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Traccia Maturità 2013. Ambito scientifico. Tipologia B. La ricerca scommette sul cervello. scaricato 547 volte

Ecco la traccia e lo svolgimento del saggio di ambito scientifico assegnata alla prima prova dell'esame di Stato del 2013.


Traccia:
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Soluzione:
Destinatario: rivista scientifica
Titolo: Mappare il cervello umano: conquista per la scienza e/o un rischio per l’umanità?

Svolgimento

Un imponente progetto di ricerca neuro-scientifica propone di “mappare il cervello umano”.
“Il più potente computer del mondo non può essere paragonato a quello con il quale siamo nati tutti”.
‘‘Qui abbiamo un enorme mistero che aspetta di essere svelato”.

Con queste parole Barack Obama ha annunciato alla Casa Bianca un progetto di ricerca sul cervello umano: il cosiddetto BRAIN ( Brain Research Through Advancing Innovative Neurotechnologies) che cambierà le cose fornendo agli

scienziati gli strumenti per avere un’immagine dinamica del cervello in azione.
Esso avrà il compito di comprendere come il cervello elabori informazioni e come il suo funzionamento sia legato al comportamento dell'uomo.

Con questo progetto si spera di poter acquisire nuovi sviluppi scientifici e tecnologici per trovare nuove terapie per curare malattie gravi come l'Alzheimer e il morbo di Parkinson e di fare passi avanti anche nella cura dell'autismo e della schizofrenia.

Inoltre, ci si augura di porre le basi per nuovi studi più avanzati nel campo dell'intelligenza artificiale.
Studiare il cervello umano è da sempre stata un’impresa ambiziosa a cui l’uomo non intende rinunciare nonostante i molti ostacoli e le difficoltà.

Nel corso degli anni molti studiosi e medici si sono cimentati nell’elaborazione di dati ed elementi che possano provare che il cervello umano, motore inesauribile di idee e pensieri che viaggiano a grandi velocità, possa in un certo momento “incepparsi” e innescare dei meccanismi tali da degenerare in vere e proprie sindromi o malattie che contrastino con il normale funzionamento di cellule e neuroni. Una sorta di confusione degenerativa che può essere curata solo con terapie appropriate e avanzate.

Quando ci si cimenta in abissi così profondi ci si scontra con qualcosa di ancora molto misterioso.
“Partire dalle cellule per arrivare ai pensieri” è l’obiettivo che la biotecnologia moderna si propone di raggiungere. Far interagire scienza, high tech e business sarebbe davvero lo scopo ultimo e geniale della ricerca e dell’impegno di tutti i ricercatori che nel corso della loro vita hanno investito energie e idee su questo “sogno”.

Tutto ciò presuppone un' enorme, per non dire totale, conoscenza del patrimonio genetico. La conoscenza del patrimonio genetico, a sua volta però, permette allo scienziato di poter modificare a proprio piacimento la sequenza genomica e ciò si riflette in importanti cambiamenti biologici.

Già nella seconda metà dell’Ottocento i positivisti sostenevano che il cervello lasciasse impronte sul cranio, come a dire “da fuori si vede come sei dentro”.

Una prima difficoltà che Obama potrebbe incontrare e rendere la sua ricerca un sogno non realizzabile è che il nostro cervello è formato da due parti: una fissa, stabile che non muta e una che si modifica con l’esperienza.
Un progetto di grandi speranze, dunque, che riguardano alcune delle preoccupazioni più forti nelle società occidentali sulla salute delle persone, ossia le grandi paure del nostro tempo che si chiamano demenza senile (Alzheimer) e Parkinson.
Molto si è parlato negli anni Novanta del secolo scorso del “progetto genoma”. Se oggettivamente tanti sono stati i meriti scientifici di tale progetto, occorre anche riconoscere che tante attese non sono state soddisfatte e molte acquisizioni sul piano scientifico si sono trasformate in veri e propri incubi sul piano delle applicazioni tecniche; basti ricordare le manipolazioni genetiche o le nuove minacce alla vita nascente. Si aggiungono perplessità circa le difficoltà metodologiche di mappare gli oltre 80 miliardi di neuroni di cui è formato il cervello umano, nonché la politica che guiderà la distribuzione delle risorse finanziarie.

Da un punto di vista etico-morale la vera sfida è quella delle implicazioni etiche e sociali di tale progetto. E’ di estrema importanza che la scienza e la politica che la sostiene si facciano carico di tutti gli interrogativi che riguardano le aspettative dell’essere umano.

Proprio dal punto di vista etico è bene ricordare che nell’ambito della ricerca sul cervello vi sono anche sviluppi che hanno a che fare con il potenziamento delle capacità del nostro cervello , con le tecniche per la lettura dei pensieri, con la robotica umanoide o le manipolazioni dell’emotività o dell’intenzionalità dei soggetti.
In questo senso, il papa emerito Joseph Ratzinger ce lo ricordava in un’Enciclica dove scriveva: “Senza dubbio il progresso offre nuove possibilità per il bene ma apre anche possibilità abissali di male .
Noi tutti siamo diventati testimoni di come il progresso in mani sbagliate possa diventare e sia diventato un progresso
terribile nel male”.

Se al progresso tecnico non corrisponde un progresso nella formazione etica dell'uomo, nella crescita dell'uomo interiore allora esso non è un progresso, ma una minaccia per l'uomo e per il mondo.
Il progresso ha bisogno dunque della morale per essere un progresso che sia veramente “amico dell’uomo”.

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