Liceo “Piero Calamandrei” 5°BV
Davide Esposito
Indice
Prefazione
5 – 7
Capitolo I – Letteratura italiana
8–10
Pier Paolo Pasolini: un “visionario”
- Pasolini e la società
- La vita
- Intervista ad opera di Enzo Biagi
- Scritto di Pasolini
Capitolo II – Storia
11–14
Il Fascismo, la Guerra e la Costituzione
- Il Fascismo e la II Guerra Mondiale
- 1. Le origini del Fascismo
- 2. Il Fascismo al potere
- 3. La dittatura fascista
- 4. La II Guerra Mondiale e la caduta del Fascismo
Capitolo III – Filosofia
15–23
Il lavoro, Marx e la Costituzione
- Manifesto del Partito Comunista
- Mappa concettuale
- 1. Il Capitale
- 2. Mappa concettuale
Capitolo IV – Inglese
24–25
United States Declaration of Independence
Capitolo V – Fisica
26–27
Creazione della bomba atomica: il contributo di un italiano
- 1. Enrico Fermi
- 2. L’esperimento di Fermi
- 3. Il rallentamento dei neutroni
Capitolo VI – Scienze naturali
28–31
L’ambiente e la Costituzione
- 1. Articolo scritto dal WWF
Capitolo VII – Storia dell’arte
32–35
Il Futurismo: preludio al Fascismo
- 1. Manifesto futurista
- 2. Relazione tra Futurismo e Fascismo
Umberto Boccioni
- 1. Biografia e vita artistica
Capitolo VIII – Letteratura latina
36–39
Marco Fabio Quintiliano
- 1. Quadro storico
- 2. La vita
- 3. Lo stile
- 4. Il pensiero
- 5. Punti chiave della riflessione Quintilianea
- 6. La retorica secondo Quintiliano
- 7. Institutio Oratoria
“La nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere”. Discorso
Piero Calamandrei, sulla Costituzione
“La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Prefazione
Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità”. Piero Calamandrei,
Discorso sulla Costituzione
Costituzione “estranea”
In questo breve percorso, affronteremo un tema di scottante attualità, ovvero, quello relativo alla Costituzione Italiana del 1948.
Tale argomento è attualissimo, in quanto, tale Costituzione in questi anni è stata oggetto di critiche e, per questo, molti politici hanno espresso il desiderio (o la necessità) di modificarla. Non ci è concesso sapere, con certezza, se questa volontà di modifica, a carico della nostra costituzione, sia alimentata da un sentimento patriottico, volto a salvaguardare il “bene comune”, oppure se esso sia dovuto alla necessità di tutelare interessi personali di alcuni “politicanti”.
Di fatto, ci si potrebbe sbilanciare dicendo, che la Costituzione attualmente in vigore è quasi perfetta e può essere considerata un vanto per la nostra nazione: basterebbe “solo” conoscerla e rispettarne i principi. Essa, infatti, tra tutte le costituzioni in vigore, è tra le più moderne e rigide: essa è difficile da modificare.
Ciò è dovuto al fatto che i nostri padri costituenti, avendo assistito di persona a un fenomeno dittatoriale, quale fu il Fascismo, con lo sguardo rivolto al passato (infatti lo statuto Albertino, in vigore prima dell’avvento fascista, era una costituzione troppo debole, poiché facilmente modificabile), crearono una vera e propria “arma anti-fascista” che tutelasse la libertà del popolo. 6
La Costituzione italiana, dunque, è frutto di due eventi catastrofici, che hanno segnato irrimediabilmente la storia e la coscienza degli italiani, nonché, dell’umanità intera: il Fascismo e la Seconda Guerra Mondiale.
Potremmo dire, fornendo una spiegazione semplicistica, che il fenomeno bellico, iniziato nel ’39, ha avuto origine a causa del Fascismo e, più in generale, dei Nazionalismi esasperati, promulgati da Mussolini e Hitler. A sua volta, potremo individuare le origini del pensiero fascista, in un movimento ad esso antecedente e di matrice artistico-letteraria, ma che presentava le stesse gesta aggressive e dinamiche: il Futurismo.
Il movimento futurista nasce, ufficialmente, il 20 febbraio 1909, con il Manifesto Futurista, scritto dall’italiano Filippo Tommaso Marinetti. Prefazione
Lo sviluppo della storia del Novecento, quindi, fa susseguire una serie di eventi, in qualche modo concatenati, come: Futurismo, ascesa del Fascismo e scoppio della Seconda Guerra Mondiale, concludendosi con un atto finale, degno degli orrori commessi in quegli anni dalle grandi potenze.
Ovvero, il Presidente degli Stati Uniti, Truman, nell’agosto ’45, diede l’ordine di far esplodere sulle città di Hiroshima e Nagasaki una nuova e terribile arma: la bomba atomica.
Quest’ultima rase al suolo le due città, che ancora oggi pagano le conseguenze delle radiazioni emesse da quella micidiale arma.
L’atomica presenta anche un briciolo di italianità; essa, infatti, è nata anche grazie alle scoperte dell’italiano Enrico Fermi, che si occupò di collaudare l’atomica nel progetto Manhattan, prima che essa fosse sganciata sui territori nipponici.
Nell’immediato dopoguerra, si sancì tramite referendum popolari che l’Italia avrebbe dovuto assumere sembianze Repubblicane e democratiche: nacque così, nel ’46, la Repubblica Italiana e, nello stesso anno, fu eletta un’Assemblea Costituente.
Tale assemblea nominò 75 membri che, in un anno e mezzo, diedero vita al primum Repubblicano. Queste 75 menti svolsero l’arduo compito di far confluire, all’interno di un unico testo, matrici ideologiche differenti: quella Democratica, quella Cattolica, quella Liberale, e quella Comunista.
La presenza di tale “mix-ideologico”, all’interno della costituzione, è riscontrabile, in parte, già nel primo articolo dei Fondamentali: “L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul Lavoro, la sovranità appartiene al popolo, che la esercita entro i limiti della Costituzione”.
Risalta, all’interno di questo primo articolo, l’importanza che ha il “lavoro” all’interno della società italiana. Dunque, è facile collegare tale considerazione del lavoro, a una matrice prettamente comunista.
Potremo asserire che il lavoro, in effetti, è l’essenza dell’uomo, ma può essere anche fattore “alienante”, 7 se sfruttato; dello stesso parere era il fondatore del comunismo Karl Marx.
“Vero”: Tra le ideologie prima citate, quella Democratica, di matrice Rousseauiana, è molto vicina alla Dichiarazione di Indipendenza Americana del 1776. Rousseau, infatti, con le sue idee democratiche influenzò molto la stesura di quest’ultima.
Comunque, l’unica pecca attribuibile alla Costituzione italiana, è, per certo, l’assenza, al suo interno, di articoli che tutelino pienamente l’ambiente e che possano imporre il rispetto di un piano ecologico ben definito.
Per ovviare a ciò, vi è la Costituzione Europea, che contiene norme ecologiche da rispettare, però ciò non è sufficiente. In Italia, infatti, l’inquinamento è un fenomeno diffusissimo, che, per anni è stato sottovalutato. Prefazione
Però, c’è da sottolineare che, anche laddove la nostra Costituzione non presenta pecche, i suoi principi, nei fatti, non vengono rispettati e applicati.
Ciò è dovuto, sostanzialmente, al fatto che molti non conoscono i principi Costituzionali e, probabilmente, non si preoccupano nemmeno di conoscerli. Il popolo italiano ha altri interessi.
Così, ci ritroviamo nel bel mezzo di una crisi di valori, in primis, che ci sta sottraendo la parte umana del nostro essere. Stiamo diventando tutti robot che guardano solo ai propri interessi e che si interessano solo di cose futili, con una media cultura (“piccolo-borghese”).
Le cause di questo “appiattimento” del popolo italiano furono individuate da un grande pensatore, già mezzo secolo fa. Egli, con precisione, individuò la causa prima nel mezzo televisivo: sì, la “banalissima televisione”.
Attraverso di essa, poteri forti hanno instaurato una nuova forma dittatoriale, ben più aggressiva e pericolosa di quella fascista.
Per ovviare a questa situazione, una soluzione potrebbe essere individuata in un testo pedagogico latino, la Institutio Oratoria, di Marco Flavio Quintiliano.
In quest’opera di dodici volumi, Quintiliano sostiene che la decadenza del suo tempo (le fasi finali del grande Impero Romano) sarebbe potuta essere debellata solo attraverso la formazione di nuove generazioni, dotate di una cultura eccezionale e libera, così, da ogni forma corruttrice. 8
Letteratura italiana
Pier Paolo Pasolini non è direttamente collegabile al discorso costituzionale, però, mediante il suo pensiero si possono individuare le cause del decadimento dei principi costituzionali e della cultura italiana.
Egli, infatti, può essere considerato un “visionario”, in quanto, già attorno agli anni ’60, capì e denunciò pubblicamente gli effetti deleteri che la “banalissima” televisione stava producendo sulle menti degli italiani.
Pasolini, dunque, individuò all’interno della società un processo catastrofico di “massificazione” che induceva il popolo italiano ad “appiattirsi”, seguendo modelli di vita “standard”, legati ad un edonismo spietato e, soprattutto, lontani da una cultura sana.
Questo processo di “massificazione” è considerato, da Pasolini, una nuova forma di dittatura, ben più grave rispetto a quella fascista.
Infatti, mentre quella fascista, in un certo qual modo, era più rumorosa ed esterna alla società, quella legata alla “società dei consumi” è, invece, silenziosa e ben radicata nelle menti della società, ma soprattutto essa è incontrastata.
A mio modo di vedere, mentre i totalitarismi erano contrastati da Stati liberal-democratici, questo nuovo tipo di dittatura “ideologica” è un fenomeno globale, voluto da tutte le potenze mondiali.
Dunque, potremo dire, che una nuova forma dittatoriale si è imposta all’interno della società, ed è ben più potente rispetto a quella fascista, che, come detto nel Capitolo I: Prefazione, fu tanto condannata dalla Costituente nel ’47.
Inoltre, tale dittatura è dovuta soprattutto a un calo considerevole del livello culturale del popolo italiano, che ha dato vita a una classe prevalente all’interno del tessuto sociale: quella che Pasolini definì “piccolo-borghese”.
Pier Paolo Pasolini: un visionario
1. La vita
Pier Paolo Pasolini nacque a Bologna nel 1922, da una famiglia borghese. Si laureò nel 1945 all’Università bolognese, trattando una tesi su Pascoli.
Tra il 1942 e il 1949 insegnò nel paese natale della madre, a Casarsa, in Friuli, dove entrò in contatto con l’arcaico mondo contadino. Nel ’49 9 fu costretto a lasciare il paese a causa di uno scandalo legato alla sua dichiarata omosessualità.
Così si trasferì a Roma, dove preso da una difficile situazione economica e dallo scenario inquietante del dopoguerra, carico di conflitti sociali, sviluppò una forte concezione marxista.
D’ora in avanti Pasolini, nelle sue opere letterarie, tratterà tematiche realistiche e civili.
In questi anni scrisse due romanzi che gli assicurarono un’ampia fama: Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959). Inoltre, nel 1955 fondò una rivista chiamata “Officina” che determinò un rinnovamento rispetto alla tradizione ermetica e neorealistica.
Nel 1960 Pasolini intuì che il popolo italiano aveva subito, in conseguenza al boom economico, una “mutazione antropologica” che determinò il distacco dalle antiche radici contadine.
In questo contesto, Pasolini ritiene finito il compito storico della letteratura e si avvicina a nuove forme comunicative: il cinema e il giornalismo.
Pasolini dal ’61 in poi, dunque, si dedicò principalmente all’attività cinematografica ed a quella giornalistica.
In qualità di regista, produsse diversi film, tra il ’61 e il ’75 (anno della sua morte), che però destarono molto scalpore.
Stesso risultato, seppur con conseguenze più gravi, lo ottenne attraverso la sua attività giornalistica, volta spesso a colpire coraggiosamente chi deteneva il potere, o meglio quelli del “Palazzo”, come egli stesso li definiva; ma spesso egli andò anche a polemizzare contro quella classe “piccolo-borghese” ormai corrotta e in piena degenerazione.
Fu assassinato presso Lido di Ostia il 2 novembre 1975.
Il tipo di persone che amo di gran lunga di più sono le persone che possibilmente non abbiano fatto neanche la quarta elementare, cioè le persone assolutamente semplici.
Ma non ci metta della retorica in questa mia affermazione: non lo dico per retorica, lo dico perché la cultura piccolo-borghese è qualcosa che porta sempre della corruzione, delle impurezze, mentre un analfabeta, uno che ha fatto solo i primi anni delle elementari, ha sempre una certa grazia che poi va perduta attraverso la cultura.
Poi la si ritrova ad un altissimo grado di cultura, ma la cultura media è sempre corruttrice. 10
(Pier Paolo Pasolini, intervista di Enzo Biagi)
Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi.
Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole.
Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro è tale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. Italiana
L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere è la peggiore delle repressioni della storia umana.
Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d’informazioni.
Le strade, la motorizzazione ecc. hanno oramai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale.
Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali.
Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè – come dicevo – i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo.
Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane.
L’antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione: e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l’unico fenomeno culturale che “omologava” gli italiani.
Ora esso è diventato concorrente di quel nuovo fenomeno culturale “omologatore” che è l’edonismo di massa: e, come concorrente, il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo.
Non c’è infatti niente di religioso nel modello del Giovane Uomo e della Giovane Donna proposti e imposti dalla televisione.
Essi sono due persone che avvalorano la vita solo attraverso i suoi Beni di consumo (e, s’intende, vanno ancora a messa la domenica: in macchina).
Gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della Produzione creatrice di benessere (o, meglio, di salvezza dalla miseria).
Lo hanno accettato: ma sono davvero in grado di realizzarlo? No.
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Introduzione Costituzione Estranea tesina
In questa tesina di maturità affronteremo un tema di scottante attualità, ovvero, quello relativo alla Costituzione italiana del 1948. Tale argomento è attualissimo, in quanto, tale Costituzione in questi anni è stata oggetto di critiche e, per questo, molti politici hanno espresso il desiderio (o la necessità) di modificarla. Non ci è concesso sapere, con certezza, se questa volontà di modifica, a carico della nostra Costituzione, sia alimentata da un sentimento patriottico, volto a salvaguardare il “bene comune”, oppure se esso sia dovuto alla necessità di tutelare interessi personali di alcuni “politicanti”. Di fatto, ci si potrebbe sbilanciare dicendo, che la Costituzione attualmente in vigore è quasi perfetta e può essere considerata un vanto per la nostra Nazione: basterebbe “solo” conoscerla e rispettarne i principi. Essa, infatti, tra tutte le costituzioni in vigore, è tra le più moderne e rigide: essa è difficile da modificare. Ciò è dovuto al fatto che i nostri padri costituenti, avendo assistito di persona a un fenomeno dittatoriale, quale fu il Fascismo, con lo sguardo rivolto al passato (infatti lo Statuto Albertino, in vigore prima dell’avvento fascista, era una costituzione troppo debole, poiché facilmente modificabile), crearono una vera e propria “arma anti-fascista” che tutelasse la libertà del popolo.
La Costituzione italiana, dunque, è frutto di due eventi catastrofici, che hanno segnato irrimediabilmente la storia e la coscienza degli italiani, nonché, dell’umanità intera: il Fascismo e la Seconda Guerra Mondiale. Potremmo dire, fornendo una spiegazione semplicistica, che il fenomeno bellico, iniziato nel 1939, ha avuto origine a causa del Fascismo e, più in generale, dei Nazionalismi esasperati, promulgati da Mussolini e Hitler. A sua volta, potremo individuare, le origini del pensiero fascista, in un movimento ad esso antecedente e di matrice artistico-letteraria, ma che presentava le stesse gesta aggressive e dinamiche: il futurismo. Il movimento futurista nasce, ufficialmente, il 20 febbraio 1909, con il Manifesto Futurista, scritto dall’italiano Filippo Tommaso Marinetti.
Lo sviluppo della storia del Novecento, quindi, fa susseguire una serie di eventi, in qualche modo concatenati, come: Futurismo, ascesa del fascismo e scoppio della Seconda Guerra Mondiale, concludendosi con un atto finale, degno degli orrori commessi in quegli anni dalle grandi potenze. Ovvero, il Presidente degli Stati Uniti, Truman, nell’agosto ’45, diede l’ordine di far esplodere sulle città di Hiroshima e Nagasaki una nuova e terribile arma: la Bomba atomica. Quest’ultima rase al suolo le due città, che ancora oggi pagano le conseguenze delle radiazioni emesse da quella micidiale arma. L’atomica, presenta anche un briciolo di italianità; essa, infatti, è nata anche grazie alle scoperte dell’italiano Enrico Fermi, che si occupò di collaudare l’atomica nel progetto Manhattan, prima che essa fosse sganciata sui territori nipponici.
Nell’immediato dopoguerra si sancì tramite referendum popolari che l’Italia avrebbe dovuto assumere sembianze Repubblicane e democratiche: nacque così, nel ’46 la Repubblica Italiana e, nello stesso anno, fu eletta un’Assemblea Costituente. Tale assemblea nominò 75 membri che, in un anno e mezzo, diedero vita al primum Repubblicano. Queste 75 menti, svolsero l’arduo compito di far confluire, all’interno di un unico testo, matrici ideologiche differenti: quella Cattolica, quella Liberale, quella Democratica e quella Comunista. La presenza di tale “mix-ideologico”, all’interno della costituzione, è riscontrabile, in parte, già nel Primo articolo dei Fondamentali: “L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul Lavoro, la sovranità appartiene al popolo, che la esercita entro i limiti della Costituzione”. Risalta, all’interno di questo primo articolo, l’importanza che ha il “lavoro” all’interno della società italiana. Dunque, è facile collegare tale considerazione del lavoro, a una matrice prettamente comunista. Potremo asserire che, il lavoro, in effetti è l’essenza dell’uomo, ma può essere anche fattore “alienante”, se sfruttato; dello stesso parere era il fondatore del comunismo “vero”: Karl Marx. Tra le ideologie prima citate all'interno della tesina, quella Democratica, di matrice Rousseauiana, è molto vicina alla Dichiarazione di Indipendenza Americana del 1776. Rousseau, infatti, con le sue idee democratiche influenzò molto la stesura di quest’ultima.
Comunque, l’unica pecca attribuibile alla Costituzione italiana è per certo, l’assenza, al suo interno, di articoli che tutelino pienamente l’ambiente e che possano imporre il rispetto di un piano ecologico ben definito. Per ovviare a ciò, vi è la Costituzione Europea, che contiene norme ecologiche da rispettare, però ciò non è sufficiente. In Italia, infatti, l’inquinamento è un fenomeno diffusissimo, che, per anni è stato sottovalutato.
Però, c’è da sottolineare che, anche laddove la nostra Costituzione non presenta pecche, i suoi principi, nei fatti, non vengono rispettati e applicati. Ciò è dovuto, sostanzialmente, al fatto che molti non conoscono i principi Costituzionali e, probabilmente, non si preoccupano nemmeno di conoscerli. Il popolo italiano ha altri interessi. Così, ci ritroviamo nel bel mezzo di una crisi di valori, in primis, che ci sta sottraendo la parte umana del nostro essere. Stiamo diventando tutti robot che guardano solo ai propri interessi e che si interessano solo di cose futili, con una media cultura (“piccolo-borghese”). Le cause di questo “appiattimento” del popolo italiano furono individuate da un grande pensatore, Pier Paolo Pasolini, già mezzo secolo fa. Egli, con precisione, individuò la causa prima nel mezzo televisivo: sì, la “banalissima televisione”. Attraverso di essa, poteri forti, hanno instaurato una nuova forma dittatoriale ben più aggressiva e pericolosa di quella fascista.
Per ovviare a questa situazione, una soluzione potrebbe essere individuata in un testo pedagogico latino, la Institutio Oratoria, di Marco Flavio Quintiliano. In quest’opera di dodici volumi, Quintiliano, sostiene che la decadenza del suo tempo (le fasi finali del grande Impero Romano) sarebbe potuta essere debellata solo attraverso la formazione di nuove generazioni, dotate di una cultura eccezionale e libera, così, da ogni forma corruttrice.
Collegamenti
Costituzione Estranea tesina
- Italiano - Pier Paolo Pasolini: le nuove dittature e la società di massa.
- Storia - Fascismo e Seconda Guerra Mondiale.
- Filosofia - Karl Marx: il lavoro.
- Fisica - Enrico Fermi e le sue scoperte sul nucleo atomico.
- Scienze naturali - La Costituzione e l'ambiente.
- Inglese - La Dichiarazione d'Indipendenza americana.
- Storia dell'arte - Il futurismo: preludio al fascismo.
- Latino - Quintiliano: la Institutio Oratoria.