Maturità 2019: nuovo esame, chi ti conosce? Confusione su prove e regole. E c’è anche chi sbaglia la data

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
esame maturità

Maturità, t’avessi presa prima’; è più o meno questo il pensiero che accomuna quasi tutti i ragazzi che tra un paio di settimane dovranno affrontare l’esame di Stato nella sua versione riformata. Ma, al di là della maggiore o minore difficoltà della nuova maturità rispetto a quella appena andata in pensione, siamo sicuri che gli studenti abbiano incamerato le tante novità introdotte quest’anno? Molte delle quali davvero all’ultimo minuto? Non si direbbe. Almeno stando ai risultati di una web survey del portale Skuola.net, che ha coinvolto 4500 maturandi, sottoponendo loro domande apparentemente banali sul funzionamento dell’esame. Ad esempio: quando si svolgerà la prima prova di Maturità 2019 e quale sarà il punteggio massimo ottenibile negli scritti? E il punteggio dell’orale? Qual è il massimo dei crediti?


Come funziona il nuovo esame di Stato 2019? I maturandi non lo sanno

Ecco: tutto questo molti studenti non lo sanno oppure non gli interessa saperlo. Ad oggi, infatti, 1 maturando su 4 rischia di non presentarsi a scuola il primo giorno d’esame, quello dello scritto d’italiano: il 20% a cui è stata chiesta la data della prova (che è il 19 giugno) ha candidamente risposto che non ne ha idea, mentre un 6% varcherebbe la soglia del proprio istituto in un giorno diverso. Inoltre, appena il 49% sa cosa lo aspetterà (la nuova struttura delle tracce, con la doppia analisi del testo e il tema argomentativo al posto del saggio breve); nel restante 51% la confusione regna sovrana. Ma siamo solo all’inizio. Perché, andando avanti con i quesiti, la situazione peggiora.

Punteggi delle prove e crediti scolastici: questi sconosciuti

Prendiamo il capitolo Commissione di Maturità, unico elemento che è rimasto invariato rispetto al recente passato: qui è quasi il 30% del campione a mostrarsi impreparato. Sarà forse perché l’attenzione è stata rivolta tutta ai cambiamenti? Assolutamente no. Visto che il riscontro ottenuto ‘interrogando’ i ragazzi sulle parti dell’esame che hanno subìto i cambiamenti più profondi, il riscontro è ugualmente disastroso: il 29% non sa ancora quale sia la nuova scala di punteggio usata nelle prove scritte (si passerà dalla valutazione in quindicesimi all’uso dei ventesimi). Percentuale che sale al 32% se gli si chiede il punteggio massimo dell’orale di Maturità (altro non è che il medesimo degli scritti: 20 crediti). Per arrivare a un 36% di studenti impreparati quando viene loro posta la domanda sul credito massimo attribuito alla fine delle superiori per la carriera scolastica (sono 40 punti, ben 15 in più rispetto alla vecchia maturità).

Le buste non importa chi le riempie; l'importante è rispondere

A che serve, poi, sapere chi riempirà le buste che poi dovranno pescare gli stessi maturandi durante il colloquio orale? Evidentemente poco o nulla visto che il 41% di loro, sbagliando, fa intendere che questa è un’informazione superflua; sebbene questo sia stato uno degli aspetti che ha suscitato più clamore, generando ansia negli studenti (per la cronaca, la scelta degli argomenti è un’operazione che spetta ai commissari d’esame). Ma, pur volendo stare dalla parte dei ragazzi, potrebbe essere una mossa falsa non avere ancora ben chiaro cosa si dovrà affrontare, considerato che ormai è solo una manciata di giorni che ci separa dall’inizio della Maturità 2019.
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20 novembre 2019 ore 15:30

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