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Ominide 52 punti

Scheda libro de ‘I Malavoglia’


Autore: Giovanni Verga
Editore: Newton Compton Editori
Trama:
Il romanzo si apre con la descrizione della famiglia dei Malavoglia, che vive ad Aci Trezza, un paese vicino a Catania. I Malavoglia sono rispettati e noti a tutti per la loro laboriosità e agiatezza economica; possiedono sia la casa in cui vivono, o ‘Casa del Nespolo’, ma anche una barca chiamata ‘la Provvidenza’.
I fatti iniziano quando ‘Ntoni riceve la chiamata per andare alla leva militare e lascia la famiglia senza una forza lavoro; questo porta Padron ‘Ntoni a comprare lupini da Zio Crofisso, usuraio del paese, da mandare con suo figlio Bastianazzo sulla Provvidenza e da vendere. Una tempesta che fa affondare la Provvidenza ed uccide Bastianazzo, fa crollare tutti i piani dei Malavoglia che speravano di ottenere un grande guadagno; si ha quindi una commemorazione per Bastianazzo e nel frattempo ‘Ntoni riesce ad avere l’autorizzazione per tornare a casa, ed al posto suo andrà Luca. La barca viene poi ritrovata e aggiustata e i Malavoglia lavorano duro per ripagare Zio Crocefisso, il quale avvisa che in caso che il debito non venga restituito si approprierà non solo della casa ma anche della barca.
Il tempo passa e la situazione dei Malavoglia sembra ristabilirsi e il prestito è quasi completamente ripagato. Quando ‘Ntoni torna, non solo scopre che la fanciulla di cui è innamorato è andata in sposa ad un vedovo, ma anche il suo progetto di sposare la ragazza di cui si sta innamorando viene ostacolato da Padron ‘Ntoni che vuole prima far sposare la sorella Mena. Il giorno del matrimonio di Mena, la cerimonia viene brutalmente interrotta da una notizia che fa pensare ai Malavoglia che Luca sia morto nella battaglia di Lissa, durante la leva militare, cosa effettivamente avvenuta. I Malavoglia continuano a lavorare sodo.
Nel mentre che Padron ‘Ntoni e Alessi (figlio di Bastianazzo) si trovano al largo sulla Provvidenza, si imbattono in una tempesta durante la quale Padron ‘Ntoni viene ferito alla testa rendendolo incapace di lavorare. A questo punto i Malavoglia sono costretti a dare via anche la nave, che non gli frutta ormai nulla. ‘Ntoni comincia a dare segni di cedimento e vorrebbe partire; la Longa riesce in un primo momento a dissuaderlo, ma poi ella morirà per una epidemia di colera. Il figlio di ‘Ntoni parte ma quando torna non porta con sé nessuna fortuna, anzi viene disegnato come quello più sfaticato all’interno della famiglia e passa tutto il suo tempo nella bettola della Santuzza, con cui ‘Ntoni comincia una storia amorosa.
Lia (figlia di Bastianazzo) intanto cresce e diventa una bella ragazza; questo porta il brigadiere Don Michele ad innamorarsi della fanciulla e frequentare più spesso la casa dei Malavoglia. Don Michele, durante una delle sue visite, informa Mena di un pericolo: ‘Ntoni, con Santuzza, sta gestendo un traffico di contrabbando. Una notte, dopo una rissa alla bettola, ‘Ntoni pugnala al cuore Don Michele, fortunatamente non uccidendolo; ‘Ntoni viene così arrestato e Padron ‘Ntoni spende tutti i suoi soldi per pagare un avvocato difensore. Questa linea difensiva metterà ancora di più in cattiva luce la famiglia perché non solo riescono a far diminuire la pena a pochi anni ma, per salvare ‘Ntoni, dicono che lui non ha ferito Don Michele per via del contrabbando ma perché il brigadiere aveva una tresca con Lia; Lia, imbarazzata, scappa a Catania, dove entrerà nel giro della prostituzione, e non tornerà più a casa.
Gli anni passano, la famiglia continua a lavorare per riacquisire la casa del Nespolo, Padron ‘Ntoni diventa vecchio e malato e viene assistito solo da Mena e Alessi; Padron ‘Ntoni, non volendo pesare sui due ragazzi, chiede ad Alfio di portarlo in ospedale. Alessi sposa la ragazza di cui è sempre stato innamorato e, con grandi sforzi, riesce infine a riacquisire la casa della famiglia. Alfio chiede a Mena di sposarlo, ma la ragazza rifiuta perché ormai ha 26 anni e la vicenda di Lia ha portato fin troppo disonore alla famiglia. I fratelli continuano così a vivere insieme con Mena che si prende cura dei figli di Alessi.
Quando finalmente ’Ntoni esce dal carcere e torna a casa, Alessi gli permette di rimanere ma ‘Ntoni sceglie di partire all’alba del giorno successivo.

Stile:
Il narratore è esterno ed onnisciente e la narrazione si svolge in terza persona. Verga utilizza uno stile realista e il suo romanzo rispecchia il paesaggio, le abitudini e la società dell’epoca. Inoltre, il narratore tende a mescolare la sua voce con quella dei personaggi creando così un discorso indiretto libero. Oltre che unire la propria voce con quella dei personaggi del racconto, il narratore crea una narrazione corale in quanto alcuni degli avvenimenti decide di farli raccontare attraverso le voci degli abitanti di Aci Trezza, che di certo non si dimostrano gentili nei confronti della famiglia protagonista. Contiene delle pause per riflessioni e descrizioni che pausano il ritmo accelerato e a volte discontinuo della narrazione. In tutto, le vicende durano circa otto o nove anni e nel libro sono frequenti le ellissi e le similitudini. Il lessico è povero, dialettale e accompagnato spesso da proverbi; la sintassi è alle volte complessa.

Personaggi:
Principali:
- Padron ‘Ntoni = capofamiglia. È il più anziano e quindi colui che prende le decisioni di maggior importanza. Uomo con saggezza derivante non solo dell’esperienza ma anche dai numerosi proverbi. Rispetta la società, ama il suo mestiere da pescatore, è un uomo dell’animo semplice ed onesto ed un tipo curioso e un po’ pettegolo.
- Bastianazzo = figlio di Padron ‘Ntoni descritto come un uomo ‘grande e grosso quanto il San Cristoforo che c’era dipinto sotto l‘arco della pescheria della città’. È mite, buono ed obbediente alle decisioni prese dal padre; muore nel mezzo di una tempesta mentre trasporta un carico di lupini.
- Maruzza = moglie di Bastianazzo, chiamata anche ‘la Longa’. Verga la presenta dicendo ‘una piccina che badava a tessere, salare le acciughe, e far figliuoli, da buona massaia’. Perde la sua quiete con la morte del marito e del figlio; muore poi di colera.
- ‘Ntoni = figlio maggiore di Bastianazzo; ‘un bighellone di vent’anni, che si buscava tutt’ora qualche scappellotto dal nonno, e qualche pedata più giù per rimettere l’equilibrio, quando lo scappellotto era stato troppo forte’. Alto, forte e robusto, si ribella e smette di lavorare; quasi uccide il brigadiere don Michele e trascorre cinque anni di carcere. Alla fine lascia il paese dato il suo passato da detenuto.

- Luca = figlio di Bastianazzo, colui che ‘aveva più giudizio del grande’. Uomo laborioso e di buon cuore; muore durante la battaglia a Lissa durante la leva militare.
- Mena = il suo nome completo sarebbe Filomena; soprannominata Sant’Agata ‘perché stava sempre al telaio, e si suol dire ‘donna di telaio, gallina di pollaio, e triglia di gennaio’’. Figlia di Bastianazzo, è una ragazza giovane, laboriosa, simile a sua madre e ubbidisce facilmente. Innamorata di Alfio. A seguito della morte della madre, prende a carico l’educazione di Lia e la casa.
- Alessi = altro figlio di Bastianazzo; ‘un moccioso tutto suo nonno colui!’, si dà da fare dopo le disgrazie capitate alla sua famiglia e riuscirà a riscattare la casa e far riconoscere l’onore perso della famiglia. Si sposa poi con Nunziata.
- Lia = soprannome di Rosalia, la piccola dei cinque figli di Bastianazzo, descritta come ‘ancora né carne né pesce’. Ha una storia amorosa con Don Michele, che viene ucciso da ‘Ntoni. Nel paese gira la voce che la ragazza si sia data alla prostituzione e in seguito lascerà il paese.


Secondari:
- Zio Crocifisso = usuraio del paese, approfitta delle disgrazie altrui per arricchirsi e disposto a prestare i soldi agli amici purchè gli venga garantita la restituzione. Vive con la nipote, chiamata ‘la Vespa’, che sposa per interessi.

Parti significative/importanti:
Non credo ci siano parti che mi abbiano colpito più di altre, ma ci sono eventi di maggior importanza rispetto ad altri, come il naufragio della Provvidenza, che quasi preannuncia la serie di disgrazie che la famiglia subirà. Nonostante tutte le perdite della famiglia, la cosa che tutti continuano a fare è il cercare di ripagare quel debito che tanto grava sopra le loro spalle, e che sta a simboleggiare quel capitalismo che ormai inizia a farsi vedere in quegli anni.

Commento:
Questo libro mi è piaciuto perché Verga ha saputo mantenere un certo ritmo durante la descrizione degli eventi di questa famiglia. Una delle cose che credo Verga cerchi di dirci attraverso questo libro è che molte volte, quando si cerca di migliorare a tutti i costi la propria posizione sociale, questo non porterà mai ad un lieto fine ma alla rovina; dovremmo quindi rassegnarci ed adeguarci alla nostra situazione attuale. Inoltre, l’autore, mette confronto la società rurale e il capitalismo che comincia a nascere e crescere; Verga cerca anche di fare un quadro delle novità che stavano sorgendo in quel periodo, come la leva militare obbligatoria e la frequentazione delle scuole elementari.

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