dell’amico Betto, Metello si reca a denunziare il fatto alle forze
dell’ordine, che in risposta gli fanno provare quella che sarà la
prima delle tante notti in “carbonaia”, dalla quale ne esce come
“vero italiano e vero uomo”: schedato dalle forze di polizia e entrato
per la prima volta in contatto con le idee socialiste di uguaglianza e
equità.
Di nuovo solo, Metello cresce in forza e caparbietà. Intelligente e
attraente, amante delle donne, conosce Viola, una vedova con la
quale avvia una relazione che costituisce la sua iniziazione col
mondo femminile. Promosso mezzo muratore, si iscrive inoltre alla
Camera del Lavoro. In seguito a tre inutili anni spesi a Napoli per la
leva militare, torna a Firenze dove ricomincia da zero la vita lasciata
in pausa. Ormai uomo, Metello riveste un ruolo sempre più
importante non solo in cantiere, ma anche presso la Camera e
presso gli altri socialisti. Proprio durante uno sciopero viene preso e
incarcerato, conoscendo il suo vero amore: Ersilia, figlia di un
compagno morto in cantiere, con la quale inizia una corrispondenza
epistolare e con la quale, una volta uscito dal carcere, si sposa e ha
un figlio, Libero.
Metello è un personaggio a tutto tondo. Con lo scorrere delle pagine
i suoi pensieri evolvono e maturano fino ad affermarsi. Un romanzo
definibile pertanto anche psicologico e di formazione, che parla di
“non bisogna mai essere né il
un giovane dapprima convinto che
primo né l’ultimo”, che capisce solo col tempo che una posizione
va presa e pertanto inizia ad appoggiare l’idea socialista, senza
“valere per uno”.
mettersi troppo in mostra in quanto vuole
Le sue capacità, la sua chiarezza di pensiero e le sue abilità
oratorie, lo costringono però a ricoprire un ruolo di rilevanza nel
grande sciopero del 1902, perdurato per ben 46 giorni, con lo scopo
di ottenere un innalzamento del salario, durante il quale prende su
di sé il peso della responsabilità decidendo anche per tutti gli altri
amici e colleghi che si trovano a lottare sulla sua “stessa barricata”,
e che vedono in lui l’unico punto di riferimento. Sciopero entrato
nella storia, ma che per i protagonisti si conclude dopo immense
privazioni e con una vittoria amara, seguita dalla morte del decano
Lippi e del giovane Renzoni, precipitati dai ponti e dalla
Breve panoramica biografica su Vasco Pratolini
Vasco Pratolini è stato uno scrittore vissuto tra la prima e la seconda metà del Ventesimo secolo. È nato a Firenze nel 1913 da una famiglia di modeste condizioni economiche. Vasco Pratolini perde la madre all’età di 5 anni. In seguito, svolge numerosi lavori e si ammala di tubercolosi. Grazie alla sua grande passione per la letteratura, Pratolini entra in contatto con Elio Vittorini, che lo introduce negli ambienti letterari. In seguito, lo scrittore matura una coscienza proletaria di classe e prende parte attivamente alla Resistenza. Dopo aver soggiornato a Milano e a Napoli, si trasferisce definitivamente a Roma. Tra le sue opere più importanti ricordiamo:- Il quartiere;
- Cronaca familiare;
- Cronache di poveri amanti;
- Le ragazze di San Frediano;
- Metello.
La trama del romanzo “Metello” di Vasco Pratolini
Il protagonista dell’omonimo romanzo dello scrittore Vasco Pratolini è Metello. È nato a Firenze, da un padre anarchico e una madre tanto bella quanto forte e risoluta. Metello resta orfano di entrambi i genitori e viene in seguito adottato da una famiglia di contadini di Rincine, con la quale resta fino all’età di 15 anni. Quando questa famiglia decide di partire per il Belgio, dato che Metello non poteva partire con loro, scappa e torna a Firenze, la sua città di origine. Qui, Metello inizia una nuova vita, accontentandosi del poco che riesce a racimolare lavorando come scaricatore. Un incontro fondamentale per Metello è stato con l’anarchico Betto, un amico del defunto padre Caco. Betto gli insegna a leggere e a scrivere, gli dà una casa, ma inizia a costituire la presenza del padre che Metello non ha mai avuto. Si apre così un nuovo capitolo per Metello, il quale inizia a lavorare come manovale presso l’impresa edile Badolanti. Alla scomparsa dell’amico Betto, Metello si reca a denunciare il fatto alle forze dell’ordine. In risposta alla denuncia, le forze dell’ordine fanno provare a Metello quella che sarà la prima delle tante notti in “carbonaia”, dalla quale ne esce come “vero italiano e vero uomo”: schedato dalle forze di polizia e entrato per la prima volta in contatto con le idee socialiste di uguaglianza e equità. Di nuovo solo, Metello cresce in forza e caparbietà. Intelligente e attraente, amante delle donne, conosce Viola, una vedova con la quale avvia una relazione, che costituisce la sua iniziazione col mondo femminile. Metello viene promosso mezzo muratore e si iscrive inoltre alla Camera del Lavoro. In seguito a tre inutili anni spesi a Napoli per la leva militare, torna a Firenze, dove ricomincia da zero la vita lasciata in pausa. Ormai uomo, Metello riveste un ruolo sempre più importante non solo in cantiere, ma anche presso la Camera e presso gli altri socialisti. Proprio durante uno sciopero viene preso e incarcerato. In questa occasione, Metello conosce il suo vero amore: Ersilia, la figlia di un compagno morto in cantiere, con la quale inizia una corrispondenza epistolare. Una volta uscito di prigione, Metello sposa Ersilia e i due hanno un figlio, Libero.