Video appunto: Recensione La sposa bambina di Beppe Fenoglio

La sposa bambina



La piccola Catinina era una bambina di circa tredici anni ed era la figlia di persone che lavoravano al mercato e proprio per questo motivo alcuni dicevano che era quasi una zingara. Ogni giorno Catinina era abituata a giocare con gli amichetti maschi al di sotto dei banconi del mercato.
Un giorno si sentì chiamare dalla sua mamma quando stava giocando con le biglie insieme ai suoi amici maschi. A quel punto Catinina le rispose di lasciarla in pace a giocare con l’ultima biglia, ma la mamma non era d’accordo, la sgridò e le ordinò di tornare a casa. Così Catinina se ne andò lasciando la biglia. Quando arrivò a casa, Catinina trovò suo papà, la sorella più grande e un signore un po' vecchio che aveva dei baffi e faceva la puzza di chi vendeva acciunghe. Così la bambina iniziò a pensare che quel vecchio era lì perche la sua famiglia doveva dare dei soldi al vecchio. In realtà quel vecchio non aveva problemi perché aveva un nipote maggiorenne che lavorava per fatti suoi. Il giovane possedeva un carretto e una mula e cercava di vendere stracci e nel frattempo cercava una donna per maritarsi. Quel vecchio si trovava in casa di Catilina per chiedere alla famiglia se fossero disposti a darle la figlia in sposa al nipote. La mamma chiese a Catinina se fosse contenta di quel passo ma la bambina disse di no. La mamma cercava di farle cambiare idea, promettendole un vestito, Catinina lo avrebbe voluto rosso ma non era possibile perché in chiesa ci si sposava di bianco.

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Evoluzione della storia



Allora provò la sorella maggiore a convincerla dicendo che le avrebbero dato tanti confetti e così Catinina accettò. Un mese dopo i due si sposarono in una chiesetta del paesino che si concluse con un pranzo pagato dal vecchio. Finito tutto, la sera i due si incamminarono col carretto in viaggio di nozze ma in realtà lo sposino doveva andare a Savona per rifornirsi di stracci per poi rivenderli. Catinina era molto triste ma la gente intorno cercava di tirarla su con piccoli doni, come un sacchetto di caramelle. Durante il viaggio nessuno dei due disse una parola e la piccola mangiava caramelle. Finché lo sposo se ne accorse e le ordinò di smettere di mangiare caramelle con un tonò rabbioso. La piccola Catinina rimase scioccata perché lui le aveva dato del voi, come se fossero estranei. Pian piano si fece sera, c’era una bella luna e Catinina disse allo sposo di guardarla in cielo dandogli del tu. Ma a quel punto lo sposo le rispose arrabbiato perché la ragazza non gli aveva dato del voi. Così Catinina si ammutolì, successivamente si lamentò del sedile scomodo e lo sposo, in modo tranquillo, le disse che poi avrebbe messo qualcosa di più comodo sopra. Dopo un bel po' di strada, i due arrivarono a Savona. Catinina voleva vedere il mare perché per lei era la prima volta. Fu felice. Poi andarono a fare colazione con paste e caffè latte per poi andare in collina per prendere gli stracci. Qui Catinina diventò triste perchè non potè più vedere il mare. Quando arrivarono in collina, li aspettava un signore anziano la gentile che iniziò a fare festa insieme ad altri vicini vecchi quando arrivarono i due sposini, portandogli dolci e vino. In quel momento di festa Catinina si divertì molto invece il suo sposo no perché era molto geloso. Infatti quando andarono in camera, lui iniziò a schiaffeggiarla sul volto ma non le fecero nulla. Il mattino seguente, sul volto di Catinina erano evidenti i segni delle mani del marito, lui cercò di consolarla ma lei voleva solo tornare a casa. Il giorno dopo Catinina venne trovata dal panettiere vicino al suo negozio senza il marito perché non voleva più starci e che gli doveva dare sempre del voi. Il panettiere le spiegò che la legge del matrimonio era quella di stare sempre col marito. Ma Catinina si lamentò dicendo che non aveva una bella casa, non aveva luce ne balconi. Così il panetterie cercò di aiutarla per farle avere quello che desiderava in sei mesi. Ci voleva tempo per tutto ciò, quasi un anno ma già in quell’anno Catinina ebbe il primo dei suoi nove figli. Catinina era piccola, non aveva ancora la maturità di crescere un bambino, lo faceva addormentare nella cesta e poi andava a giocare con le biglie come faceva prima di sposarsi. Quando il bimbo si svegliava e urlava, la vicina di casa la chiamava dicendole di essere una mezza zingara ma lei le rispondeva che doveva finire di giocare con l’ultima biglia.

A cura di Anny.