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Recensione del libro Arthur e il popolo dei minimei

Titolo, autore, data: Arthur e il popolo dei Minimei, L. Besson, 2006
Epoca: XXI secolo
Personaggi principali: Arthur, Selenia, Betaméché, la nonna, Maltazard

Trama: Arthur è un bambino di 10 anni che vive con la nonna, perché i suoi genitori non si prendono cura di lui. La nonna ha molti debiti ed ha ipotecato la casa, che un creditore vuole a tutti costi avere per costruire nel giardino dei palazzi.
Il nonno di Arthur è scomparso da molto tempo. La sera del compleanno di Arthur, la nonna gli legge un diario di viaggio, in cui si parla dei Bogo-Matassalai e dei Minimei, portati dal nonno nel giardino di casa. Gli parla anche del tesoro che il nonno era andato a cercare. Arthur vuole quindi trovare il tesoro, per salvare la casa e il nonno. La nonna gli racconta anche di un portale che fa accedere al mondo dei Minimei.
Arthur comincia a cercare degli indizi e trova nello studio del nonno degli oggetti: una chiave, un telo sul quale è disegnata una stella a cinque punte e un canocchiale. La notte stessa scende in giardino e trova cinque Bogo-Matalassai, che lo aiutano ad entrare nel mondo dei Minimei. Questa notte è la notte della decima luna, l’unica in cui si può entrare in quel mondo. I Bogo-Matassalai gli raccontano che il nonno era andato nelle terre di Maltazard, un generale cattivo e nemico dei Minimei, e che non era più tornato.

Quando Arthur entra nel mondo dei Minimei, si rimpicciolisce e diventa un folletto. Si ritrova nella stanza del Portale dove incontra Betaméché, principe dei Minimei, che lo porta fino al villaggio del suo popolo. Qui Arthur deve dare prova del suo coraggio, difendendo i Minemei dall’attacco degli Accoliti, i soldati di Maltazard. Dopo una dura battaglia si trova a fronteggiare due soldati che vogliono attaccare la principessa Selenia. Prende allora la spada magica conficcata nella roccia al centro del villaggio e con i poteri magici della spada riesce a sconfiggere i soldati nemici.
Arthur va in cerca del nonno e del tesoro. Lo accompagnaranno Selenia e Betaméché. Durante il cammino Selenia dedice di viaggiare con la compagnia dei “Trasporti di Ogni Genere”, ovvero il mezzo di trasporto più veloce per arivare nelle Terre Oscure. Arthur però pronuncia il nome di Matalzard e siccome per i Minimei questo porta sfortuna, il mezzo precipita e finisce in un ruscello. Visto che i Minimei odiano l’acqua, i compagni di Arthur sono terrorizzati. Arthur riesce a salvarli, lanciando una corda attaccata alla spada magica.
Il mattino dopo, proseguendo il loro cammino, si imbattono in alcuni Kalomassai, un popolo del Mondo di Mezzo. Gli operai stanno tagliando delle cannuccie per conto di Maltazard e i tre capiscono subito che queste cannuccie saranno utilizzate per annegare i poveri Minimei. Quindi la compagnia salta dentro una cannuccia per essere trasportata di nascosto a Necropolis, la città del Mondo Oscuro. Vengono però scoperti da un pacifico Kalomassai che li porta dal loro capo Max, il quale conferma loro che il suo popolo sta tagliando cannuccie per Maltazard. Alla festa i Max arriva anche Darkosh, il figlio di Matalazrd, il quale vuole catturare i tre amici per regalarli al padre. I ragazzi si difendono furiosamente e riescono a fuggire.
Si calano in buco che li porta a Necropolis e decidono di dividersi: Selenia va a combattere Maltazard, mentre Arthur e Betaméché vanno in cerca del nonno e del tesoro.
Tematiche: Arthur pur di non perdere la casa e poter continuare a vivere con la nonna e salvare il nonno, rischia di sacrificarsi e di non ritornare più. Mostra tanto coraggio e va avanti senza aver paura.
Una volta conosciuti i Minimei decide di aiutarli per bontà e amore della comunità. Anche in questo caso non si risparmia e dimostra grande coraggio.
Commneto: “Arthur e il mondo dei Minimei” è il primo libro di una saga. Besson ha trovato modi molto ingegnosi per fare entrare Arthur nel mondo dei Minimei. I meccanismi che ha inventato sono molto avvincenti e ricordano Hugo Cabret. Infatti è un mondo di ingranaggi molto complesso e anche difficile da comprendere.
Mi piace anche il confronto tra i Bogo-Matassalai e Minimei: i primi grandi e grossi ed i secondi piccoli e gracili. Mi piace come riescano a trovare il modo di convivere nonostante le loro differenze fisiche. Lo stesso confronto avviene fra la percezione che Arthur ha del suo giardino quando ha dimensioni umane, e fra quella che ha quando è un folletto. Si tratto dello stesso luogo, ma appare completamente diverso a seconda delle sue dimensioni.

Sul libro Arthur e il popolo dei Minimei è stato realizzato anche un film.

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