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Persepolis – Marjane Satrapi


Persepolis è il primo fumetto iraniano mai pubblicato. Uscito nel 2002, è stato scritto e disegnato da Marjane Satrapi. Si tratta di un fumetto autobiografico/storico. La lingua originale è il francese.

Autrice: Marjane Satrapi è nata nel 1969 a Rasht, in Iran. È cresciuta a Teheran, dove ha frequentato il Lycée Francais, assistendo da bambina alla rivoluzione islamica. Si è poi trasferita in Europa, dove ha studiato disegno e illustrazione a Vienna e Strasburgo. Attualmente vive a Parigi. È autrice di numerosi libri per ragazzi.

Trama: il fumetto descrive diverse scene dell’infanzia di Marjane Satrapi, autrice e protagonista. Frequentante inizialmente una scuola mista bilingue, a causa del regime è costretta ad abbandonarla, andando a frequentare una scuola femminile. Successivamente sarà costretta ad indossare anche il chador, malvolentieri, non capendone il motivo. Inizia a manifestare in piazza insieme alla madre, contro le restrizioni del governo islamico nei confronti delle donne. A causa delle violente repressioni, Marjane parte per una lunga vacanza in Spagna e in Italia con la famiglia, durante la quale scoppierà la guerra tra Iran e Iraq. La ragazza affronta con molto patriottismo il conflitto, anche se non condivide la propaganda insegnatole a scuola, scontrandosi spesso con le insegnanti. Durante il conflitto la tensione è alta: bombardamenti, mancanza di benzina, scarseggio dei viveri, divieto di tenere alcol e fare feste, controlli da parte del regime. Nel frattempo la protagonista cresce, mostrando segni di ribellione nei confronti del regime tipici degli adolescenti: la prima sigaretta, abbigliamento sportivo, noncuranza nell’indossare il chador, proteste nei confronti della madre, mancanza alle lezioni. Ma la situazione, peggiorando di giorno in giorno, costringe i genitori di Marjane a procurarle un passaporto e spingerla a trasferirsi a Vienna, in Austria. Il libro si chiude con Marjane all’aeroporto e i genitori che se ne vanno.

Personaggi principali


Marjane Satrapi è la protagonista e autrice del fumetto. Da bambina cresce in una famiglia progressista. Legge molto, soprattutto libri a sfondo politico, e si appassiona a racconti dei prigionieri politici, specialmente del nonno, dello zio Anush e degli amici Siamak e Mohsen. Va molto fiera del fatto di avere “eroi” in famiglia. È intelligente e astuta. Ama il suo paese e la sua libertà, andando contro al regime. Si sa difendere da sola. Crescendo, diventa più ribelle e ha sempre più voglia di libertà. È molto curiosa e le piace sentirsi raccontare storie della sua famiglia. È molto allegra e vivace, piena di vita. Ama molto i genitori e la nonna.
Padre: il padre di Marjane ha l’hobby di fotografare le manifestazioni, rischiando spesso l’arresto. È amorevole e comprensivo nei confronti della figlia. È figura portante della famiglia, che ama e protegge con tutte le sue forze.
Madre: la madre di Marjane è progressista. Non condivide le idee del regime per le donne. Ama molto sua figlia, ma alcune volte è severa con lei, soprattutto quando si avvicina troppo al pericolo. È una donna forte e accogliente. Ospita, infatti, la famiglia di una sua amica, la cui casa è stata bombardata.
Nonna: la nonna di Marjane è piena di vita, nonostante l’età. Ama molto la nipote e le racconta diverse storie riguardo la sua famiglia.
Zio Anush: è uno zio di Marjane, ex prigioniero politico. La bambina ha un’adorazione per lui, in quanto è un eroe di famiglia. Si fa raccontare molte storie e lo prende come modello, come ispirazione. Gli vuole molto bene fin da subito. Verrà giustiziato con l’accusa di essere una spia russa.
Dio: Dio spesso compare come un personaggio nella mente di Marjane, soprattutto quando va a dormire e nei momenti in cui si sente triste. Le dà consigli e la aiuta. Spesso si scambiano idee ed opinioni. Appare solo nella prima parte del libro.
Durante la storia compaiono diversi personaggi minori, come le amiche di Marjane, le sue insegnanti, lo zio Anush e gli amici Siamak e Mohsen, tutti prigionieri di guerra salvi (lo zio e Mohsen, però, verranno giustiziati in seguito), amici di famiglia (come Mali, l’amica della madre alla quale è stata bombardata la casa) e parenti, specialmente zii.

Ambientazione

La storia si svolge principalmente in Iran, paese natale della protagonista.

Tempo

La storia inizia quando la protagonista aveva 10 anni, nel 1980, e termina nel 1994, quando parte per l’Europa.

Stile

Lo stile è molto semplice e scorrevole. Vengono utilizzate parole quotidiane e appartenenti al linguaggio parlato. Infatti, trattandosi di un fumetto, sono molto usati i discorsi diretti. Le frasi sono brevi e semplici. Il linguaggio è di facile comprensione e molto scorrevole. Il registro è basso, quotidiano.

Tematiche principali

Nel fumetto si possono scorgere due storie parallele: la vita di Marjane, la protagonista, e la storia avvenuta in Iran tra il 1979 e il 1994. Per quanto riguarda la trama autobiografica emergono i principali tratti dell’adolescenza di una ragazza, sottolineando il passaggio tra bambina di dieci anni e una ragazza matura quattordicenne, che parte per trasferirsi in Europa da sola. Emerge principalmente la voglia di vivere dei giovani e il loro essere ribelli, caratteristiche attinenti al carattere della protagonista. Invece, per quanto riguarda la trama storia, viene raccontato il passaggio dell’Iran da monarchia a repubblica teocratica, in seguito alla rivoluzione islamica del 1979. Questa trasformazione del paese è narrata dagli occhi di una bambina e, poi, di una ragazza matura. Emerge tutto ciò che i cittadini devono vivere: la paura, i divieti, gli obblighi. Il regime costringe le donne a indossare il chador e successivamente a seguire un rigido modo di vestire e di vivere. Tutto questo è vissuto in prima persona dalla protagonista ed è possibile anche osservarlo nella madre. Nel libro si respira l’atmosfera di tensione e di paura in cui i personaggi, persone reali, sono costretti a vivere. È una testimonianza di come la gente comune riesca a sopravvivere alla repressione politica, alla guerra e all’assurdo che si sostituisce poco alla volta alla vita quotidiana.
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