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Il narratore in Umiliati e offesi è interno alla vicenda narrata e ne è partecipe, si può parlare quindi di narratore intradiegetico.
Nel romanzo Vanja riporta contemporaneamente fatti inerenti a sé stesso e vicende riguardanti Natasa. È di conseguenza allo stesso tempo autodiegetico ed eterodiegetico.
Dal momento che la focalizzazione è interna, il narratore può non essere al corrente di tutti gli eventi della vicenda e dei pensieri altrui. Egli viene a conoscenza di episodi e pensieri contemporaneamente al lettore.
Una caratteristica straordinaria nel libro è la capacità dello scrittore di descrivere i personaggi talmente accuratamente da fare sembrare al lettore di conoscerli realmente. Avvertiamo i timori e le paure di ogni personaggio come se essi fossero vivi e reali.
Per arrivare a un tale risultato la focalizzazione interna è fondamentale poiché permette di osservare gli avvenimenti direttamente dagli occhi del protagonista e provare le sue medesime sensazioni.

Le funzioni del narratore prevalenti nel testo sono la funzione ideologica e la funzione testimoniale:
La funzione ideologica si ha se il narratore esprime riflessioni sulla vita o sull’amore; Vanja riflette molto sul senso e sul ‘significato’ dell’amore, tanto che l’amore è uno dei temi centrali attorno al quale è costruito il libro.
La funzione testimoniale si ha quando il narratore esprime giudizi e opinioni sui personaggi; Vanja esplicita sempre i propri giudizi e pensieri riguardo agli altri personaggi, soprattutto se questi ultimi sono antagonisti.

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