uomo pare sempre più in grado di controllare e dominare il mondo.
La Seconda Rivoluzione Industriale è l’epoca dell’acciaio, della chimica, dell’elettricità, del motore a scoppio; sono gli anni in cui compaiono tanti oggetti comuni ancora oggi indispensabili, come telefono, telegrafo senza fili, cinematografo, ascensore elettrico, lampadina a filamento, autobus e tram, pneumatici, macchina per scrivere, automobile.
La caratteristica che più la differenzia dalla precedente Rivoluzione Industriale sta nel fatto che le innovazioni tecnologiche non sono frutto di scoperte occasionali ed individuali, bensì da ricerche specializzate in laboratori scientifici e nelle università finanziate dagli imprenditori e dallo Stato per il miglioramento dell’apparato produttivo: si può dire che la scienza si applica all’industria.
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I fattori che determinano la Seconda Rivoluzione Industriale sono:
Nuovi materiali
Si ha la scoperta dell’acciaio che è molto più malleabile e resistente del ferro, e con ciò si creano i primi altiforni, l’acciaio è il simbolo della nuova rivoluzione. Poi si hanno molte innovazioni grandiose nel campo della chimica, la scoperta della dinamite, della gomma, del petrolio. Vengono scoperti vaccini contro malattie fino ad allora incurabili come il morbillo tramite la scoperta e lo studio dei micro-organismi.
Energia elettrica
Era stata scoperta nel secolo precedente con Volta ma era stato limitato il suo studio alla pila. Ora viene sfruttata al meglio, prima per i telegrafi con Morse 1840, poi con l’elettromagnetismo con Faraday, e Siemens che creò anche la dinamo nel 1880. Fu inventato il telefono da Meucci e il telegrafo senza fili di Marconi. Un’altra innovazione dovuta all’elettricità fu l’illuminazione delle strade.
Motori e macchine
Con l’avvento dell’elettricità, si formano nuovi tipi di fonti di energia: motori a scoppio inventati da Diesel, non si utilizza più il carbone, ma il petrolio. Le prime fabbriche di automobili si vengono a creare in questo periodo e nel 1903 si ha il primo aereo dei fratelli Wright che volò per 266 m.
Trasporti, commercio
Le navi diventano più veloci con motori a vapore o a scoppio. Si ha la costruzione di molti canali tra cui: Canale di Suex, Corinto, Panama. Le reti ferroviarie diventano imponenti, tra le più famose quella che unisce le due coste est-ovest dell’America, la Coast-to-coast.
Nuova industria
Si ha la divisione del lavoro, ogni singolo individuo compie una sola mansione, sempre con lo stesso utensile o macchinario e ciò favorisce la velocità e la produzione dell’industria a scapito di qualità e soprattutto creatività. Si creano operai massa e operai specializzati. Si fanno cicli continui, con produzione in serie di pezzi intercambiabili. Taylor afferma che se ognuno si specializza in una determinata cosa si riesce a rendere migliore il sistema.
In questi anni si ha però una grossa crisi; anche se erano state stabilite le ore lavorative e quindi ciò significava minore sfruttamento, i salari sono aumentati di pochissimo. Oltre all’industria la crisi colpì anche l’agricoltura con molti contadini che emigrarono perché vennero oppressi dai dazi sul loro raccolto. Fattore importante della crisi fu la scarsa disponibilità di oro che non riusciva a soddisfare il mercato.
Invenzione del telefono
La paternità dell’invenzione del telefono fu attribuita ad Antonio Meucci che nel 1860 dimostrò il funzionamento del suo apparecchio che chiamò teletrofono, anche se forse il primato spetta ad un altro italiano, Innocenzo Manzetti, che riuscì a realizzare un apparecchio elettrico in grado di comunicare a distanza già negli anni cinquanta dell’Ottocento, ma senza riuscire a sviluppare ulteriormente il progetto. Manzetti battezzò la sua invenzione, basata sull’induzione elettromagnetica, “télégraphe parlant”.
Innocenzo Manzetti, come riportano numerose testimonianze dell’epoca (giornali italiani e internazionali del 1864/65 che parlarono della dimostrazione pubblica), riuscì a realizzare un apparecchio elettrico in grado di comunicare a distanza utilizzando in principio di induzione magnetica mentre il primo dispositivo di Meucci consisteva in due fili attorcigliati e stretti tra i denti. Meucci, avuta notizia dai giornali, scrisse a Manzetti parlando di idee simili.
Manzetti morì a 52 anni nel 1877, tutti i suoi prodotti scientifici (bussole, barometri, termometri ed il prototipo del “téléphone”) vennero ceduti dalla moglie Maria Rosa Anzola, con atto notarile del 7 febbraio 1880, a due viaggiatori americani: Max Meyer, uomo d’affari, e Horace H. Eldred che si scoprì essere direttore dei telegrafi di New York.
Nel 1860 Philipp Reis presentò una macchina per la trasmissione elettronica di suoni musicali tramite una barretta vibrante sotto l’influenza di un campo magnetico. Detto dispositivo non era comunque in grado di trasmettere la voce.
Elisha Gray lo inventò indipendentemente e ne diede dimostrazione nel 1876, ma due ore prima di presentare la richiesta di brevetto, Alexander Graham Bell presentò la sua (anche se il progetto da lui proposto non funzionava). Come risultato, soprattutto negli Stati Uniti e Canada, Alexander Graham Bell viene accreditato dell’invenzione.
Nel 1871 Meucci aveva presentato un brevetto provvisorio, da rinnovarsi annualmente al costo di 10 dollari, ma aveva potuto rinnovarlo solo fino al 1873, non potendosi permettere la cifra di 200 dollari per il brevetto definitivo.
L’11 giugno 2002 il Congresso degli Stati Uniti ha riconosciuto, storicamente, ad Antonio Meucci la paternità del telefono.
Pirandello
“…ognuno ha la sua verità, che nasce dal suo modo soggettivo di vedere le cose. Da ciò deriva un’inevitabile incomunicabilità tra gli uomini, dato che ciascuno fa riferimento alla realtà come gli appare, mentre non può sapere come sia per gli altri. L’incomunicabilità accresce il senso di solitudine dell’uomo che scopre di essere”
nessuno.
Vita
Pirandello nacque nel 1867 a Càvusu, luogo che al momento della sua nascita aveva cambiato la sua denominazione originaria in “Caos”, (al comune di Girgenti, oggi Agrigento), da Stefano e Caterina Ricci Gramitto, in una famiglia di agiata condizione borghese dalle tradizioni risorgimentali. La famiglia di Pirandello viveva in una situazione economica agiata, grazie al commercio e all’estrazione dello zolfo.
Compiuti gli studi liceali, frequentò la facoltà di lettere all’Università di Roma, laureandosi poi a Bonn, dove rimase per un certo tempo come lettore di italiano. Nel 1894, a Girgenti, Pirandello sposò Maria Antonietta Portulano, figlia di un ricco socio del padre. Questo matrimonio probabilmente concordato soddisfaceva anche gli interessi economici della famiglia di Pirandello.
Si trasferì in seguito a Roma, dove a partire dal 1897 sino al 1922 insegnò stilistica italiana all’Istituto Superiore di Magistero, dedicandosi nel contempo all’attività letteraria; nel 1934 gli fu conferito il premio Nobel. Nel 1904 una frana nelle miniere di zolfo provoca il disastro economico della famiglia; la moglie ne riporta una crisi nervosa destinata ad aggravarsi col tempo e che si manifesta fra l’altro con un’ingiustificata, patologica gelosia (nel 1919 viene internata in una casa di cura); ogni tentativo del marito di dimostrare che la realtà non è come pare alla moglie risulta vano.
Nel 1924 Pirandello chiede la tessera del Partito fascista; lo fa dopo il delitto Matteotti, quando non c’era più da illudersi sulla vera natura di questo movimento, che si avviava a diventare regime; questo è appunto un gesto sul quale si è molto discusso, ma del quale risulta ancora difficile spiegare le ragioni.
Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: Dall'invenzione del telefono alla trasmissione dat
Autore: Eliseo Pantone
Descrizione: questa tesina è stata scritta per l'esame di maturità nell'indirizzo elettronica e telecomunicazioni.
Materie trattate: storia, italiano, diritto, inglese, telecomunicazioni, sistemi, elettronica
Area: tecnologica
Sommario: la seconda rivoluzione industriale
Dal 1870 l'economia europea si trasforma, si passa dallo stadio del cavallo a quello della ferrovia, dell'automobile, dell'aereo. L'industria si afferma come settore preminente. Culla della Rivoluzione Industriale è l'Inghilterra, e da lì successivamente si diffonde nel resto d'Europa, in America e in Asia. Il mondo industrializzato subisce un cambiamento sostanziale, grazie all'impiego delle macchine e all'utilizzo di nuove fonti energetiche inanimate (combustibili fossili).
In questo periodo progredisce la conoscenza del pianeta, l'uomo pare sempre più in grado di controllare e dominare il mondo.
La Seconda Rivoluzione Industriale è l'epoca dell'acciaio, della chimica, dell'elettricità, del motore a scoppio; sono gli anni in cui compaiono tanti oggetti comuni ancora oggi indispensabili, come telefono, telegrafo senza fili, cinematografo, ascensore elettrico, lampadina a filamento, autobus e tram, pneumatici, macchina per scrivere, automobile.
La caratteristica che più la differenzia dalla precedente Rivoluzione Industriale sta nel fatto che le innovazioni tecnologiche non sono frutto di scoperte occasionali ed individuali, bensì da ricerche specializzate in laboratori scientifici e nelle università finanziate dagli imprenditori e dallo stato per il miglioramento dell'apparato produttivo; si può dire che la scienza si applica all'industria.
I fattori che determinano la Seconda Rivoluzione Industriale sono:
- Nuovi materiali: si ha la scoperta dell'acciaio che è molto più malleabile e resistente del ferro, e con ciò si creano i primi altiforni, l'acciaio è il simbolo della nuova rivoluzione. Poi si hanno molte innovazioni grandiose nel campo della chimica, la scoperta della dinamite, della gomma, del petrolio. Vengono scoperti vaccini contro malattie fino ad allora incurabili come il morbillo tramite la scoperta e lo studio dei micro-organismi.
- Energia elettrica: era stata scoperta nel secolo precedente con Volta ma era stato limitato il suo studio alla pila. Ora viene sfruttata al meglio, prima per i telegrafi con Morse 1840, poi con l'elettromagnetismo con Faraday, e Siemens che creò anche la dinamo nel 1880.