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Tutto è bene quel che finisce bene


INTRODUZIONE

Questo racconto è ambientato nel Rossiglione, in Francia, quando si formò il regno di Francia. La Francia era divisa in diverse regioni e il re, non potendo controllare tutto il territorio, diede ad ogni conte una regione da controllare. La storia di questi capitolo è fiabesco.

CAPITOLO 1
Beltramo era il conte di Rossiglione (ebbe il titolo di conte alla morte del padre). Il re di Francia, quando seppe la brutta notizia convocò il figlio alla corte di Parigi. Quando a Beltramo arrivò la notizia da Lafeu che era convocato, la madre ordinò ai servitori di preparare tutte le cose necessarie per il figlio anche se per lei era difficile lasciare il figlio. Lafeu consolò la madre di Beltramo per la morte del marito e le disse che il re avrebbe fatto di tutto per la fortuna di Beltramo. Lafeu raccontò alla madre che il marito aveva una malattia incurabile e allora lei disse a Lafeu che se il padre di Elena (una ragazza che la madre di Beltramo aveva preso come serva perché il padre era sul punto di morte) fosse rimasto in vita l’avrebbe curato. Poi Beltramo salutò la madre e raccomandò ad Elena di prendersi cura di lei. Elena amava Beltramo ma dato che lui se n’era andato, lei aveva perso le sue caratteristiche. Nonostante fosse innamorata di Beltramo, a lei bastava essere la sua serva e a causa della partenza di quest’ultimo aveva il cuore pieno di dolore.

CAPITOLO 2
Gerardo di Narbona, quando morì, lascio in eredità ad Elena alcune ricette mediche che fece dopo studi approfonditi. Tra le ricette ce n’era una che avrebbe potuto curare la malattia del re: allora Elena pensò di andare a Parigi (dove c’era il re malato) per curarlo, ma nello stesso tempo pensava che sarebbe stato improbabile che i medici del re approvassero le sue cure. Beltramo era partito da poco quando la contessa seppe dal maggiordomo che Elena amava Beltramo e voleva seguirlo a Parigi. La contessa, dopo aver ringraziato il maggiordomo, gli chiese di andare a chiamare Elena. Quando quest’ultima arrivò, la contessa le chiese se amava Beltramo ma lei girò la stessa domanda alla contessa. Allora elena confessò il suo amore per Beltramo e raccontò quello che voleva fare a Parigi e la contessa approvò, allora diede ad Elena il denaro necessario per la sua missione.

CAPITOLO 3
Elena, arrivata a Parigi, ebbe un problema: il re non voleva prendere la medicina. Allora Elena fece un patto con il re: se entro due giorni fosse guarito, Elena avrebbe cercato marito in tutta la Francia altrimenti veniva uccisa. Dopo due giorni il re guarì ed Elena, come marito, scelse Beltramo; si sarebbero sposati lo stesso giorno. Dopo il matrimonio, Beltramo sconvolto andò via dalla corte.

CAPITOLO 4
Elena ritornò a casa e ricevette una lettera da Beltramo che quasi gli spezzò il cuore. La contessa gli diede un cordiale benvenuto e cercò di confortarla con parole gentili, ma Elena continuò ad essere triste. Elena continuava a tenere gli occhi sulla lettera fino a quando, ad un certo punto gridò dicendo che fino a quando non era la moglie di Beltramo, non aveva niente in Francia. La contessa chiese ad Elena se queste parole erano contenute nella lettera e lei rispose di si.
Il mattino seguente Elena se ne andò lasciando ad un inserviente una lettera da dare alla contessa dove spiegava i motivi della sua partenza.

CAPITOLO 5
Beltramo, dopo aver lasciato Parigi, so recò a Firenze dove era diventato ufficiale dell’esercito del duca di Firenze. Lui decise di ritornare a casa in quanto seppe che sua moglie non lo avrebbe più disturbato. Nel frattempo Elena andò a Firenze vestita da pellegrina. Lei andò dalla buona donna che ospitava le pellegrine dove venne accolta e condotta dalla vedova a vedere l’esercito dove c’era anche Beltramo. La vedova parlava sempre di Beltramo e le disse anche dell’amore tra Beltramo e la figlia della vedova. Visto che Beltramo non era insensibile all’amore, fin dai primi tempi della permanenza a Firenze, si era innamorato della figlia della vedova. Ogni notte lui si recava sotto il balcone della vedova e le cantava delle canzoni e le chiese se poteva salire visto che il giorno all’alba sarebbe dovuto partire. Elena disse alla vedova che era lei la moglie abbandonata e chiese a le e alla figlia se quella notte poteva farlo salire, farsi dare un anello, così Beltramo tolse quello al dito e il patto fatto con Elena lo avrebbe vinto lei. La vedova e sua figlia accettarono. Quel giorno a Beltramo giunse voce che Elena era morta. Al calar della sera, lui venne accolto nella stanza di Diana, dove Elena era pronta a riceverlo. Elena lo pregò di darle come pegno d’amore l’anello che aveva al dito e gli diede l’anello regalatole dal re. Prima che sorgesse il sole, mandò via Beltramo che si mise in viaggio verso casa.

CAPITOLO 6
Elena convinse la vedova e Diana ad accompagnarla a Parigi perché aveva ancora bisogno di loroil re si era recato in visita alla contessa di Rossiglione e non appena vide la contessa cominciò a parlare di Elena, ma siccome la contessa piangeva per Elena, disse di far venire il suo più caro ricordo. Beltramo si presentò al cospetto del re lo perdonò e gli accordò nuovamente il suo favore. Quando il re vide che Beltramo portava al dito l’anello che aveva regalato ad Elena. Il re chiese a Beltramo come avesse fatto ad impossessarsi dell’anello, ma poi finì in galera. Arrivò la vedova con la figlia, quest’ultima disse al re diverse cose e finì anche lei in prigione dopo poco la vedova portò Elena, lui era contento. Alla fine Elena divenne contessa di Rossiglione, moglie di Beltramo e nuora della padrona.

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