Il cinema d'animazione

Indice:

storia dell'animazione
tecniche di animazione
la matematica nell'animazione
Propaganda a cartoni animati durante la seconda guerra mondiale


storia dell'animazione Animazione (comunemente denominata cartone animato) ha una storia lunghissima dietro di sé, che inizia molto prima di quella del cinema.
Nel 1671 il gesuita Athanasius Kircher creò la Lanterna Magica, il primo proiettore di immagini fisse. Da questa data in poi nasceranno una miriade di strumenti, che porteranno progressivamente all'idea e alle tecniche del disegno animato.
Il cinema d'animazione è un importante capitolo della storia del cinema, che deve la sua nascita agli esperimenti ottici fatti da ingegnosi inventori nel corso dei secoli, ma la sua nascita ufficiale si deve attribuire a Émile Reynaud, l'inventore del Théâtre optique, una complessa macchina che proiettava su un telo, grazie a un gioco di specchi, figure disegnate su un rullo di carta, mentre gli sfondi sui quali si muovevano le immagini venivano creati grazie ad una lanterna magica.

La prima proiezione avvenne nel 1892, ben tre anni prima della presentazione al pubblico dell'invenzione dei fratelli Lumière. Grazie all'invenzione di proiettore e macchina da presa, il cinema d'animazione dovette reinventarsi. Dapprima le animazioni riguardarono il movimento di oggetti inanimati, come i film di trucchi di Georges Méliès, poi utilizzando il procedimento fotogramma per fotogramma (o fotogramma singolo), usato finora per dare effetti suggestivi ai movimenti di cose e persone, si approdò ad una forma più moderna di cinema d'animazione.
Un esempio molto semplice di animazione italiano che tutti abbiamo ben presente esce nel 1969 da Carvandoli come "La linea" presente nel Carosello.
Nel 1908, a pochi anni dalle proiezioni dei primi film dei fratelli Lumière e di Georges Méliés al Grand Café di Parigi, Emile Courtet (Parigi 1857-1938) realizza "I duellanti", la prima breve sequenza di illustrazioni animate, e lo spettacolo cinematografico si arricchisce di un nuovo genere: il disegno animato. L’unità audiovisiva ripercorre le tappe principali della storia dell’ animazione di immagini, dai disegni riprodotti dai cantastorie ambulanti con i primi rudimentali proiettori a candela fino ai cartoni animati di Walt Disney.

tecniche di animazione
L'animazione è il processo, basato sull'effetto fisico denominato fenomeno phi, che consiste nel rapido accostamento in successione di immagini statiche per dare l'illusione del movimento. Essa viene prodotta mediante disegni animati o animazioni a passo uno.

Le animazioni possono essere registrate su supporti analogici come flip-book, pellicole cinematografiche, videocassette, o in media digitali, come GIF animate, animazione flash o video digitali. Per visualizzarla sono utilizzati fotocamere digitali, computer, televisori e proiettori.
L'illusione artificiosa dell'animazione si produce, esattamente come per le pellicole dal vero, mediante la rapida successione di pose, che superando il tempo di percezione dell'occhio umano (approssimabile al valore di 10 Hz, ovvero 10 Fps), restituisce l'impressione di osservare un qualcosa in movimento. La differenza principale risiede nel fatto che le pose anziché raffigurare attori in recita, sono costituite da disegni o fotografie.
L'animazione viene prodotta mediante disegni animati o animazioni a passo uno.
La frequenza di scambio dei disegni si misura in fotogrammi al secondo (Fps); il valore minimo accettabile di fps era considerato in passato di 12, al quale però l'immagine può presentare un effetto lampeggiante, per questo motivo in seguito si è preferito considerare come limite minimo i 16 fotogrammi al secondo. Invece i valori standard di fps sono: 24, per il Cinema; 25, per i sistemi televisivi europei PAL, 30 per la televisione NTSC.
Ecco alcuni esempi di tecniche d'animazione
Rotoscoping
I disegnatori tracciano i contorni per i loro disegni dai fotogrammi di riprese dal vivo. Il film sorgente, precedentemente realizzato, può essere usato direttamente per la realizzazione del cartone animato usato come ispirazione, o in maniera stilizzata ed espressiva .
Stop motion
La Stop-motion è una particolare tecnica di animazione che si effettua attraverso scatti fotografici.
Ciò che la differenzia da un normale video è la sua natura, una stop-motion diviene video solo in fase di montaggio, prima di allora rimane ancora una serie di scatti fotografici.
Una stop-motion effettuata con la tempistica standard dei 24 ftg/s
Silouhette animation
con questa tecnica i personaggi spiccano dallo sfondo colorato come ombre nere. Il risultato finale rassomiglia alle ombre cinesi.
Cut-out animation
Questa tecnica fu la prima utilizzata per l’animazione nei primi anni del 900. Il maestro italiano che impresse l’arte sulla pellicola con la tecnica del cut out fu Emanuele Luzzati, pittore, illustratore, scenografo, ceramista e decoratore. Consiste nell'utilizzare pezzi di carta ritagliati, per creare una sorta di collage, e fotografarli a passo uno per creare l'illusione del movimento.
Pixillation
Tecnica che coinvolge degli attori reali, che si prestano alla fotografia in stop- motion; metodo che permette l'inserimento di scene surreali, come apparizioni e scomparse di persone e/o oggetti, persone che attraversano pavimenti e pareti, e così via.
Animazione tradizionale
L'animazione tradizionale è la tecnica classica dei disegni animati, chiamata anche cel animation; i cel sono fogli di rodovetro, fogli lucidi sintetici di acetato, usato per sovrapporre le parti da animare a quelle fisse.
Esistono film d'animazione, con un elevato numero di disegni molto dettagliati per unità di tempo, nel quale si fa grande cura alla movimentazione dei personaggi.
Oppure animazioni con meno disegni, meno dettagli, ed in cui le pose intermedie del movimento dei personaggi sono limitate. come molti anime prodotti in Giappone o i cosiddetti web cartoon .

Computer-generated imagery

Più nota con la sigla CGI, è un'applicazione nel campo della computer grafica, o più specificatamente, nel campo della computer grafica 3D per la resa degli effetti speciali digitali nei film, in televisione, negli spot commerciali, nei videogiochi di simulazione e in tutte le applicazioni di grafica visiva.
La vettorializzazione di un'immagine è il processo che consente ad un'immagine bidimensionale digitalizzata di essere gestita in ogni tipo di vista tridimensionale. Nell'ambito della animazione, sul finire degli anni ottanta questo processo ha portato una vera e propria rivoluzione nella realizzazione dei cartoni animati, principalmente per il fatto che l'animazione non doveva più avvenire attraverso il montaggio su pellicola dei vari fotogrammi, ma essendo proveniente da immagini già digitali, essa poteva essere gestita direttamente al computer.


la matematica nell'animazione
La matematica nell'animazione ha un ruolo fondamentale, soprattutto nell'animazione in CGI.
Uno dei tanti esempi in cui si può osservare l'uso della matematica è nella scelta dei colori, bisogna sapere che le animazioni in CGI sono realizzate usando milioni di pixel, e ognuno di essi, ha una corrispondenza di tre numeri che rispondono al rosso, al giallo e al blu, ed in base a questi numeri si ottiene un colore diverso.
Ci sono poi differenti formule matematiche che vengono utilizzate per rendere lo spessore (v(t)=a+bt+ct^2)o altre con cui si può calcolare la flessione e il movimento (c=(0,-g,0)^T).
Insomma la matematica è diventato il nuovo "pennello" per creare film in animazione in CGI . Un esempio evidente di chi ne ha fatto largo uso è lo studio Disney Pixar con i suoi corti e film d'animazione.


Propaganda a cartoni animati durante la seconda guerra mondiale
I cartoni animati avevano, sin dagli anni '20, acquisito importanza per la popolazione.

Dagli anni 40 in poi gli studi più importanti di animazioni vennero a contatto con i governi per produrre cartoni animati propagandistici a causa della Seconda Guerra Mondiale, che vedeva sullo stesso fronte Germania, Italia e Giappone a cui erano contrapposti Inghilterra, Cina,Urss e Stati Uniti. Questa guerra creò delle nette separazioni tra i vari paesi che si può scorgere nelle pellicole di animazione prodotte nella prima metà del '900. In tempo di guerra la popolazione non aveva più soldi per andare al cinema, inoltre vi era il blocco di esportazione dei film all'estero, quindi gli studi di animazione si fecero "convincere" dallo stato (soprattutto in America) grazie ad aiuti finanziari.
STATI UNITI
Inizialmente vennero richiesti cartoni animati più leggeri per intrattenere i soldati al fronte, per esempio i corti con Paperino che fa disperare un povero generale Gambadilegno, con il corto "The Vanish Private" di King, questi per far immedesimare i soldati nei personaggi della Disney più famosi.
I soldati erano fieri di essere rappresentati da un altro personaggio d'eccezione Disneyano quale Pluto in "Private Pluto" del '39, dove quest'ultimo vuole diventare a tutti i costi una grande mascotte per aiutare anche lui l'esercito americano!
Alcuni corti poi erano usati per descrivere il "buon" comportamento che un cittadino americano era invogliato a copiare, per far si che essi contribuissero da casa alla guerra. Pippo era un esempio di questi corti, dove veniva condannato il consumismo di quel periodo con scene divertenti nelle quali si poteva scorgere n simpatico Pippo alle prese con nuove e stupide invenzioni per risparmiare.
Per le donne l'esempio era Minnie, che invogliava a risparmiare il grasso alimentare per i missili come si può vedere in "Into the Friyng Pan Into the Firing Line".
Anche la Warner Bross fu coinvolta in questo progetto . Una delle due creazioni più importanti fu "Private Snafu", una serie di cartoni educativi per i soldati, la sua creazione fu segreta in modo che questi non arrivassero in mani nemiche.
Sempre alla famosa Disney il segretario del tesoro Harry Morgatou commissionò a loro corti propagandistici ,come "The new Spirit", a scopo di convincere i cittadini a comprare titoli di guerra e per far sì che il popolo vedesse che le armi americane erano le più forti e potenti. La pubblicità fu' capillare ed efficace grazie al patriottismo di Paperino che si rivelò il personaggio più gradito dagli spettatori.
Nello stesso periodo, sempre allo stesso Disney commissionarono dei film d'animazione che avvicinassero l'America del Sud con gli Stati Uniti ,per volere del presidente Roosvelt. I due film furono: "Salutos Amicos" e "I tre Caballeros" nei quali venivano elogiate le caratteristiche del Sud America, con un tripudio di danze e colori.
L'America però produsse anche dei corti d'animazione estremamente razzisti nei confronti dei Giapponesi, che venivano discriminati, insultati e ridicolizzati, solo per demonizzare il nemico.
La Disney successivamente decise di produrre a scopo personale un corto antinazista che ottenne ampio successo "Der Fuehrer's Face" del '43. Nel corto vengono ridicolizzate le fattezze dei tedeschi, e viene fatto un ritratto satirico delle forzature fasciste e dalle abitudini assurde a cui erano costretti i soldati nazisti.
Anche la Warner Bross produsse un corto antifascista : " The Ducktators" del '42, in questo film viene sostituita la figura umana con una controparte animale.
GIAPPONE
In Giappone manifestò la sua rabbia verso gli Stati Uniti con il suo corto "Momotaro vrs Mikye Mouse" negli anni '30. Ma nella seconda guerra mondiale vennero prodotti due film con protagonista Momotaro ( una protagonista delle leggende di questo popolo), "Momotaro's Sea Eagles" e "Momotaro's Divine Sea Warriors" entrambi del '43. il regista cercò di rendere il Giappone maestoso, e lo scopo di arrivare alla pace, senza odio razziale a differenza delle produzioni degli altri paesi.
UNIONE SOVIETICA
La Russia decise di produrre corti animati, ma i loro erano corti ,più stoici e raramente si lasciavano andare alla gag, perché lo scopo era quello di enfatizzare la potenza sovietica, i corti erano fatti per incutere odio nel nemico ed erano brutali, non pensati per l'intrattenimento quanto per l'istruzione.
ITALIA
Luigi Pensuti creò dei corti ora irrecuperabili dove veniva mostrata la mostruosità di Churchill in "" dove il ministro inglese veniva rappresentato come un mostro che per ingannare le persone prendeva fattezze umane.
GERMANIA
Decise di contattare sin da subito il grande animatore Hanz Held per la produzione di corti, ma quasi tutti sono oramai introvabili, uno dei pochi arrivati a noi fu "Reason and Emotions", che mostra la crudeltà dell'ideologia nazista.
Disney
La Disney diede vita al suo corto definitivo antinazista nel '43 con "Education for Death" dove vi è una grande allegoria tra Hitler che conquista la Germania come se fosse una grande favola per poi proiettarsi nella triste vita di un bambino tedesco condannato a crescere nell'ombra di Hitler.

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