Maturità, Fisica materia esterna? 5 consigli per prepararsi al massimo

Casio
In collaborazione con Casio

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Dopo settimane di ipotesi e indiscrezioni (sbagliate) il 30 gennaio è arrivata la notizia ufficiale: niente fisica alla maturità 2017. Un incubo da cui si sono risvegliati soprattutto gli studenti dello scientifico, ben contenti che il Ministero avesse scelto ancora una volta matematica come materia protagonista della seconda prova. Pericolo definitivamente scampato, almeno per quest’anno? Non proprio. Perché se è vero che la fisica è uscita dalla porta molto probabilmente rientrerà dalla finestra. In che modo? Facendo capolino nelle altre prove, di sicuro all’orale, ma non è escluso - anzi, è molto probabile - che sarà tra gli argomenti del “quizzone”. Una cosa che dovrebbe preoccupare i maturandi degli indirizzi a cui il destino ha riservato una brutta sorpresa: il commissario esterno di fisica (scientifico e linguistico, ad esempio). Tradotto: possibile traccia in terza prova e domande a raffica all’orale. Per fortuna Skuola.net, in collaborazione con Casio, vi aiuterà a capire come studiare nelle prossime settimane per presentarvi in gran forma all’appuntamento con la maturità. Alcuni consigli pratici che vi saranno sicuramente molto utili.

1. Dalla teoria...


Uno studio efficace della fisica parte sempre da una buona conoscenza della teoria: formule, teoremi e concetti che dovranno essere applicati per risolvere i problemi. Più che uno studio mnemonico, però, bisognerebbe adottare un approccio sistemico alla materia. La fisica è strutturata in macro argomenti, da studiare rigorosamente a blocchi, facendo dei percorsi mentali che uniscano le singole teorie con un filo comune. Una buona organizzazione del tempo prevede di dividere questi capitoli, magari dedicando una settimana ad ogni tema.

2. ...Alla pratica


Una volta incamerate tutte le teorie inizia la fase fondamentale: metterle in pratica. Ogni teoria ha una sua dimostrazione. In fondo tutto quello che facciamo ogni giorno è governato dalle leggi della fisica. Trovare la chiave di lettura giusta può essere la svolta. Di conseguenza, seguire tutti i passaggi che portano dall’intuizione alla verifica può essere utile a capire meglio il perché una premessa astratta porta quel risultato concreto. Prendere appunti durante le lezioni in classe vi aiuterà a ripetere a casa il percorso logico su un foglio di carta e svolgere più facilmente gli esercizi.

3. Simulare non sempre è sbagliato


Ma sappiamo che, durante l’anno, lo spazio dedicato alle ore di fisica è davvero limitato. Per questo è bene guardarsi attorno, cercare su Internet delle fonti esterne: siti specializzati, video-tutorial, appunti. Facile perdersi, direte voi. Per fortuna c’è una soluzione anche per questo, a fornirla direttamente il ministero dell’Istruzione. Sul sito del Miur, infatti, vengono pubblicate delle simulazioni con delle ipotetiche tracce; l’obiettivo è proprio quello di far abituare i maturandi con molto anticipo ad un compito di seconda prova. La struttura, quindi, è abbastanza complessa e strutturata. Ma, proprio per questo, è utile dargli un’occhiata e provare a risolverle. In ottica terza prova, venendo da esercizi come questi, un quesito di fisica vi sembrerà più semplice del previsto.

4. Tesina snodo centrale di un buon orale


E siamo arrivati al giorno della verità, quello degli esami di maturità. Finora abbiamo ragionato di prove scritte. Ma, come detto, le domande di fisica potrebbero spuntare anche all’orale, dove si tratta di parlare, di argomentare. La strategia migliore in questo caso? Sicuramente l’attacco, a partire dalla tesina. Presentarsi al colloquio con un elaborato che, tra le altre materie, dia spunti di discussione partendo da argomenti di fisica è una mossa da non sottovalutare. L’orale, infatti, inizierà proprio dalla vostra relazione e se doveste dimostrarvi brillanti è molto probabile che le domande di fisica finiscano lì, soprattutto se siete del linguistico.

5. Una calcolatrice scientifica: l’aiuto che volevi


Ma i tempi sono stretti, mancano poche settimane alla maturità, non c’è spazio per i tentativi. Passare ore e ore con la testa su un quaderno a tentare di far quadrare i problemi potrebbe essere solo fatica sprecata. Almeno su questo, avere degli alleati non guasta. Come una calcolatrice affidabile. Agli esami, infatti, è ammessa la calcolatrice scientifica: averla sempre a portata di mano vi faciliterà non poco le cose. Avrete la certezza che le operazioni saranno giuste. ‘Adottarne’ una – come, ad esempio, la CASIO FX-991EX (scientifica) - per allenarsi ad affrontare il grande giorno in perfetta forma è un suggerimento che può valere un ottimo risultato finale. E se il mondo delle calcolatrici vi affascina, perché non studiare con l’aiuto di una calcolatrice grafica? Da quest’anno, infatti, il Miur ha deciso di consentire l’uso delle calcolatrici grafiche anche alla maturità (basta che non si connettano né a Internet né alla rete elettrica e che non siano dotate di CAS). Imparare ad usarne una potrà darvi una marcia in più nella comprensione e agevolarvi in futuro se continuerete a studiare le materie scientifiche all’università.