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Il rosso e il nero di Stendhal


Un uomo e una donna si incontrano per la prima volta. È una piacevole sorpresa per entrambi. La composizione della pagina che narra l’incontro sottolinea, grazie all’alternarsi dei punti di vista, e dunque delle sensazioni provocate dalla vista dell’altro, il legame che istintivamente si crea.
Julien Soret, il protagonista maschile de il rosso e il nero, è un giovane contadino quasi diciannovenne, arrivista e ambizioso, ma anche timido e impacciato. Si presenta a casa del sindaco di Verrières per assumervi l’incarico di precettore dei figli. La moglie del sindaco, madame de Rênal, lo vede fermo davanti alla porta, intimorito ed esitante. Gli si rivolge con dolcezza. L’emozione è reciproca, la grazia e la dolcezza cancellano paure e differenze sociali, ed entrambi provano momenti di felicità che preludono a quelli del futuro rapporto d’amore.
Ispirato ad alcuni fatti di cronaca, il rosso e il nero si propone di raccontare (come disse Stendhal stesso) un’avventura del 1830, per lui contemporanea. La polemica è contro il romanzo storico ispirato allo scozzese Walter Scott e a Manzoni.
Il protagonista è Julien Sorel. Ambizioso, desideroso di cambiare ambiente sociale, nell’impossibilità di cercare la gloria sui campi di battaglia, come sarebbe accaduto al tempo di Napoleone, pensa di farsi prete per assicurarsi agiatezza e prestigio. La volontà di farsi accogliere nel mondo dell’aristocrazia fa crescere sempre più in lui l’ipocrisia, per nascondere l’assenza di sinceri sentimenti religiosi e le nascoste motivazioni della sua presunta vocazione.
Accolto nella casa di madame de Rênal (timida e bella moglie del sindaco di Verrières, la cittadina in cui è nato) come precettore dei suoi figli, Julien diventa l’amante della donna. Scoperto, è costretto a lasciare l’incarico.
Dopo aver proseguito gli studi di teologia nel seminario di Besançon, ottiene il posto di segretario di un marchese, a Parigi. Qui seduce Mathilde, la figlia del nobile. La giovane, incinta, vorrebbe sposare Julien, ma una lettera al marchese di madame de Rênal, gelosa, smaschera le vere intenzioni del giovane. Julien torna allora a Verrières e cerca di uccidere (senza riuscirvi) la sua ex amante. Condannato alla ghigliottina, affronta la morte con dignità. Madame de Rênal muore di dolore, Mathilde si impadronisce della testa del giustiziato per custodirla e venerarla.
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