Daniel Pennac, La fata Carabina

La storia
A Belleville, cittadina nella periferia di Parigi, negli ultimi tempi si è rivelata alquanto insicura per gli anziani, i quali, se non muoiono a causa della droga, vengono crudelmente uccisi. Per porre fine a questi strani omicidi la polizia decide di intervenire, incaricando alcuni commissari di proteggere le persone della terza età. Uno di questi, l’ispettore Vanini, viene però ucciso da un colpo di pistola. Iniziano così le indagini della polizia, da un lato guidate il commissario Cercare, il quale vuole catturare a tutti i costi il colpevole dell'omicidio dell'ispettore Vanini; dall'altro, il commissario Rabdomant, affiancato dagli ispettori Pastor e Thian, che indaga nell'ambiente della droga. Oltre alla polizia, anche la giornalista Julie inizia ad indagare perché vuole realizzare un reportage incentrato su questa emergente piaga sociale. Durante le sue ricerche, la donna incontra alcuni anziani caduti nel baratro della droga e li affida alla famiglia del fidanzato Benjamin Malaussène. La sua famiglia è davvero ampia: lui è il fratello maggiore; Clara la sorellina fotografa; Thérèse, la sorella veggente; Louna quella infermiera; i fratelli Jérémy e il Piccolo; Julius il cane e sua madre che si assentava spesso per poi tornare in attesa di un altro bambino di un padre ignoto e la vasta gamma di nonni accolti nella loro casa. Da un po’di tempo però la fidanzata di Ben non si fa più viva, inizialmente questo non crea sospetti perché il ragazzo attribuisce l’assenza prolungata all’inchiesta in corso. Nel frattempo proseguono le indagini della polizia, arricchite dal ritrovamento di una donna aggredita e torturata, che riesce a salvarsi, ma entra in coma. Vari accertamenti portano a scoprire l’identità della ragazza: è Julie. I sospetti si centrano così su Ben, l’unico ad avere legami con la vittima. Le accuse sono rafforzate anche dallo strano lavoro del ragazzo: è il capro espiatorio della casa editrice “Edizioni del Taglione”. Benjamin, allo scuro di tutto, grazie alle rivelazioni di un anziano suo ospite, capisce che a Belleville qualcuno sta cercando di eliminare gli anziani fornendo loro droga sotto forma di medicinali e riesce ad individuare anche chi grazie ad alcune foto fatte dalla sorella Clara; con la scusa di fornire le nuove informazioni va a trovare la fidanzata. Trova però l’appartamento di Julie distrutto ma niente è stato rubato. Nemmeno il tempo di accorgersi dell’accaduto che viene chiamato in ospedale per dare un ultimo saluto a uno degli anziani ospitati che sta morendo. Nello stesso istante la madre ha partorito una bambina, che viene chiamata Verdun, come il nonno appena spirato.

Mentre il protagonista è occupato a badare alla nuova sorellina, un'altra anziana viene uccisa, a colpi di rasoio, nella sua abitazione. La polizia, indagando sulle conoscenze della signora, scopre che l'anziana frequentava spesso Stojilkovicz (un vecchio amico di Benjamin) il quale viene arrestato da Pastor e Thian. I due avevano infatti scoperto che l’assassino di Vanini era un’anziana signora del paese che, come tutte le altre, era stata addestrata in segreto da Stojil per difendersi dal Rasoio, l’omicida.
Un giorno Benjamin trova la sua fidanzata in coma nel suo letto e viene a sapere dalle sorelle e dai fratelli che era stata in ospedale, dove non veniva curata correttamente, per questo motivo i parenti l’hanno rapita.
Alla fine si scopre che il Rasoio era Risson(uno degli anziani ospitati da Ben)che uccideva le vedove per procurarsi soldi per la droga, l’assassino viene a sua volta ucciso da due giovani prima dell’arrivo della polizia da. Il racconto si conclude con l’inserimento dell’ormai vecchio ispettore Van Thian in casa Malaussène, con il risveglio di Julie dal coma e con la fuga di Pastor e la madre di Benjamin a Venezia.

I personaggi
La mamma: sempre incinta, sempre di uomini diversi con cui fugge in preda alla passione, infatti dopo aver partorito Verdun lascia tutto e tutti diretta a Venezia con l'ispettore Pastor. In pratica non c'è mai, e lascia al figlio maggiore Benjamin la responsabilità di educare i suoi figli.
Benjamin Malaussène:Protagonista. La sua è una strana professione, è infatti capro espiatorio, prima presso un grande magazzino e poi, presso le Edizioni del Taglione. È il capofamiglia della tribù, composta da fratellastri, sorellastre, nipoti.

Julie de Corrençon:Aiutante. L'amore (corrisposto) di Ben. È una freelance, figlia di un ex governatore coloniale che scrive un articolo che ha come tema la droga, per questo viene torturata quasi a morte, ma riesce a riprendersi. Ha un carattere forte, infatti si è operata da sola di appendicite su una barca nel bel mezzo del Pacifico.
Louna: la sorella infermiera di Benjamin.
Clara: sorella fotografa. Fotografa tutto quello che le capita a tiro. È la sorella prediletta di Benjamin, forse perché, come egli stesso dice, è stato lui a farla nascere.
Thérèse: la sorella veggente. Le sue previsioni risultano sempre, ed incredibilmente vere. Riesce, grazie alla sue doti, a rimettere in sesto l’ispettore Van Thian, dopo l’aggressione subita dal poliziotto.
Jérémy: piccola peste, ha dato fuoco alla scuola ustionandosi quasi a morte, ma il dottor Marty lo ha salvato, diventando così il suo medico per eccellenza. Jérémy decide di fatto i nomi dei bambini venuti dopo di lui .
Il Piccolo:È testimone dell’omicidio del poliziotto Vanini che apre il libro.
Verdun: sorellina alla quale Jérèmy ha dato questo nome in ricordo di un vecchietto, che è stato ospitato a casa Malaussène fino alla sua morte, veterano dell'omonima battaglia. L'ispettore Van Thian le fa da balia.
Julius: il cane con crisi epilettiche, latrici di sventure, e dall'alito schifoso.
Nonno Bistecca: ex macellaio ospitato nella tribù
Risson:Antagonista. Ex libraio che narrava le storie ai bambini. È lui che uccide le vecchiette del quartiere per procurarsi soldi, con i quali compra droga.
Nonno Spazzola: ex parrucchiere ospitato dalla tribù.
Suola: ex calzolaio, ospitato nella tribù, premiato per venticinque anni di lavoro nella stessa bottega.
Signora Dolgorouki: vecchietta amica di Stojilkovicz che viene uccisa da Risson. È amica e vicina di casa della vedova interpretata da Van Thian.
Stojil (vero nome Stojilkovicz): ex militare yugoslavo, arma ed addestra i vecchietti all'autodifesa; per questo viene arrestato ed internato nel carcere di Sant'Inverno, dove si mette in testa di tradurre l'Eneide in croato.
Regina Zabo: titolare delle Edizioni del Taglione, quindi temutissimo capo di Benjamin.
Mo il Mossi: il grande nero. Piccolo delinquente.
Simon il Cabila: il piccolo rosso. Sempre in coppia con il Mossi.
Hadouch Ben Tayeb: compagno di liceo di Benjamin. L'unico allievo del corso propedeutico all'École Normale Supérieure ad aver scelto come indirizzo il gioco delle tre carte. Gestisce infatti i guadagni ricavati dal gioco a Belleville.
Rabdomant: commissario di divisione e ormai prossimo al pensionamento. Ha con Ben un rapporto conflittuale: da una parte è decisamente infastidito dalla sua invadente immacolata innocenza che, essendo ripetutamente scambiata per colpevolezza, distrae le indagini; dall'altra vuole bene al capro e alla sua Tribù.
Van Thian:vecchio e vedovo ispettore di polizia di origine asiatica, per svolgere le indagini si spaccia per immigrato o si traveste da vecchietta, ma tutto il quartiere lo sa. Dalla prima volta che capita in casa Malaussene, sembra essere l'unico a poter calmare la piccola Verdun.
Pastor: ispettore di polizia della divisione di Rabdomant. Dopo un'indagine, in cui il presunto colpevole è sempre Ben, scappa con la mamma dei Malaussène a Venezia. Grande amico e collega di Van Thian.
Vanini: ispettore della squadra antidroga che viene ucciso da una vecchietta, questa uccisione apre il libro.
Cercaire: commissario della squadra antidroga.
Marty: Dalla sua prima apparizione, durante la quale si occupa della salute di Jérémy, diventa di fatto il medico di fiducia della tribù.

Commento
Era la prima volta che leggevo Pennac ed è forse per questo motivo che inizialmente non ho capito il suo stile di scrittura. I primi capitoli mi hanno infatti un po’ disorientato perché si accavallano in rapida successione descrizioni di eventi, luoghi e di molti personaggi che apparentemente non hanno alcun legame. Poi però, quando si ricongiungono tutti i fili del racconto la storia comincia ad essere più comprensibile e interessante. La trama è comunque originale e coinvolgente, i personaggi, in particolare quelli della “famiglia allargata” di Benjamin, sono simpatici e bizzarri e la scrittura è scorrevole ed ironica.

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