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Frankenstein, il mostro buono

Una creatura senza nome

Nel romanzo Frankenstein il mostro non ha un nome: è stata la fantasia popolare ad attribuirgli quello del suo creatore, lo sfortunato e appassionato Victor Frankenstein. Mostro, però, non vuol dire cattivo.
il povero "mostro" è, all'inizio, una creatura di buoni e delicati sentimenti, che offre moltissimo per il crudele abbandono del suo creatore. Solo e disperato, egli si rifugia nel granaio di una casa colonica, dove osservando la famiglia, e in particolare i bambini, prende lentamente coscienza di sè. Impara a leggere, senza essere visto aiuta a sbrigare piccole incombenze, comincia a riconoscere e a dare un nome alle sensazioni e alle emozioni che prova. Per lui ogni cosa è nuova, imprevista: il sorgere dell'alba lo commuove, la bellezza della natura lo esalta, le affettuosità che vede scambiarsi tra i suoi ignari ospiti lo turbano nel profondo. Quando, dopo molti mesi, trova il coraggio di mostrarsi, le reazioni orripilate della famiglia lo gettano nella disperazione. Fugge, deciso a ritrovare il suo creatore. Non vuole più essere solo, desidera una compagna che sia come lui, mostruosa e deforme, con la quale vivere in pace e in solitudine, senza che nessun uomo più le debba vedere.

ma lo scienziato rifiuta, sconvolto all'idea di ripetere per la seconda volte l'esperimento.

Il tragico epilogo

allora il mostro diventa cattivo: uccide i famigliari del suo creatore e l'amata Elizabeth, lo perseguita, lo minaccia, rende la sua vita un inferno di tormenti. Infine, creatore e creatura giungono alla resa dei conti sui ghiacci dell'Artide. Lo scienziato, raccolto miracolosamente da una nave di esploratori, trova le ultime forze per raccontare al capitano la sua triste storia e muore. Sul suo cadavere, il mostro eleva un ultimo lamento, prima di sparire per sempre:"Un tempo sperai inutilmente di incontrare esseri che, perdonando la mia forma esterna, mi avrebbero amato per le ottime qualità che ero in grado di svelare. Mi alimentavo di pensieri elevati di onore e devozione. Ma ora il crimine mi ha degradato al di sotto del più spregevole animale. Quando scorro la serie spaventosa dei miei peccati, non posso credere di essere la stessa creatura i cui pensieri una volta erano rivolti al bene. Ma è così: l'angelo caduto è divenuto un demone malvagio. ma anche il nemico di Dio aveva amici e associati nella sua desolazione: io sono solo".

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