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Capitolo Ventiquattresimo

Lucia si era appena risvegliata, quando giungono da lei don Abbondio e la moglie del sarto che gli danno la notizia della sua liberazione. Alla vista dell'Innominato, essa ha un moto di repulsa, ma quando egli in tono umile le chiede perdono, essa commossa dice: «Oh, il mio signore! Dio le renda merito della sua misericordia!». «E a voi cento volte, il bene che mi fanno codeste vostra parole» risponde commosso l'Innominato. Si prepara la partenza: Lucia e la moglie del sarto si sistemano in lettiga, don Abbondio e l'Innominato salgono sulle loro cavalcature. Durante il viaggio, la buona donna cerca di confortare Lucia e don Abbondio riprende il monologo interrotto all'arrivo al castello: adesso sopratutto lo preoccupa la possibile reazione di don Rodrigo e teme che tocchi a lui pagare in qualche modo lo scotto di quell'imbroglio. Arrivati alla casa del sarto, Lucia si ristora e riprende le forze, ma la memoria del voto la porta quasi alla disperazione; «dopo avere ottenuto la grazia, pentirsi della promessa le parve un'ingratitudine sacrilega, una perfidia verso Dio e la Madonna». E così conferma e rinnova il voto. Intanto giunge Agnese e madre e figlia si possono riabbracciare commosse. Poco dopo arriva in visita anche il cardinale e Agnese, pur non deliberatamente, finisce col raccontare la storia del matrimonio che don Abbondio non aveva voluto celebrare e Lucia, sincera fino allo scrupolo, completa la storia narrando l'impresa del matrimonio clandestino, confessando anche quello che essa sentiva come colpa propria. L'Innominato, tornato al castello, raduna tutti i suoi uomini e palesa la sua conversione; si dice disposto a tenere al suo servizio tutti quelli che vogliono cambiar vita, mettendo in chiaro che da allora in avanti nessuno «potrà far del male» al suo servizio. Lascia libero ognuno che creda di andarsene e congeda poi tutti dicendo che li chiamerà la mattina dopo ad uno ad uno per la risposta.
Fatto poi un giro di ispezione, se ne va a dormire; infatti, nonostante i rimorsi, gli affari urgenti, gli imbrogli che doveva districare, egli aveva sonno, finalmente. Inginocchiatosi presso il letto, ritrovò nella mente le preghiere che recitava da bambino e, andato a letto, si addormentò immediatamente.
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