SCHEDA DI LETTURA

IL PROFUMO DELLE FOGLIE DI LIMONE - Clara Sanchez

Il romanzo “Il profumo delle foglie di limone” è opera delle scrittrice spagnola Clara Sanchez, nata a Guadalajara nel 1995. Durante l'infanzia e l'adolescenza si sposta continuamente in diversi Paesi in funzione della carriera lavorativa del padre. Si laurea in filologia spagnola all'Università Complutense di Madrid, e successivamente decide di stabilirsi nelle capitale spagnola. Dopo la laurea, inizia ad insegnare presso la National University of Distance Education (Università Nazionale di Educazione a Distanza). Nel 2000 vince il Premio Alfaguara con il romanzo “Ultimas noticias del paraiso”, ma la fama mondiale viene raggiunta nel duemiladieci con la pubblicazione del romanzo “Il profumo delle foglie di limone”, grazie al quale vince il Premio Nadal, uno dei riconoscimenti letterari spagnoli più antichi e prestigiosi.

Clara Sanchez ha pubblicato alcuni romanzi inediti in Italia, ma tradotti in molti altri paesi. I suoi romanzi più famosi sono “Ultimas noticias del paraiso” del 2000, “Un millon de luces” del 2003 e “Il profumo delle foglie di limone” del 2010, il cui titolo originale è “Lo que esconde tu nombre” (“Ciò che nasconde il tuo nome”).
Il romanzo “Il profumo delle foglie di limone” è il best-seller di Clara Sanchez, che vede protagonista la continua ricerca della verità da parte di un repubblicano spagnolo sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen ed una giovane insicura e alienata, sospesa tra un amore finito ed un nuovo inizio, che decide di trasferirsi momentaneamente in Costa Blanca.

COMPRENSIONE DEL TESTO

Il romanzo “Il profumo delle foglie di limone” si compone di due macro-sequenze. La prima, dal titolo “Arrivo a Costa Blanca”, comprende le prime centotredici pagine e ci presenta i protagonisti dell'opera: Sandra e Juliàn. Due personaggi dissimili: lei una ragazza che forse pecca di esagerata ingenuità, lui un anziano che ha vissuto sulla sua pelle le atrocità dei campi di sterminio nazisti. Il romanzo si apre con la partenza da Buenos Aires di Juliàn, vedovo e anziano, padre di una figlia ormai cresciuta e preoccupata per lui, che va in Costa Blanca per vendicarsi degli orrori subiti presso il campo di concentramento di Mauthausen. L'uomo appartiene all'organizzazione “Centro memoria e azione” ed è chiamato in Spagna dall'amico Salva che è riuscito a localizzare una coppia di vecchi nazisti. Ma da quando aveva aderito all'organizzazione Juliàn non aveva avuto molto successo; egli infatti afferma: (pag. 10) “Non portai mai a termine una missione: alla fine li catturava sempre qualcun altro o riuscivano a scappare.

Sembrava che il destino si prendesse gioco di me. Li individuavo, li inseguivo, li accerchiavo e, quando ero vicino, mi sfuggivano, si dileguavano. Avevano un sesto senso per mettersi in salvo.” Nel frattempo Sandra, incinta e insicura dei propri sentimenti nei confronti del padre del bambino, il giovane Santi, si reca in Costa Blanca, presso la casa della sorella, per godersi il sole ed il mare in assoluto relax. Però una mattina la ragazza è soccorsa in spiaggia, a seguito di un malore, da una coppia di anziani di origine norvegese, Fredrik e Karen, che iniziano ad ospitarla in casa loro, Villa Sol. Intanto Juliàn, giunto a destinazione inizia a indagare sulla coppia di nazisti che risiede nella zona, dopo aver scoperto della morte dell'amico Salva, dal quale aveva ricevuto degli indizi importanti. Juliàn riesce a scovare i due nazisti: Fredrik e Karen Christensen, e inizia a pedinarli, scoprendo che appartengono ad una Confraternita che raggruppa ex criminali nazisti, rifugiatisi sulle tranquille coste spagnole.
Riguardo il gruppo di nazisti Juliàn intuisce che (pag. 233) “sicuramente sono tutti titolari di un bel conto in banca in qualche paradiso fiscale, e nel frattempo appartengono a un gruppo dotato di un'ideologia, di armi, di una religione propria e di un passato, il che li fa sentire speciali.” Inoltre, dopo aver conosciuto per caso Sandra, notando la pericolosa vicinanza della giovane ai due terribili impostori, Juliàn la avvisa dei pericoli che sta correndo.
La seconda sequenza, dal titolo “La Confraternita”, si conclude a pagina trecentocinquantacinque. Sandra, venuta a conoscenza della vera identità di Fredrik e Karen, inizia ad aiutare Juliàn nelle sue ricerche, correndo innumerevoli e continui pericoli per scoprire i membri che appartengono alla pericolosa Confraternita: Fredrik e Karen Christensen, Otto Wagner, Alice, Anton Wolf, Elfe, Aribert Heim o il Macellaio di Mauthausen, Gerhard Bremer e Sebastian Bernhardt. Inoltre Juliàn riesce a intuire la gerarchia che regolava il gruppo: (pag. 278) “Sebastian Bernhardt sopra Otto, Alice e i Christensen. (…) Era stato Sebastian a evitare che in tutto quel tempo facessero sciocchezze e si esponessero troppo. Ed era stato lui a fare in modo che avessero una vita esageratamente lunga per non rimanere solo in un mondo estraneo. Era lui a infondere loro fiducia e a mantenerli uniti sotto il vincolo della Confraternita. Era lui a reclutare i giovani. Era l'ape regina e, una volta morta la regina, gli altri non avrebbero saputo più cosa fare.”
Intanto Sandra scopre che sia Karen, che tutte le donne e gli uomini della Confraternita, facciano uso di quello che credono un potente elisir della giovinezza. Infatti Sandra assiste (pag. 234) “a traffici tra Karin e Alice, siringhe di elisir in cambio di gioielli rubati agli ebrei. Karin stava ancora comprando altra vita con la vita di quelli che avevano contribuito a uccidere o aveva ucciso lei stessa.” In realtà, come ben presto scoprirà Juliàn, non si tratta di un vero elisir della giovinezza bensì (pag. 252) “di una concentrazione di vitamine e minerali come la fosfatidilserina, la taurina, le vitamine del gruppo B. Certamente queste sostanze possono migliorare la concentrazione e la sensazione di vitalità, ma non fanno miracoli. (…) A volte la gente paga fortune per preparati comunissimi da ingerire o da assumere per uso locale. Si lasciano ingannare con l'illusione di riuscire a diventare più giovani. Per la maggioranza delle persone quello che funziona davvero è l'effetto placebo.” L'inefficacia dell'elisir della giovinezza, che causa non poche tensioni all'interno della Confraternita, si rivela per Juliàn come una vendetta personale, e una volta uscito allo scoperto, costringe alla fuga i membri della Confraternita. Contento per aver raggiunto il suo obbiettivo, decide di trascorrere i suoi ultimi giorni in compagnia di un giovane ragazza diventata sua amica, inserviente dell'ospizio “I tre ulivi”.
Invece Sandra ritorna a Madrid dalla sua famiglia, lasciandosi alle spalle l'odio e il risentimento verso Fredrik e Karen, la nostalgia di Juliàn e l'innamoramento nei confronti di Alberto, un giovane infiltrato nella Confraternita del quale la ragazza si era innamorata prima di ripartire.
Sono numerose le tematiche che emergono lungo il romanzo di Clara Sanchez; specificatamente l'autrice cerca di interrogarsi riguardo il male e la morte.
Particolare, infatti, è la riflessione di Sandra, dopo aver scoperto la vera identità della coppia norvegese: (pag. 117) “Prima di conoscere Karin non mi sarebbe mai venuto in mente che il male finge sempre di fare il bene. Karin fingeva sempre di fare il bene, ed evidentemente lo aveva fatto anche quando uccideva o aiutava a uccidere degli innocenti. Il male non sa cosa sia il male finché qualcuno non gli strappa la maschera del bene.”
Il romanzo si presenta come il racconto del terrore di fronte al male e dell'incapacità di non potersi difendere da esso poiché troppo tardi ci si è accorti della sua terribile presenza e si teme di essere stretti tra le sue spire in modo irrimediabile.
Inoltre l'opera di Clara Sanchez ci propone un'altra importante riflessione riguardo la morte, certamente la tematica più ricorrente lungo l'intera opera: (pag. 252) “La morte ci fa orrore, ci fa venire il panico. Ma è una solenne sciocchezza e una perdita di tempo, perché la morte non manca mai al suo appuntamento. E' puntuale. Non la possiamo fermare né trattenere. Ritardare? Forse, perché la morte è buona, è necessaria per la vita. La morte di una cellula significa rinnovamento: se non morissero alcune e non ne nascessero altre non potremmo vivere.”

ANALISI DEL TESTO

L’opera è strutturata su due voci narranti, Juliàn e Sandra: l’una interfaccia dell’altra. I due alternano le loro voci per raccontare opinioni e punti di vista a volte differenti a volte uguali di una stessa, orribile situazione che entrambi si sono trovati a vivere loro malgrado. I due narratori sono anche i due protagonisti.
Juliàn (pag. 62) “aveva un'ottantina d'anni, forse qualcuno di più. (…) Emanava quell'aura di bellezza tipica degli anziani magri. Aveva gli occhi chiari, o magari lo erano diventati con l'età, e anche la statura era forse diminuita con gli anni per assestarsi a un paio di centimetri sotto l'uno e settanta.” Juliàn ritorna nella natia Spagna animato da un'unica convinzione, che i criminali non hanno affatto il diritto di morire in pace. Infatti, secondo Juliàn, chi ha commesso crimini indicibili non deve riuscire a cavarsela, grazie alla complicità di troppi e all’indifferenza, dettata dall’ignoranza, di tanti. Inoltre l'uomo si impegnerà enormemente nella ricerca dei vecchi criminali nazisti rifugiatisi sulle coste spagnole, presso Alicante. Ma la messa in opera della vendetta del vecchio Juliàn è animata da un potente sentimento di morte; infatti (pag. 336) “era un uomo alla fine dei suoi giorni e senza dubbio aveva paura, perché la paura non credo abbia età.”
Sandra, (pag. 35) “era giovane, doveva avere al massimo trent'anni; non era né mora né bionda, piuttosto castana, nonostante una ciocca di capelli tinta di rosso scuro. Aveva un tatuaggio nero e rosso sulla caviglia che sembrava una farfalla e un altro sulla schiena, delle lettere cinesi o giapponesi, in nero. ” Inoltre è incinta di cinque mesi ed è indecisa sul proprio futuro; infatti la storia d’amore col padre del bambino che sta per nascere non è per lei tanto intensa da meritare il matrimonio o un’unione stabile. Il temperamento di Sandra è un simpatico connubio tra pigrizia e ingenuità. Ella si lascia coinvolgere dalla compagnia di Fredrik e Karin, al punto di trasferirsi a Villa Sol, e successivamente sarà costretta a dimostrare tutto il suo coraggio e la furbizia per smascherare la coppia norvegese.
Rilevante importanza lungo il romanzo “Il profumo delle foglie di limone” è ricoperta dalla coppia di ex funzionari nazisti: Fredrik e Karin Christensen. Non si tratta di due tranquilli pensionati, che si godono gli ultimi anni di buona salute presso le soleggiate coste spagnole; bensì entrambi sono criminali nazisti con le mani lorde di sangue, colpevoli dell’uccisione di un notevole numero di ebrei.
Fredrik Christensen (pag. 22-33) “non era un uomo sorridente, ma era così educato che aveva l'aria di sorridere. La sua straordinaria statura faceva sembrare la poltrona di vimini su cui era seduto una seggiolina per bambole. Era molto magro: gli si vedevano gli zigomi, il cranio e tutte le ossa. Era proprio un bell'uomo. (…) Il suo corpo sembrava alterato, camminava senza agilità, grassa e deforme. ” La moglie di Fredrik, Karin, parlando di lui dice: (pag. 220) “non puoi immaginare com'era Fred quando l'ho conosciuto. Era un uomo eccezionale. Alto, bello, determinato, proprio come lo avevo sognato. Era un atleta, praticava ogni tipo di sport. Era un uomo superiore, completo. Mi innamorai a prima vista. Avrebbe potuto essere il protagonista di un romanzo o di un film.”
Karin Christensen (pag. 28-48) “non era scheletrica come suo marito. Doveva essere stata magra da giovane e grassa in età matura; ora era un miscuglio di entrambe le cose, un miscuglio deforme. Ti osservava con un'espressione così indecifrabile, fra l'amichevole e il diffidente, che non sapevi mai cosa pensasse veramente. O meglio, quello che diceva doveva essere la centesima parte di ciò che pensava, come tutte le persone di una certa età che hanno vissuto molto e finiscono per godere solo dei dettagli, delle piccole cose. (…) Era più giovane di Fredrik di quattro anni. Insieme avevano formato una bella coppia, adesso erano solo due relitti. Bel viso, bel corpo, capelli biondi ondulati, abbastanza alta da non sembrare una nana accanto a lui, la tipica donna del Nord, anche se non era una bellezza da togliere il fiato. Karin era il cervello della coppia, era lei che comandava e che aveva approfittato delle idee limitate e rigide di suo marito per spingerlo, e contemporaneamente per spingere sé stessa, sempre più in alto. ”
Entrambi i coniugi Christensen (pag. 29-34) “erano delle persone pacifiche. Si muovevano piano, non parlavano ad alta voce, non discutevano quasi mai, al massimo di scambiavano qualche opinione. (…) Agivano come se non fossero mai stati davvero coscienti di aver fatto del male.”
Anche Aribert Heim o Macellaio di Mauthausen, appartenente alla Confraternita, è tra i personaggi principali. L'uomo è (pag. 99-101) “un vecchio di grande statura, molto simile a Fredrik ma un po' più in carne, che camminava inclinato in avanti come se il motore del suo corpo l'avesse in testa. Aveva una cicatrice all'angolo della bocca, gli occhi chiari e lo sguardo rivolto all'indietro, verso un mondo fatto a sua immagine e somiglianza.” Aribert Heim è certamente il personaggio più macabro che compare lungo il romanzo, a causa del suo terribile passato come funzionario nazista; egli infatti (pag. 101) “aveva amputato braccia e gambe senza anestesia e senza alcuna necessità, dedicandosi ad ogni sorta di esperimento macabro.” Queste attività gli valsero il soprannome di Macellaio di Mauthausen.
La vicenda narrata nel romanzo “Il profumo delle foglie di limone” è ambientata per lo più in degli spazi chiusi. Particolare importanza è assunta dalla residenza dei due coniugi norvegesi, Villa Sol. La casa di Fredrik e Karin Christensen, che ospiterà anche la giovane Sandra, (pag. 24-41) “era come un fortino, praticamente non si vedeva nulla dell'interno. Tutto intorno regnava il silenzio e un intenso profumo di fiori. I cancelli di ferro erano dipinti di verde scuro e l'edera vi cresceva intorno minacciosa. (...) Rispetto le altre ville era meno pretenziosa e più vissuta. C'erano più fiori e l'architettura era quella tipica della zona, con la facciata color ocra, il tetto con le tegole, le imposte rosse con intarsi verde scuro.” Internamente, invece, Villa Sol presentava (pag. 96) “due piani, uno scantinato, una serra, un solaio e un garage e, nella parte più alta, una mansarda senza scale e altri accessi. Una casa normale, insomma, anche se per solo due persone era oggettivamente troppo grande. Sparsi nelle varie stanze c'erano cassapanche e bauli antichi molto belli, dove d'estate venivano riposti i piumoni ingombranti e i tappeti.”
Anche la residenza per anziani “I tre ulivi” ricopre larga importanza lungo la narrazione; questa infatti ospita Salva, amico di Juliàn e compagno nel campo di concentramento di Mauthausen, ed Heim ed Elfe, membri della Confraternita. La struttura, vicino ad Alicante, (pag. 340 “non era un granché. C'erano pochi giovani anziani, per cui i campi da tennis e da padel non avrebbero reso molto. La cucina era pulita, e la cosa migliore era una piscina coperta piuttosto piccola che costituiva l'orgoglio dell'ospizio.”
Infine, rilevante importanza è assunta dai paesaggi esterni. Non mancano descrizioni poetiche dei paesaggi soleggiati e incantevoli della costa spagnola che ospita Sandra e Juliàn.

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