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Sulla strada di Jack Kerouac


Il brano inizia come una piccola rassegna di viaggio molto particolari. Il viaggio è l’emblema della ricerca, che ci consente non tanto di ammirare nuovi paesaggi, quanto soprattutto di scoprire noi stessi e sperimentare la nostra capacità d’adattamento. È una prova alla quale ci sottoponiamo ma, talvolta, può anche essere una fuga, o entrambe le cose insieme: è il caso di Sal, che non riesce a trovare un senso alla sua esistenza. Il suo anelito di libertà e di Assoluto, la sua ribellione verso una società perbenista lo portano a girovagare per le contrade del Nordamerica e a vivere con intensità il presente, senza mai legarsi a nessuno. Partito da New York e diretto a Ovest, arriva a Chicago, la prima tappa del suo lunghissimo viaggio.
Il romanzo Sulla strada, noto in Italia anche con il titolo originale On the road, venne scritto da Jack Kerouac nel 1950; passarono però ben sette anni prima che l’autore trovasse un editore disposto a dare alle stampe un’opera così trasgressiva. Il protagonista, Salvatore o Sal, alter ego dello scrittore, decide di sfuggire alla noia della sua vita di studente universitario e intraprendere un lungo viaggio, per lo più in autostop, attraverso gli Stati Uniti e il Messico. Durante sue peregrinazioni senza una meta precisa egli incontra personaggi stravaganti, ragazze diseredate di cui s’innamora, poveri barboni e giovani ribelli come lui. Vive d’espedienti con i pochi dollari di cui dispone, spesi spesso in alcol e droga, senza mai rinnegare il suo sogno di libertà. La ribellione di Sal nasce da un disagio interiore di natura morale: la sua è una ricerca quasi mistica di assoluto ed egli sfoga la sua ansia di vita ubriacandosi, guidando a folli velocità, vivendo nell’ebbrezza del momento.
La prosa di Kerouac consiste in una serie di variazioni su un tema principale, che funge da perno del periodo e richiama la struttura della musica jazz, in particolare quella bop di Charlie Parker, cui l’autore fa sovente riferimento; il linguaggio è incisivo e violento, intriso di espressioni tipiche dello slang giovanile americano del decennio Quaranta e Cinquanta, in genere “addomesticate” dai traduttori italiani.
Jack Kerouac d’origine franco-canadese, nacque a Lowell, Massachusetts. Pur essendo di famiglia povera riuscì a entrare alla prestigiosa Columbia University di New York grazie a una borsa di studio. Abbandonò però l’università dopo poco tempo e s’arruolò in marina, da cui fu cacciato per la sua condotta turbolenta. Intanto aveva iniziato a frequentare un gruppo di giovani intellettuali, tra i quali il poeta Allen Ginsberg e lo scrittore William S. Burroughs, che fu in seguito riconosciuto come il nucleo fondante della cosiddetta “beat generation”. Dopo aver pubblicato un primo romanzo, The Town and the City, iniziò a viaggiare per gli Stati Uniti e su quest’esperienza compose la sua opera più famosa, On the road, nella quale volle sperimentare uno stile libero da convenzioni letterarie. Accostatosi al Buddismo, scrisse in seguito I vagabondi del Dharma , che riflette il suo cammino verso la realizzazione spirituale, e altri romanzi poco noti al grande pubblico. L’improvviso successo ottenuto con i suoi libri, che diventarono un riferimento per la beat generation, portò lo scrittore alla rovina: morì alcolizzato a soli 47 anni.
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