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Agnese Mondella

Il personaggio di Agnese è un complemento indispensabile a quello di Lucia, indispensabile dal punto di vista dello sviluppo d'azione del romanzo. Lucia infatti, con il suo candore e la sua ingenuità, è del tutto inesperta del mondo; il suo buon senso e la sua naturale bontà la rendono, sì, capace di rettitudine nel sentire e nel giudicare, ma forse non altrettanto capace di agire e di prendere decisioni. Nella maggior parte dei casi è quindi Agnese che decide e agisce per lei. Ciò essa si dichiara infatti autorizzata a fare in nome di una certa esperienza della vita e degli uomini. Si potrebbe aggiungere che Agnese è più adatta a una vita attiva, perché non ha la profondità morale, né la scrupolosità di coscienza della figlia. Agnese possiamo dire che ha un unico scopo: quello di procurare un avvenire sereno e sicuro alla figliola. Appunto per questo la sua moralità è spesso condizionata agli affetti. Così ella è pronta ad accogliere l'idea del matrimonio segreto, e quindi prova un certo fastidio di fronte alle incertezze e agli indugi di Lucia, la cui delicatissima coscienza si ribella di fronte a qualunque cosa che presenti un aspetto di intrigo e di congiura. Agnese è una donna semplice, la sua vita interiore non è molto complessa, tuttavia la sua costruttiva saggezza ci dà a volte l'impressione di trovarci di fronte a un essere che ha realmente molto vissuto e, forse, sofferto, e che è giunta alla conclusione, più o meno consapevole, che per vivere non bisogna tormentarsi con troppe sottigliezze di coscienza, che bisogna "non prendersela troppo", e tirar fuori le unghie, quando è necessario. A Lucia che guarda il mondo, che le si presenta quasi adesso per la prima volta, e non certo in modo troppo favorevole, con occhi stupiti e angosciati, Agnese oppone una noncuranza bonariamente ironica. "I signori, chi più chi meno, chi per un verso, chi per un altro, hanno tutti un po' del matto". Con questa osservazione piena di allegra faciloneria, Agnese cerca di tranquillizzare la povera Lucia, sconcertata dallo strano comportamento della Monaca di Monza. Mai stupirsi di nulla, né preoccuparsi troppo, accettare le cose e cercare di trarle a proprio partito; questo in sintesi sembra essere il programma di vita di questa buona donna, che tuttavia ci sorprende a volte per certi tratti di commovente impulsività, e di sottile sensibilità umana. La figura di Agnese è in fondo una personificazione vivissima, poeticamente realistica della tradizionale saggezza campagnola, mista di ingenuità e furbizia, opportunismo e generosità.

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