Soluzione Maturità 2016 saggio breve economico: tema svolto prima prova 2016

Marcello G.
Di Marcello G.

saggio breve socio economico

Tra le tracce maturità proposte oggi dal Miur per la prima prova maturità 2016, quella riguardante il saggio breve a carattere socio-economico è sul concetto di Prodotto Interno Lordo nelle sue diverse declinazioni. Come ogni anno noi di Skuola.net abbiamo svolto tutte le tracce proposte dal Miur: i nostri tutor hanno lavorato sodo per risolvere questa traccia in modo che gli studenti che hanno terminato la prova la possano immediatamente consultare. Perciò abbiamo deciso di pubblicare la soluzione solo dopo il tempo minimo di consegna dei compiti d'esame. Consultare le prove d'esame durante lo svolgimento stesso può infatti comportare l'esclusione, perciò consigliamo a tutti i maturandi di non guardare questa pagina mentre sono a scuola.

SAGGIO BREVE SOCIO-ECONOMICO: LA SOLUZIONE - "Crescita, sviluppo e progresso sociale. È il PIL misura di tutto?"

PIL. Altrimenti detto Prodotto Interno Lordo, ovvero l’insieme del prodotto, della ricchezza, che un paese produce. Di solito, si dice che il PIL sia la valutazione dello “stato di salute di un’economia”, per cui un PIL molto alto dovrebbe automaticamente corrispondere a un paese ricco, e viceversa. Ma la ricchezza di un paese è automaticamente sinonimo di benessere dei suoi abitanti? La risposta potrebbe non essere così scontata. Infatti, la salute di un’economia si misura in base al suo accumulo di ricchezze, escludendo però molti fattori che contribuiscono al benessere reale dei cittadini, come la qualità dell’ambiente, la tutela della salute, la diffusione dell’istruzione, etc.… D’altra parte, è anche vero che un buon sistema sanitario e scolastico e un’efficace protezione dell’ambiente dipendono dalla quantità di investimenti nelle relative aree di competenza, e gli investimenti dipendono dalla ricchezza del paese, ed ecco che allora ci ritroviamo al punto di partenza, cioè il PIL. Di nuovo, però, sarebbe un errore trarre conclusioni affrettate, e ritenere che un PIL alto, e di conseguenza una ricchezza elevata, corrispondano senza ombra di dubbio a un alto livello di benessere.

Già Robert Kennedy ci aveva avvertito: non sempre la ricchezza (e per associazione, il PIL) viene utilizzata a favore del benessere dei cittadini. Rappresentano ricchezza anche le armi, le sigarette, i network che producono programmi violenti per aumentare la vendita di giocattoli, il numero di ufficiali di polizia impiegati per garantire la sicurezza quotidiana (il che equivale a un alto tasso di criminalità). Quindi, sarebbe più corretto sostenere che il PIL è una misura “grossolana del benessere economico di un paese”, soprattutto se utilizziamo il termine “benessere”, che spesso e giustamente viene associato anche a uno status sociale e psicologico che la misurazione del PIL non tiene per niente in considerazione.

Viene allora spontaneo chiedersi come sia giusto reagire quando ci comunicano che il PIL “è salito”, “è sceso”, “è stabile”. Lo scopo delle notizie positive sulla crescita del PIL è sicuramente quello di darci una speranza, una prospettiva di miglioramento futuro del nostro benessere. Ma se il PIL non sempre corrisponde al benessere, come dobbiamo comportarci? In fondo, come sostiene Kennedy, il PIL “misura tutto […] tranne ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta”, infatti non misura “la salute delle nostre famiglie, la qualità della loro educazione o la gioia dei loro momenti di svago”, bensì solo la quantità di ricchezze detenute dal Paese. Dovremmo quindi concentrarci non tanto sui numeri e sull’accumulo di ricchezza o di beni materiali, ma sull’“eccellenza personale e i valori della comunità”, cioè sulle cose che hanno veramente importanza e che sono realmente sinonimi di salute e di benessere, come la felicità, la quantità di tempo libero, la purezza dell’aria che respiriamo, la sicurezza e la serenità sul posto di lavoro, la possibilità di godersi la propria famiglia.

In conclusione, quindi, il PIL non è poi questa grande cosa. I numeri non sono tutto. La ricchezza materiale di un Paese è solo una misura approssimativa del benessere dei suoi abitanti, e si può anzi dire che è il benessere la vera ricchezza: sarebbe bello se esistesse un modo per misurare “la

nostra arguzia, il nostro coraggio, la nostra saggezza, la nostra conoscenza, la nostra compassione8”, perché sicuramente tale misura corrisponderebbe anche al livello di benessere della nostra società.

A cura di Suzy90

Bibliografia

1 Enciclopedia dei ragazzi – 2006
2 Ibidem
3 Discorso di Robert KENNEDY del 18 marzo 1968, in Il Sole 24 Ore di Vito Lops, 13 marzo 2013
4 Enciclopedia dei ragazzi – 2006
5 Discorso di Robert KENNEDY del 18 marzo 1968, in Il Sole 24 Ore di Vito Lops, 13 marzo 2013
6 Ibidem
7 Ibidem


LA HELP LINE - La redazione di Skuola.net sarà a fianco di tutti i maturandi per permettere loro di affrontare con successo le prove della maturità e i temi maturità 2016. Raccoglieremo tutte le vostre segnalazioni e risponderemo alle vostre domande per ognuna delle giornate della maturità 2016, al fine di risolvere ogni dubbio. Le soluzioni dei nostri tutor non saranno tuttavia pubblicate prima dell'orario consentito per legge. Infatti lo scopo è quello di fornire le soluzioni pronte una volta usciti dall'aula d'esame, non quello di far copiare i maturandi e far loro invalidare l'esame di Stato.
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SOLUZIONE SAGGIO BREVE SOCIO ECONOMICO 2016: L’ANALISI DEL TESTO
La prima cosa da fare è analizzare attentamente le fonti. Innanzitutto, leggete i documenti contenuti nella traccia, anche più di una volta, poi prendete appunti sulle singole fonti, sottolineando i concetti più importanti e annotando gli spunti. Trovate quindi il filo conduttore del discorso, gli elementi che accomunano le diverse fonti. Infine, selezionate le fonti che possono tornare utili per sostenere la vostra tesi.

SOLUZIONE SAGGIO BREVE AMBITO SOCIO ECONOMICO 2016: LA STRUTTURA
Così come quelli della altre tipologie, anche il saggio breve socio economico 2016 dovrà avere una struttura ben precisa. È inutile dare troppo libero sfogo alla fantasia: le linee guida del Miur per la valutazione dell’elaborato prima prova maturità 2016 sono chiare; fare le cose semplici evita inutili rischi. Il saggio breve economico dovrà, perciò, essere diviso in 4 parti: titolo, presentazione e introduzione all’argomento, il saggio vero e proprio, conclusione.

SOLUZIONE SAGGIO BREVE ECONOMICO 2016: IL CONTENUTO
Il saggio breve economico 2016, come dice anche il nome, deve avere una caratteristica più di tutte: la sintesi. Evitate di dilungarvi troppo ma andate diritti al punto, ai concetti fondamentali. Perdersi in chiacchiere potrebbe distrarre chi leggerà il vostro tema maturità 2016 e influenzare in negativo il voto finale. Importante è anche l’uso del linguaggio: deve essere stilisticamente corretto, formale, far emergere la vostra padronanza dell’argomento. Chiamate le cose col loro nome, evitate termini generici, ogni materia ha i propri termini tecnici. Se siete sicuri del fatto vostro potete tentare di stupire la commissione maturità 2016 con delle considerazioni personali sull'argomento. Naturalmente fatelo solo se siete sicuri al 100% di quello che dite. Di fronte a un elaborato che contiene frasi e concetti che mostrano le vostre capacità di lettura della realtà chi correggerà il compito sarà sicuramente più generoso nel voto prima prova maturità.

In che modo bisogna svolgere il saggio breve economico? Guarda il video!

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