Maturità: il 100 e lode non... "paga". Più ricco il Bonus Cultura

Marcello G.
Di Marcello G.

L’anagrafe paga più del merito. Tutta ‘colpa’ della bravura dei nostri ragazzi o, in alcuni casi, della generosità dei professori. In queste settimane centinaia di migliaia di studenti stanno affilando le armi in vista degli esami di maturità. Qualcuno, tra di loro, ce la sta mettendo davvero tutta per arrivare all’obiettivo più ambito: 100 e lode sul diploma. Anche perché, per chi prende il massimo dei voti, il ministero dell’Istruzione prevede il famoso bonus; una somma in denaro, da assegnare ai maturandi più meritevoli, che vuole essere una sorta di apertura di credito per il futuro, di premio all’impegno. Ma siamo sicuri che ancora convenga passare ore e ore sui libri per primeggiare? Visto che, osservando quello che è successo negli ultimi anni, l’impressione è che spingere sull’acceleratore sia rimasto un puro esercizio di stile, dovuto a ragioni esclusivamente culturali. Per chi, come i maturandi, ha già compiuto 18 anni – ottenendo il bonus cultura - quei soldi potrebbero sembrare quasi briciole.

In 10 anni bonus più che dimezzato

Nel 2017, infatti, i 5494 studenti che sono usciti dalle scuole superiori con 100/100 (con lode) si sono dovuti ‘accontentare’ di 340 euro a testa. Una somma che, nel corso del tempo, si è assottigliata a vista d’occhio. Basti pensare che nel 2007 – anno d’introduzione del bonus maturità, con l’allora ministro Giuseppe Fioroni – il premio era di ben 1000 euro. Ma appena quattro anni dopo - nel 2011 - la cifra si era già dimezzata, scendendo a 500 euro. Un volo in picchiata che, seppur con qualche oscillazione, non si è più arrestato: nel 2014 il bonus fu di 450 euro, nel 2016 di ‘appena’ 370. E la discesa, come visto, continua con passo regolare. Dietro questa profonda sforbiciata non ci sono però, almeno apparentemente, problemi di bilancio: i fondi messi a disposizione dallo Stato sono rimasti più o meno invariati. Tutto (o quasi) ruota attorno al rendimento dei maturandi.

Maturandi più bravi o commissari più buoni?

Sembra proprio che i diplomati dell’ultimo biennio siano particolarmente dotati. Nel 2016 la quota dei ‘centenari con lode’ è stata dell’1,1% sul totale dei maturandi, nel 2017 dell’1,2%. Quando, statisticamente, dall’introduzione della nuova maturità non avevano mai superato l’1% (il picco ci fu nel 2009 e nel 2015: 0,9%). Ma c’è una spiegazione: l’esame di Stato sta diventando quasi una formalità, con un tasso di promozioni che sfiora il 100%. Sarà perché le commissioni d’esame sono sempre più di manica larga o perché stanno aumentando gli studenti fenomeni? Forse più la prima ipotesi. Sta di fatto che, specialmente in alcune regioni, i numeri lievitano: in Puglia, ad esempio, nel 2017 si è diplomato con lode il 2,6%, in Umbria il 2,4%, nelle Marche il 2,3%. Infine ci si è messa pure la nascita dell’Albo Nazionale delle Eccellenze (nel 2011), il programma del Miur che, oltre ai maturandi lodevoli, racchiude tutti i ragazzi che si sono distinti in competizioni e progetti internazionali, a cui vanno i fondi di una torta sempre uguale. Ecco, dunque, svelato l’arcano.

Il bonus cultura oscura il premio maturità

E allora il dubbio che potrebbe farsi strada nella mente degli studenti che andranno ad affrontare la maturità 2018 è il seguente: “ma chi me lo fa fare d’impegnarmi?”. Quando, solo pochi mesi fa, gli sono entrati nelle tasche 500 euro. Senza dover fare nulla, esclusivamente perché erano diventati maggiorenni. Sono i soldi del bonus cultura, erogato dal Governo a partire dal 2016 a tutti i giovani che compiono 18 anni nel corso dell’anno solare (da spendere in libri, biglietti per concerti, ingressi a musei, ecc.). Una misura che è stata poi replicata nel 2017 e nel 2018. E che continuerà almeno per un altro biennio. Ma, guardando in prospettiva, un motivo per mettere nel mirino il 100 e lode c’è ancora: per chi vuole proseguire gli studi e andare all’università, alcuni atenei – nella lista figurano, ad esempio, la ‘Statale’ di Milano, la ‘Sapienza’ di Roma, quella di Palermo - prevedono diverse forme di agevolazioni (su tutte l’esonero dalle tasse per il primo anno) per le matricole che si presentano ai blocchi di partenza con il punteggio massimo. E a quel punto sì che il premio maturità tornerebbe, indirettamente, davvero ricco.


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31 ottobre 2018 ore 16:30

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