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I Promessi sposi: capitolo XXXVIII

Come Renzo e Lucia in questo capitolo si riuniscono, anche l' Anonimo si ricongiunge con il narratore.
È il finale morale, ovvero il celebre “sugo di tutta la storia”. Dopo l’intensa avventura umana e spirituale di Renzo alla ricerca di Lucia, il racconto in quest’ultimo capitolo si svolge come un ritorno alla normalità. Manzoni sgancia il racconto dalla storia, cadendo deliberatamente nell’ovvio. Gli unici due nodi narrativi, ovvero il persistente rifiuto del curato al loro matrimonio e il cattivo rapporto di Renzo con la gente del paese adottivo, sono sciolti da banalissimi episodi: l’arrivo del marchese (erede del defunto don Rodrigo) che offre agli sposi il pranzo nuziale e compra i suoi beni pagandoli il doppio del prezzo stabilito e l’acquisto di un filatoio alle porte di Bergamo. Il finale perde i momenti di grande intensità drammatica e si chiude nella piccola scena familiare di nonna Agnese, alle prese con i figli di Renzo e Lucia.

Il succo di tutta la storia è di contenuto morale. È un messaggio aperto, espresso da Renzo con “Ho imparato”, diceva, “a non mettermi nei tumulti: ho imparato a non predicare in piazza…”. Lucia, invece, non ha imparato nulla perché i problemi hanno cercato lei, non il contrario. Renzo e Lucia arrivano alla conclusione che i guai arrivano anche se si è stati cauti e innocenti; vengono o per colpa o senza, ma la fiducia in Dio li raddolcisce.

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