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“Sul ghiaccio” di Hermann Hesse


“Sul ghiaccio” è un racconto scritto da Hermann Hesse, nato in Germania nel 1877 e rappresenta uno degli scrittori del Novecento in lingua tedesca più importanti di sempre, tale da ricevere il premio Nobel per la letteratura nel 1946.
Tale racconto è in un ambiente apparentemente fiabesco della Germania della fine Ottocento.
Uno dei luoghi di ritrovo dei ragazzi è un fiume ghiacciato, in cui c’è il protagonista, Hans un ragazzo che scopre il mondo dell’amore. Proprio su quel ghiaccio, egli scopre la parte più intima di sè stesso e ci si accorge come i sentimenti rimangono quelli autentici.

Fu un inverno abbastanza rigido, anche il fiume ormai era ghiacciato e così lucido che Hans riusciva a vedere ciò che c’era al di sotto, come il dorso scuro di un pesce. Passava le sue giornate spensierate da adolescente su quel fiume ghiacciato, insieme alla compagnia degli amici, pattinando con le guance rosse e le mani quasi congelate dal freddo. Facevano qualsiasi tipo di attività: gare di velocità, salto in lungo e in alto, tutto con dei semplici e vecchi pattini d’osso legati con uno spago agli stivali. Solamente il figlio dell’industriale possedeva dei veri pattini, un paio di Halifax, poteva permetterseli. Ma Hans, diversamente dagli altri, amava pattinare in solitudine, sfrecciando come se fosse un aviatore. Molti dei suoi compagni, andavano a pattinare per conquistare ragazze ma Hans era diverso, non gli interessava quel mondo ancora troppo complesso da capire.

recensione de Amicizia di Herman Hesse

Evoluzione della storia


Alla fine dell’inverno, Hans seppe che uno dei suoi amici detto “il bifolco” era riuscito a baciare Emma Meier e questa cosa lo sconvolse, erano troppo incompatibili, troppo diversi. Ma non fu solo questo che lo sconvolse, c’era anche altro. Si mosse qualcosa all’interno di Hans, voleva anche lui a tutti i costi capire cosa si provava a baciare una ragazza. Così capì che la pista di ghiaccio era il luogo ideale. Iniziò a sistemarsi, curare i capelli, vestiti e riuscì ad ottenere dalla sorella un foulard rosa di seta. Gli fu molto complicato inizialmente avere un approccio con una ragazza perché non l’aveva mai sperimentato. Così guardava da lontano come facevano i suoi amici: alcuni facevano solo un inchino e tendevano la mano, altri dicevano delle frasi come “Posso avere l’onore?”.

Fino a che arrivò il grande giorno: Hans doveva buttarsi ed approcciarsi con una ragazza. Quindi andò nella pista di pattinaggio ansioso, quasi con il batticuore, si mise i pattini e si buttò tra la folla. Tutto d’un tratto perse il controllo ed andò a sbattere contro qualcuno: era la bella Emma che quasi voleva rimproverare Hans dal dolore. Emma chiesa aiuto alle amiche, così a quel punto Hans, le si avvicinò, si tolse il berretto e si inginocchiò per aiutarla a rialzarsi.

I due ragazzi erano faccia a faccia, spaventati e non dicevano nulla. Quel volto così femminile destabilizzava ancora di più Hans, ma d’un tratto riuscì a riprendersi e formulò la frase magica che pronunciavano sempre i suoi amici: “Posso Avere l’onore?”. Ma Emma non disse nulla però strinse leggermente le mani di Hans ed iniziarono a pattinare. Hans si trovò come in un sogno. In lui c’erano emozioni contrastanti, felicità, calore, vergogna, piacere imbarazzo. I due ragazzi pattinarono insieme per un quarto d’ora. Dopo un po' Emma le lasciò le mani, lo ringraziò e si allontanò mentre Hans era ancora incredulo di ciò che gli era successo.

Solo alla fine Hans si rese conto che era stato in silenzio per tutto il momento del pattinaggio. Quella fu la sua prima avventura amorosa ma ci vollero diversi anni prima che le sue labbra si posassero su quelle di una donna.

A cura di Anny.

per approfondimenti vedi anche:
Hesse, Hermann - Biografia
Siddharta - Hermann Hesse
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