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Stevenson – Lo strano caso del dottor Jeckyll e del signor Hyde: Recensione
Lo strano caso del dottor Jeckyll e del signor Hyde è un romanzo dal tema originale, perché riesce ad affrontare un argomento difficile come la scissione della personalità servendosi di un testo narrativo. Il dottor Jeckyll, scienziato onesto, riesce a separarsi dalla parte più oscura di sé che ha represso per molto tempo, composta da sadismo, perversione e violenza.
Il romanzo inizia presentando la figura dell’avvocato Utterson; egli ha come amico il signor Enfield, e con lui regolarmente fa lunghe passeggiate. Un giorno il signor Enfield gli racconta di un avvenimento che lo ha sconvolto: su un viale una bambina correva e ad un certo punto si scontrò con un uomo, che la fece cadere e la calpestò senza pietà. L’uomo venne acciuffato e risarcì la famiglia della bambina con un assegno firmato con un altro nome. L’uomo che fece cadere la bambina era un essere spregevole, deforme, il cui sguardo ispira all'odio. Il suo nome è Edward Hyde. Il signor Utterson, ascoltata la storia, torna a casa e vede il testamento del dottor Jeckyll, dove sta scritto che in caso di morte o di scomparsa per un tempo superiore ai tre mesi, tutti i suoi beni sarebbero stati incassati dal signor Hyde. Così il signor Utterson decide di indagare e riesce a incontrare il signor Hyde, che smuove anche in lui un senso istintivo di repulsione. Poi lo vede entrare nella casa del dottor Jeckyll. Qualche giorno dopo Utterson riesce a parlare con Jeckyll, ma il dottore non vuole trattenersi sull'argomento e non si confida con l’avvocato. Utterson poi viene scosso da molti eventi: un delitto orribile compiuto da Hyde e la sua scomparsa improvvisa, la morte di un suo amico, e una lettera per lui scritta da quest’ultimo in punto di morte da leggere soltanto dopo la morte o la scomparsa del dottor Jeckyll. Un giorno Poole, il maggiordomo del dottor Jeckyll, si reca dall'avvocato Utterson per esporgli le sue preoccupazioni sul dottor Jeckyll, ed in risposta Utterson si reca con il maggiordomo a casa del dottore. Lì sente una voce da una stanza, che non è quella di Jeckyll, ma quella di Hyde. Così l’avvocato decide di forzare la porta e, dopo l’irruzione, vede nella stanza il cadavere di Hyde e una busta con dei documenti per il signor Utterson: un nuovo testamento, stavolta con l’avvocato come beneficiario, e una lettera di Jeckyll in cui sta scritto di leggere quella lettera che l’amico defunto di Utterson gli aveva scritto prima di morire. Egli racconta di aver assistito ad un prodigio stranissimo: il signor Hyde, bevendo una strana sostanza, si trasformò nel dottor Jeckyll.

La vicenda si conclude con la relazione di Henry Jeckyll su quanto accaduto: egli racconta di aver creato Hyde, cioè la parte peggiore di sé, per mezzo di una droga. Assumendola, il dottore si trasformava in quell’essere spregevole. Alla fine la pozione scarseggiò e così Jeckyll, prima di diventare per sempre Hyde, scrisse questa relazione.
Il romanzo mi è piaciuto perché riesce ad avventurare il lettore in una storia misteriosa che riesce a catturare la sua attenzione con l’originalità della trama e con la descrizione dei personaggi: l’oscura presenza di Hyde, l’infelice Jeckyll, il curioso Utterson.

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