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Capitolo XII


Manzoni continua la sua vicenda con un resoconto storico sulla carestia dei raccolti nel 1628 dovuta alla successione del Monferrato. La narrazione continua e il cancelliere Antonio Ferrer di fronte alla pressione del popolo, diminuisce il prezzo del pane. Una decisione che Manzoni non condivide. Don Gonzalo, governatore ritornato dalla guerra, rialza i prezzi per la farina venuta meno a causa dei cittadini che compravano più pane del dovuto. Quando Renzo arriva a Milano la popolazione si sta ribellando contro i garzoni che portano il pane ai soliti ricchi clienti e li derubano. La folla assale il forno ‘’delle grucce’’ del centro di Milano. Gli alabardieri tentano invano di allontanarli e l'intervento del capitano di giustizia è nullo. Distruggono e derubano il forno a seguito di un breve assalto. Renzo si trova nella folla poiché incuriosito da tutto quel movimento e si dirige inconsapevolmente verso il cuore del tumulto dove ascolta i pareri contrastanti dei cittadini. Il giovane si limita a criticare le azioni distruttive che la folla riserva all’intera città. Giungono voci che ci sono nuovi disordini al Cordusio e i cittadini si spostano lì. Una volta arrivati scoprono che le voci erano false. La folla infuriata e delusa decide di assalire il palazzo del vicario di provvisione. Renzo la segue pur non volendo e quando con la folla passa sotto la statua di Filippo II, il narratore ne approfitta per discutere di alcuni aspetti del potere. Intanto Renzo ammira il Duomo.
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