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Introduzione dei Promessi Sposi

La storia può essere definita una guerra contro il tempo, poiché richiama in vita gli anni passati e li schiera in battaglia. Gli storici si occupano sempre e solo delle azioni dei grandi personaggi. L’anonimo non si ritiene all’altezza di argomenti di quel genere. È venuto a conoscenza, però, di una grande storia degna di essere ricordata, anche se è capitata a gente semplice. In questa storia si scontreranno vicende di bontà e di malvagità. L’autore compara la Lombardia dell’epoca, governata dal Re cattolico al Cielo: come il cielo diventa inferno, anche in quella regione i demoni avevano portato la malvagità.
A questo punto interviene Manzoni che si chiede se, una volta trascritto l’intero manoscritto, ci fosse stato qualcuno disposto a leggerlo, dal momento che usava un linguaggio molto difficile. Manzoni pensa anche che la storia è molto bella e sarebbe un peccato non divulgarla, quindi decide di trascriverla nel linguaggio moderno. L’autore vuole assicurarsi, però, che tutto ciò che si dice nel manoscritto sia realmente accaduto, quindi dichiara di aver svolto numerose ricerche che confermano ciò che il manoscritto racconta. Dice, inoltre, che si fermerà durante la narrazione in alcune parti, per descrivere al lettore la realtà dell’epoca in cui è ambientato il racconto.
Manzoni è preoccupato anche per le critiche che potrebbe ricevere traducendo il manoscritto nella lingua più vicina a quella usata dai lettori; immagina anche di raccogliere tutti gli argomenti a favore delle sue scelte, ma essi formerebbero un altro intero libro; l’autore pensa che ciò possa essere ridicolo e sia sufficiente la lettura di un solo libro per volta.
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