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L'uomo sulla soglia

L'uomo sulla soglia


In “L’uomo sulla soglia”, di J. L. Borges, l'autore presenta una storia che gli era stata narrata in precedenza da un amico; nel corso del testo si possono individuare tre narratori: il primo, l'amico Dewey (considerabile il secondo narratore) e uno sconosciuto (il terzo narratore). Per quanto riguarda la trama, il governo inglese spedisce in India, con il fine di sedare alcuni disordini scoppiati nel Paese, un uomo energico, che svolge il ruolo di giudice ma in modo ingiusto. A causa del suo operato, questi viene rapito e poi condannato dalla gente locale proprio per la ferocia che questa aveva subito a causa sua. Il processo avviene per mezzo di un giudice, ma esso viene scelto nella persona di un malato mentale. Quindi, egli viene ucciso e colui che ha appreso la rivelazione incontra proprio colui che ha emesso la sentenza, rendendosi perciò conto che la stessa è già avvenuta. Un gruppo di amici, ai quali viene presentato un pugnale presumibilmente orientale, scopre appunto questo fatto, avvenuto in India fra le due guerre, narrato da uno dei presenti. La narrazione ha un ritmo molto incalzante per la maggior parte del testo. Il significato profondo della storia che Borges racconta è, essenzialmente, che bisogna imparare dalla storia perché essa si ripete, perciò quello che è accaduto ieri può accadere ancora.
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