Concetti Chiave
- Un antagonista è un personaggio che si oppone al protagonista, creando un conflitto centrale nell'opera, come don Rodrigo nei confronti di Renzo e Lucia.
- Il Bildungsroman è un romanzo che racconta la crescita intellettuale e morale del protagonista, rappresentando il suo percorso di formazione attraverso esperienze di vita.
- Il climax o gradatio è una tecnica narrativa che consiste in una sequenza di termini o eventi con intensità crescente o decrescente, per aumentare l'impatto espressivo.
- Il discorso indiretto libero trasmette le parole o i pensieri di un personaggio senza usare le formule dichiarative tipiche, mantenendo elementi del discorso diretto.
- Il leitmotiv è un motivo ricorrente in un'opera che sottolinea l'importanza di certi elementi, come il tema del camminare di Renzo ne "I Promessi Sposi".
Antagonista
Si riferisce ad un personaggio che si oppone ad un altro, contrastandone l’azione: per esempio don Rodrigo è l’antagonista di Renzo e Lucia.
Bildungsroman
Si associa ad un romanzo che narra la crescita intellettuale e morale del protagonista, il suo apprendistato del vivere attraverso l’esperienza. Il termine tedesco significa infatti, “romanzo dui formazione”. Alla luce della riflessione di Renzo sull’accaduto, riportata nelle ultime pagine del romanzo, per certi versi “I Promessi Sposi” potrebbero essere considerati un romanzo di formazione, che dipinge la maturazione di Renzo, attraverso tutta una serie di esperienze.
Climax o gradatio
Si riferisce ad una successione di termini disposti secondo un ritmo ascendente d’intensità espressiva o, al contrario, in gradazione discendente o anticlimax. In greco, tale termine significa, infatti “scala”. Es. “….. un no più strano, più inaspettato, più scandaloso che mai” (cap. X, a proposito della vicenda di Gertrude)
Digressione
Divagazione dal discorso o dalla narrazione principale in forma di riflessione, descrizione o narrazione secondaria. Una disgressione può assolvere a varie funzioni, permettendo di inserire nuovo materiale nel racconto, di frenare il corso dell’azione, di suscitare suspense di creare contrasti. Un esempio di disgressione ci è data dalla storia di Ludovico, narrata nel capitolo IV.
Discorso indiretto libero
Si tratta della trasposizione delle parole o del pensiero di un personaggio in stile indiretto, realizzata però eliminando la formula dichiarativa che di solito introduce il discorso indiretto (“disse che…”, “penso che…”) e lasciando filtrare espressioni tipiche del discorso diretto.Esempio: “ Si rimetteva col pensiero nelle circostanze più terribili di quella giornata; si figurava con quel martello in mano: ci sarà o non ci sarà? E una risposta così poco allegra e non aver nemmeno il tempo di masticarla, che addosso quella furia di matti birboni; e quel lazzaretto, quel mare! Lì ti volevo a trovarla! E averla trovata!” (capitolo XXXVII, quando Renzo entra nel lazzaretto alla ricerca di Lucia)
Entrelacement
Intreccio della vicenda principale con una o più vicende secondarie e autonome che vengono ad interrompere la linearità della prima. Questo termine francese ci rimanda soprattutto ai “romanzi” francesi medioevali.
Fabula
Insieme delle unità di contenuto che compongono un racconto, ordinate secondo la loro successione logica e temporale, indipendentemente dall’ordine che assumono nell’intreccio.
Flashback
Questo termine inglese e tratto dal linguaggio cinematografico e indica la sequenza retrospettiva che evoca, a un certo punto della vicenda, fatti accaduti prima di quel momento. Per esempio, sono momenti di flashback i racconti biografici dedicati a Padre Cristoforo, a Gertrude, al cardinale Borromeo, che subentrano dopo la comparsa in scena di detti personaggi.
Leitmotiv
Si tratta del motivo ricorrente in un’opera. Infatti, il termine, preso in prestito dalla lingua tedesca, significa “motivo ricorrente”. Per esempio, un Leitmotiv è il ripetuto accenno al camminare di Renzo:• “Renzo intanto camminava a passi infuriati verso casa” (capitolo II).
• “….camminava Renzo da Monza verso Milano…” (capitolo XI).
• “…..andava Renzo verso casa sua …” (capitolo XXXIII).
• “Renzo s’incamminò con la sua pace ….” (capitolo XXXIII).
• “Andava dunque il nostro viaggiatore allegramente…” (capitolo XXXVII)
Motivo
È una frazione tematica elementare, a volte di origine tradizionale (per esempio, l’allusione all’ingresso in città del campagnolo inesperto com’è Renzo quanto arriva a Milano), la cui ripetizione segnala l’importanza di fatti o persone nel racconto. Il termine si ricollega al “Leitmotiv” e al “Tema”.
Punto di vista o focalizzazione
È il punto di osservazione in cui si pone il narratore in rapporto al personaggio. Egli può essere in un certo senso “onnisciente” e “saperne di più” del personaggio, anticipando, per esempio, accenni a ciò che si agita inconsapevolmente nel suo intimo (= racconto non focalizzato o a focalizzazione zero). Quest’ultimo è il caso di buona parte della disgressione sulla monaca di Monza. Oppure, lo scrittore può far coincidere il suo punto di vista con quello del personaggio, rinunciando a rivelare azioni future o retroscena nascosti (racconto a focalizzazione interna): Questo è il caso dell’accenno ai pericoli che minacciano Lucia nel capito III, colti dagli occhi ignari della protagonista, Oppure, il narratore può mostrare di “saperne meno” del personaggio, limitandosi a descriverlo dall’esterno e tacendone i pensieri (racconto a focalizzazione esterna). Di questo tipo è spesso il rapporto fra il narratore e il conte Attilio.
Registro
Si tratta dell’insieme di procedimenti stilistici che comportano un tono espressivo particolare, in rapporto al variare della materia del racconto. Il termine è tratto dal linguaggio tecnico della musica: l’alternarsi di diversi registri in un’opera letteraria è paragonabile, infatti, alle variazioni di timbro e sonorità in un’esecuzione musicale. Si consideri, per esempio, il capito XXIII in cui è presente un salto di registro dal dialogo fra l’Innominato e il cardinale alla comparsa di Don Abbondio, immediatamente successiva.
Sequenza
Indica la successione logica di nuclei narrativi fra loro correlati. Costituiscono una sequenza, per esempio, le vicende dal capitolo I al capito CIII, oppure, più particolarmente, gli episodi che descrivono la vita di Ludovico, nel capitolo IV.