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“Stazione centrale ammazzare subito”


Il testo parla di un episodio accaduto a Domenico Barone, un uomo che effettuava passaggi a rischio calcolato. Egli infatti riceveva da due mesi a quel giorno una valigetta piena di contanti nella stazione di Milano Centrale da un uomo magrolino e col naso adunco proveniente da Ginevra. Il suo compito era dunque quello di controllare, una volta arrivato in albergo, che dentro alla valigetta ci fossero i contanti e successivamente telefonare in muto al padrone di quei soldi, per poi consegnarglieli al supermercato di viale Regina Giovanna.
Un sabato sera però gli fu consegnata una lettera dal superiore contenente una cartolina con le seguenti parole: “Statista centellino ammanierato subappalto” la cui decifrazione dava la frase “Stazione Centrale ammazzare subito”.
Domenico Barone a questo punto chiamò il suo superiore, questa volta non in muto, e gli furono date le istruzioni sul come agire nei giorni seguenti. Gli fu quindi detto che per completare il suo lavoro e ottenere quindi la sua debita paga di 5 milioni di lire avrebbe dovuto compiere un ultimo passaggio, ma questa volta sarebbe stato un po’ diverso da tutti quelli precedenti. Il mercoledì successivo, prima di incontrare il signore proveniente da Ginevra e possessore della valigetta, sarebbe dovuto andare in via Aporti, di fianco alla stazione, dove gli sarebbe stata consegnata una scatoletta che doveva consegnare al possessore della valigia. La scatoletta, al posto di contenere i brillanti che l’uomo si aspettava; conteneva una mina e perciò, quando il signore magrolino sarebbe andato a controllare il contenuto della scatoletta nel bagno del treno, sarebbe esploso lasciando alcuna traccia del criminale che gli aveva fornito l’esplosivo. Ottenute le dovute informazioni, il mercoledì successivo al ricevimento della lettera, l’uomo consegnò la scatoletta al signore magrolino mentre questi gli passava l’ultima valigia che avrebbe dovuto consegnare al suo superiore. Ora non gli restava che tornare al suo hotel, andare in camera, controllare che la valigetta contenesse i soldi, telefonare in muto al padrone di quei soldi e consegnarglieli al supermercato come faceva ogni settimana. Questa volta però quando aprì la valigetta non trovò i soldi ma una bomba che fece esplodere quel povero innocente insieme a tutto ciò che era nella stanza.
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