Concetti Chiave
- Il racconto di Buzzati esplora il paradosso della paura e del rifiuto dello straniero, mostrando l'ostilità degli abitanti verso due turisti maltrattati in una cittadina del Nord Italia.
- Il linguaggio degli abitanti evolve da italiano a dialetto, culminando in una lingua incomprensibile che crea un muro comunicativo per umiliare i turisti.
- Le opere di Buzzati presentano un "realismo magico", dove il sovrannaturale si fonde con la realtà e i protagonisti affrontano situazioni estreme e paradossali.
- Il linguaggio di Buzzati è ricco di metafore e similitudini, offrendo prospettive inaspettate e mantenendo il lettore come testimone e interprete degli eventi narrati.
- Il romanzo più famoso di Buzzati, "Il deserto dei Tartari", affronta temi di magia e allegoria, collocandosi nella grande letteratura europea tra le due guerre, con influenze da Kafka.
Qual è il paradosso della paura?
Il racconto di Buzzati porta al paradosso le affermazioni di Ben Jelloun sulla paura e il rifiuto dello straniero in quanto diverso e sconosciuto. In questo caso due sventurati turisti capitano in un’afosa cittadina del Nord Italia dove vengono guardati con sospetto dagli abitanti, che rifiutano loro persino una stanza in albergo e un po’ di ristoro; quindi, in un crescendo da incubo, i due viaggiatori vengono maltrattati, perseguitati e infine linciati da una folla inferocita. È da notare che nel corso della vicenda il linguaggio di questi inospitali cittadini passa dall’italiano al dialetto e, nella fase culminante del racconto, quando si scatenano le violenze, a una lingua incomprensibile che è un vero e proprio muro eretto dai locali per respingere e umiliare le loro vittime.
Temi e stile di Buzzati
Buzzati fu un prolifico scrittore di racconti, riuniti in antologie sotto diversi titoli. In essi possiamo ritrovare temi e atmosfere comuni: un’aura di fiaba, il senso del mistero, l’attesa di una catastrofe imminente, il gioco del destino e delle coincidenze, la graduale presa di coscienza che nella nostra vita quotidiana sono nascosti mostri pronti ad attaccarci, ma anche l’amore e la pietà nei confronti delle persone e degli animali. Le storie iniziano in tono realistico e i protagonisti sono personaggi normali che scivolano a poco a poco in situazioni estreme e paradossali, vivendo esperienze magiche e inquietanti; si tratta di quello stile che è chiamato “realismo magico”, in cui il sovrannaturale s’insinua nella trama e viene accettato con naturalezza anche dal lettore. A una prosa fredda e oggettiva, o semplicemente discorsiva, s’intreccia un linguaggio ricco di metafore e di similitudini che all’improvviso dischiudono una prospettiva inaspettata o una dimensione misteriosa nella narrazione. L’autore però non “dice” niente, rimane in disparte, rendendo il lettore testimone dei fatti e interprete del significato del racconto; se vi è una morale nella novella, essa non è espressa in modo esplicito, il lettore la recepisce non solo a livello razionale ma soprattutto emotivo.
La vita e le opere di Buzzati
Dino Buzzati nato a Belluno, fino alla morte visse quasi sempre a Milano. Compiuti gli studi in legge, nel 1928 entrò come cronista al “Corriere della Sera”, dove lavorò per tutta la vita, con incarichi diversi. Durante il secondo conflitto mondiale fu corrispondente a bordo di navi da combattimento.
Il suo esordio letterario risale al 1933, quando pubblicò il romanzo Bàrnabo delle montagne, seguito, due anni dopo, da Il segreto del Bosco Vecchio. Qui si ritrovano già alcuni suoi temi fondamentali: il gusto per il magico e l’allegorico, le ampie descrizioni di una natura misteriosa e nordica, selvaggia e aspra. Il romanzo più famoso è però Il deserto dei Tartari, che si colloca nella linea della grande letteratura europea tra le due guerre che ha in Kafka il suo maggiore esponente.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale del racconto di Buzzati riguardo alla paura e al rifiuto dello straniero?
- Quali sono le caratteristiche principali dello stile di scrittura di Buzzati?
- Quali temi ricorrenti si possono trovare nelle opere di Buzzati?
- Qual è il contesto biografico di Dino Buzzati e le sue opere più significative?
Il racconto di Buzzati esplora il paradosso della paura e del rifiuto dello straniero, mostrando come due turisti vengano maltrattati e linciati da una folla in una cittadina del Nord Italia, evidenziando il linguaggio inospitale degli abitanti che culmina in una lingua incomprensibile per umiliare le vittime.
Lo stile di Buzzati è caratterizzato dal "realismo magico", dove il sovrannaturale si intreccia con la realtà. Le sue storie iniziano in modo realistico e i protagonisti si trovano in situazioni paradossali, con un linguaggio ricco di metafore che svelano dimensioni misteriose, lasciando al lettore il compito di interpretare il significato.
Le opere di Buzzati trattano temi come il mistero, l'attesa di una catastrofe, il gioco del destino, e la presenza di mostri nascosti nella vita quotidiana, insieme a sentimenti di amore e pietà verso gli esseri viventi, creando un'atmosfera fiabesca e inquietante.
Dino Buzzati, nato a Belluno e vissuto a Milano, iniziò la sua carriera letteraria nel 1933 con "Bàrnabo delle montagne" e "Il segreto del Bosco Vecchio". Il suo romanzo più celebre è "Il deserto dei Tartari", che si colloca tra le opere della grande letteratura europea del periodo tra le due guerre, influenzato da Kafka.