Concetti Chiave

  • Il coro nelle tragedie di Manzoni serve come pausa riflessiva, offrendo una prospettiva esterna alla narrazione e integrando una componente storica o morale.
  • Nel "Adelchi", i cori sono posizionati strategicamente in momenti chiave, riflettendo sulle condizioni delle popolazioni coinvolte: Longobardi, Franchi e Italici.
  • La struttura del testo è solida, con una descrizione dinamica dei popoli che rompe la rigidità delle strofe, enfatizzando il cambiamento storico degli Italici.
  • La descrizione dettagliata dei Franchi sottolinea il costo emotivo della guerra, evidenziando la sofferenza condivisa da vincitori e vinti.
  • Le strofe finali collegano la rappresentazione storica al presente del Manzoni, suggerendo una lettura risorgimentale del passato come lezione per il presente.

La funzione del coro

Innovando la produzione di Vittorio Alfieri, il Manzoni introduce nelle sue tragedie il coro. Nell’ “Adelchi” i cori sono due: il primo è collocato dopo l’atto III° e il secondo dopo la I scena dell’atto IV°.
Lo stesso scrittore dichiara che il coro è una sorta di pausa dell’azione, una sorta di riflessione sulla vicenda rappresentata che costituisce un punto di vista esterno che si sovrappone ai diversi punti di vista espressi dai vari personaggi. Il coro potrebbe corrispondere alla funzione omnisciente dello scrittore nei romanzi dei primi anni dell’Ottocento. Pertanto, il coro è un elemento strutturale molto importante perché rende possibile l’introduzione nella tragedia di una componente riflessiva (storica o morale). Per questo, esso trova la sua naturale collocazione nei momento nodali della tragedia. Nell’ “Adelchi”, il primo coro è collocato dopo l’atto III° che ha descritto lo sbando e la sconfitta dei Longobardi. Esso serve a commentare le condizioni dei tre popoli coinvolti in vario modo nelle vicende narrate: i Longobardi, ex dominatori e ora sconfitti, i Franchi invasori che hanno riportato la vittoria, i popoli italici che dalla sconfitta dei Longobardi dominatori sperano di trarre un qualche vantaggio.

Analisi del testo - L’architettura del testo

Il testo presenta un’architettura molto solida e le varie parti sono ben legate fra di loro.
Il primo blocco di versi (vv.1-18) è dedicato alle popolazioni italiche che da sempre oggetto passivo della storia, stanno diventando ora soggetti attivi e stanno concependo più consapevolezza e nutrono consapevolezza e speranza in un cambiamento. Gli ultimi due versi di questo blocco, attraverso il punto di vista degli Italici, introducono i Longobardi a cui è dedicata la strofa 19.24. La descrizione dei Longobardi in fuga introduce la presenza dei loro inseguitori, i Franchi, a cui è dedicato il più ampio blocco che segue (vv. 31-54). Va quindi sottolineato che il succedersi nella descrizione dei vari popoli non rispetta la misura delle strofe, anzi rompe quanto ci potrebbe essere di meccanico nella loro successione; nella terza strofa troviamo già i Longobardi che saranno poi oggetto di rappresentazione nella quarta e all’inizio della quinta e in quest’ultima sono già introdotti i Franchi la cui descrizione occuperà ben quattro strofe.

La descrizione dei Franchi

L’ampio spazio riservato alla descrizione dei Franchi non è casuale e va ricollegato all’ispirazione di fondo del coro. A questo proposito, i critici hanno dato un’interpretazione diversa.
Benedetto Croce vede in queste strofe l’esaltazione dei barbari e dei guerrieri coraggiosi che fanno la storia. Invece, Attilio Momigliano e Luigi Russo, anche se con qualche differenza, vi scorgono la triste epopea della guerra. Infatti dei Franchi vincitori, il Manzoni non mette in evidenza la gioia e la soddisfazione per il successo ottenuto, bensì il pesante prezzo pagato per ottenere la vittoria e le sofferenze e le lacerazioni dei sentimenti sofferte ed imposte. Lo scrittore celebra anche un grande avvenimento storico, ma in lui è sempre presente la consapevolezza che il prezzo pagato è sempre molto alto, sia che si tratti di vincitori che di vinti.

Le considerazioni dello scrittore

Le due strofe finali spostano la funzione del coro dalla rappresentazione storica dei fatti, verso la valutazione del Manzoni. La riflessione e la conclusione relativa ad un passato lontano, secondo cui lo straniero non può essere mai un liberatore, si unisce ad un chiaro riferimento al presente. La soluzione che ne dà lo scrittore, in seguito, per altri diventerà la strumentalizzazione del passato in vista del presente e quindi una chiara propaganda risorgimentale.

Metrica

Il componimento è composto da 11 strofe dodecasillabi, in cui il terzo e il sesto sono tronchi. Le rime seguono lo schema seguente: AAB CCB.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la funzione del coro nelle tragedie di Manzoni, in particolare nell'"Adelchi"?
  2. Il coro nelle tragedie di Manzoni, come nell'"Adelchi", funge da pausa riflessiva dell'azione, offrendo un punto di vista esterno e omnisciente che si sovrappone a quelli dei personaggi, introducendo una componente storica o morale.

  3. Quali interpretazioni critiche esistono sulla descrizione dei Franchi nel coro?
  4. Benedetto Croce interpreta la descrizione dei Franchi come un'esaltazione dei guerrieri coraggiosi, mentre Attilio Momigliano e Luigi Russo vedono una triste epopea della guerra, sottolineando il pesante prezzo della vittoria e le sofferenze imposte.

Domande e risposte

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