“Pechino, l'immensa capitale del più popoloso impero del mondo”
“Pechino, l'immensa capitale del più popoloso impero del mondo, che da migliaia d'anni si erge, al par di Roma, come sfida al tempo, a poco a poco s'immergeva fra le tenebre.
Le immense cupole a scaglie azzurre dai riflessi dorati dei giganteschi templi buddisti; i tetti gialli dal lampo accecante degli sterminati palazzi della corte imperiale; i mille ghirigori di porcellana del tempio dello spirito marino che racchiude le tre incarnazioni del filosofo Laotsz; i candidi marmi del tempio del cielo; le tegole verdi del tempio della filosofia; la foresta immensa di guglie e d'antenne sostenenti mostruosi draghi dorati cigolanti alla brezza; le punte arcuate di metallo dorato delle torri, dei bastioni, delle muraglie enormi della città interdetta, scomparivano fra le brume della sera”.
E. Salgari, “I figli dell’aria”
Indice
- Introduzione Pg. 1
- Introduzione storica Pg. 2
- Architettura della Città Proibita Pg. 5
- Planimetria Città Proibita Pg. 12
- Architettura Cinese Pg. 13
- Asse orizzontale ed asse Nord-Sud Pg. 13
- Simmetria bilaterale, giardini e corti Pg. 13
- Struttura abitativa Pg. 14
- Creature Mitologiche Pg. 15
- Yin e Yang, Teoria dei Cinque Elementi ed il Feng Shui Pg. 17
- Planimetria Pechino Pg. 19
- Bibliografia e Sitografia Pg. 20
Introduzione
I popoli della Cina si sono sempre rifugiati nella zona meridionale del paese: a causa di varie credenze popolari, infatti, credevano che il Nord fosse abitato da spiriti maligni e da tribù barbare pronte a sferrare il primo attacco.
Per proteggersi, i cinesi costruirono i loro insediamenti rivolti verso Sud, mentre per proteggersi da attacchi dal Nord eressero la Grande Muraglia, che costeggiava tutto il confine nordoccidentale del Paese.
Queste difese furono spesso travolte dalle tribù nomadi, che instaurarono vigorosi e stabili governi. Tali dinastie “esterne” avevano scelto come sede della loro capitale la grande pianura settentrionale, poiché era collocata a metà strada fra il loro paese d’origine e le loro ultime conquiste. Sembrava il luogo ideale per la nuova capitale, ma non era affatto così: la località era tutto tranne che favorevole, a causa dei seri problemi di approvvigionamento, che avrebbero portato ad una grave crisi di regime. Nonostante queste circostanze, Pechino emergeva, all’inizio del secolo quindicesimo, come centro culturale e amministrativo del Paese. Nel frattempo veniva eretta la Città Proibita, attraverso strutture complesse, costruite secondo lo studio attento e minuzioso dei dettagli e secondo l’architettura tradizionale cinese.
Con il passare del tempo, la Città Proibita divenne in effetti una prigione, in cui gli ultimi imperatori erano costretti a vivere isolati e infelici. Questo loro modo di vivere, attaccato a tradizioni ormai perdute, nel 1911 portò alla caduta della monarchia e sull’orlo della rivoluzione. L’ultimo scontro, fra i rivoluzionari e i residui monarchici, avvenne nel 1949, con la vittoria del partito comunista, che doveva riportare il paese a un totale rinnovamento e a spalancare le porte di quella città, che era stata considerata fino ad allora sacra.
Introduzione storica
Pechino, anche se non è sempre stata la capitale della Cina, ha comunque rivestito ruoli importanti.
Grazie alla sua posizione geografica fu centro dello stato feudale di Yan (8°-3° secolo a.C.), data la sua posizione di frontiera a Nord della Cina.
Con la caduta della dinastia imperiale dei T’ang, il suo ultimo imperatore affidò Pechino e le 16 prefetture al popolo dei Kitai, che erano originari delle montagne a Nord della città ma anche della Manciuria. Il popolo dei Kitai possedendo una parte della pianura del Nord fondarono una dinastia cinese assumendo il nome “Liao”. Nel 936 i Liao ribattezzarono l’antica città in Nanching, capitale del Sud.
Ai “Liao” seguirono i Chin, che conquistarono il potere attraverso la violenza e stabilirono 5 capitali fondamentali, rinominando Nanching in “Chung-tu”, capitale centrale (1153). La decisione di trasferire ancora la capitale a “Yenghing” fu dovuta al loro attaccamento alla cultura cinese, alle grandi pianure e alla sua posizione centrale. I Chin fecero costruire anche una nuova città, basata sulle vecchie mura settentrionali esistenti e ampliandola nelle altre direzioni: Sud, Est ed Ovest. All’interno di queste mura, la cittadella era costruita con gli stessi criteri della dinastia precedente, solamente più grande e leggermente fuori centro rispetto alla vecchia città.
Questa nuova cittadella costituiva la Città Imperiale, dove risiedeva l’imperatore e la sua corte.
Nel 1279, l’intero territorio cinese passava nelle mani di Quibilay, nipote di Gengis Khan, dando vita ad una nuova dinastia con il nome di Yuan. Quibilay, inizialmente, aveva intenzione di ricostruire la vecchia capitale dei Chin, anche se poi decise di costruirne una nuova e diede ordine di costruire una nuova capitale centrale, con nuove mura, nuovo fossato e un nuovo palazzo un po’ più a Nord-Est di Chung-tu.
Si crede che il nuovo sito prescelto fosse legato ai mongoli da una leggenda profetica, che raccontava che, lungo il confine settentrionale, esisteva una collinetta propiziatoria e che questa aveva la “forza vitale di fare i re”. Questa collinetta, in tale posizione era sfavorevole ai Chin, così i geomanti della dinastia pensarono che l’unica soluzione fosse quella di trasportare la collinetta nel territorio dei Chin. Di conseguenza inviarono ai mongoli molteplici doni per far sì che venisse accettato il permesso di trasportarla nel loro territorio. I mongoli, molto divertiti da questa proposta, acconsentirono e di lì a poco molti soldati imperiali iniziarono il lavoro, accatastando di nuovo la terra al Nord della città.
Una spiegazione più plausibile sull’origine della collina artificiale è che vi fosse un tempo un lago naturale e che durante alcuni lavori per renderlo più profondo, il fango estratto venisse accumulato, creando così un’isola. In quest’isola alla quale fu conferito il nome di Isola della Giada Fiorita, furono costruiti, prima dai Liao e poi dai Chin, palazzi adorni di bellissimi marmi. Pare che quest’isola sia stata il primo nucleo fondamentale sulla quale venne costruita in seguito la Città Proibita.
La dinastia dei Ming, per l’occidentali richiama delicate porcellane ed evoca una società raffinata, anche se in realtà questa dinastia ha seminato terrore nell’intero paese.
Il primo imperatore Hung Wu fece radere al suolo il Grande Interno, a causa di una superstizione. Peiping si sarebbe facilmente risollevata da questa devastazione, ma la dinastia ne avrebbe subito l’impronta per gli anni a venire.
L’imperatore Hung Wu abolì il sistema meritocratico dei ministri, accentrando sempre più il potere su di sé, facendo diventare i ministri ed i sottosegretari burattini nelle sue mani. Durante il governo di Hung Wu il terrorismo era all’ordine del giorno: dichiarò il primo ministro traditore e con lui vennero giustiziate altre 30.000 persone, che non avevano nessun tipo di legame con quest’ultimo. Molti cinesi vennero torturati e fatti morire dopo qualche tempo. Hung Wu istituì un nuovo modo di tortura, che consisteva nel tagliare a fette le vittime fino a farle morire lentamente con i prescritti 3357 colpi di coltello. Hung Wu destinò la successione al nipote, che fu costretto a fuggire sotto le vesti di monaco, per evitare la collera dello zio, che acquisì il potere con la violenza e causò migliaia di morti. L’usurpazione segnò un ruolo decisivo anche per Peiping, che venne ribattezzata Shun-T’ien-Fu, nota come Pechino, capitale del Nord. Mentre Nanchino venne ribattezzata Ying-T’ien-fu, capitale del Sud e assunse il ruolo di ausiliaria. Nel 1404 Yung Lo diede inizio alla ricostruzione di Pechino, per renderla degna del suo nuovo ruolo: essa aveva già subito notevoli mutamenti e la ricostruzione di Hung Lo modificò i confini settentrionali, spostandoli a 800 metri di distanza più a Sud.
Le mura meridionali della città degli Hüan furono usate per la Città Imperiale, mentre le mura meridionali del Grande Interno rimasero come base per la Città Proibita. La sua ristrutturazione durò 16 anni, dal 1404 al 1420, e in questo lasso di tempo aveva titolo di ausiliaria, che, dopo la morte di Yung Lo riacquistò, a causa delle attività bellicose delle tribù barbare. Il timore delle tribù barbare diede impulso a grandi opere di rinforzamento delle strutture di difesa: mura, porte, torri di guardia, fossati e ponti furono consolidati.
In Europa si conobbe la grandezza di Pechino attraverso “Il Milione” di Marco Polo e grazie ai missionari gesuiti, tra cui il più importante fu Matteo Ricci.
Alla dinastia dei Ming subentrò una dinastia di origine Manciù, che prese il nome di Ch’ing, grazie alla quale Pechino cominciò a trovarsi in una posizione più adatta per svolgere il ruolo di capitale. Il luogo infatti era ideale, in quanto stava in mezzo alla terra d’origine dei Manciù e le risaie dello Yangtze.
I maggiori palazzi, che ancora oggi si possono ammirare, sono ricostruzioni degli originali dei Ming ad opera dei Ch’ing.
All’inizio del XIX secolo gli europei, agli occhi dei cinesi, apparivano come un nuovo gruppo di barbari fastidiosi. La prima grande sconfitta dei cinesi a opera degli inglesi, si ebbe con la guerra dell’oppio del 1839-1842: quando gli inglesi minacciarono di cessare il rifornimento di cereali, occupando un tratto del Grande Canale, l’imperatore dei Ch’ing scese subito a patti, stipulando così il primo trattato commerciale. La guerra si svolse poco più a Sud della capitale, e quando gli inglesi giunsero nei pressi di Pechino, si decise allora di rinforzare le difese del Paese.
Nel 1912 la Città Proibita cessò di essere il centro del potere cinese: P’u-yi abdicò pur mantenendo il titolo e ottenne di ricevere una piccola pensione annua, gli fu permesso inoltre di rimanere a vivere nella città e successivamente di vivere nel Palazzo d’Estate.
A seguito della vittoria della guerra civile, nel 1949 Mao Tse-tung proclamò la nascita della Repubblica Popolare Cinese, stabilendo la capitale a Peiping, rinominata Pechino.
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Introduzione Cina: Città proibita, tesina
La seguente tesina di maturità per Istituto tecnico geometri vuole essere un viaggio dentro la cultura cinese. Gli argomenti che permette di sviluppare questa tesina sono: Storia: Storia della Cina, Geografia: Pechino, Architettura: l'architettura cinese, Arte: Le Corbusier.
Collegamenti Cina: Città proibita, tesina
- Storia: Storia della Cina
- Geografia: Pechino e la Cina in generale
- Architettura: L'architettura cinese (uso dei colori, dei materiali, yin e yang, teoria dei cinque elementi, feng shui, simmetrie, influenza delle creature mitologiche)
- Arte: Le Corbusier