Indice

  1. Introduzione al tema
  2. Don Rodrigo e padre Cristoforo
  3. Il conte zio e il padre provinciale dei cappuccini
  4. Il cardinale Federigo e l’Innominato

Introduzione al tema

Nel romanzo, le scene che vedono di fronte un nobile e un uomo di chiesa sono tre: l’incontro di don Rodrigo con padre Cristoforo (capito VI), il colloquio del conte zio con il padre provinciale dei cappuccini (capitolo XIX), l’incontro del cardinale Federigo Borromeo con l’Innominato (capitolo XXIII).
Il potere politico o temporale è rappresentato dal conte zio, da don Rodrigo e da l’Innominato
Potere ecclesiastico o spirituale vede intervenire padre Cristoforo, il Cardinale Federigo Borromeo e il padre provinciale dei cappuccini
Fra i tre incontri, non è possibile individuare punti in comune poiché ogni colloquio ha finalità diverse, esito non sempre identico e piano relazionale differente.

Don Rodrigo e padre Cristoforo

In questo caso, il colloquio è richiesto da padre Cristoforo nell’ottica di difendere un’ umile e debole ragazza, oggetto di sopruso da parte di don Rodrigo. Esso viene ricevuto nel palazzotto in malo modo, con superbia e con minacce e la scena può essere paragonata ad un duello da cui la forza e la violenza escono vittoriose. Il punto culminante si ha nel momento in cui il frate fa riferimento alla giustizia divina con la famosa esclamazione “Verrà un giorno…..” che turba profondamente don Rodrigo.
• Motivo: far desistere don Rodrigo dalla molestia nei confronti di Lucia
• Caratteristiche del confronto: scontro morale fra le due autorità

Il conte zio e il padre provinciale dei cappuccini

Qui, ci troviamo di fronte ad un colloquio intessuto di diplomazia, di prudenza e di ipocrisia che non presenta alcun riferimento alla religione. L’autorità politica, che ha richiesto l’incontro, impone la sua volontà all’autorità ecclesiastica che accetta passivamente per salvare il nome dell’ordine. Il “duello”, questa volta, è fatto di cose dette e non dette, di minacce non esplicite, di pause, molto più significative delle parole, Anche in questo caso la forza dell’autorità laica ne esce vincitrice, anzi sembra quasi che lo scrittore voglia sottolineare la corruzione della società del Seicento e la sopraffazione del potere temporale su quello spirituale che accetta supinamente (nel precedente dialogo, padre Cristoforo esce sconfitto, ma si è ribellato con veemenza)
• Motivo: obbligare il padre provinciale a trasferire padre Cristoforo, figura ingombrante per il nipote Rodrigo
• Caratteristiche del confronto: l’autorità ecclesiastica è sopraffatta da quella politica che accetta per tornaconto, opponendo soltanto una debole resistenza. In definitiva potrebbe essere definito uno scontro camuffato da dialogo, ricco di convenevoli e di comportamenti di convenienza.

Il cardinale Federigo e l’Innominato

Il colloquio fra il cardinale Federigo l’Innominato è tutto improntato ad una richiesta spirituale. È un aiuto che il signorotto (è quest’ultimo che ha richiesto l’incontro) chiede al prelato per superare l’angoscia che lo sta perseguitando e trovare nella figura dell’interlocutore la speranza e la salvezza che sta cercando. Il cardinale riceve il potente signore del male con molta cordialità e con affetto, e non condanna affatto il suo comportamento, per quanto sulla bocca di tutti, come fatto osservare dal cappellano crocifero. Davanti alla statura morale dell’uomo di Chiesa, l’Innominato crolla e si converte, incamminandosi così sulla strada della redenzione.
• Motivo: cercare un conforto spirituale e mettere fine al turbamento interiore
• Caratteristiche del confronto: rappresentazione del vero ruolo della Chiesa, improntato alla misericordia e alla carità, come punto di riferimento per ottenere la salvezza dell’anima.

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